Pif

La mafia sono persone, poco colte per niente belle a tratti ridicole, con le loro manìe stupide che stridono con tanta superficiale crudeltà. Un’associazione di sfigatelli che uccide per mestiere senza tanta sacralità. Niente colore, niente fascino, nemmeno quello scuro che a volte attrae del male quando ha le sue profondità.
Lo stato non c’è, la politica è vigliacca (Andreotti è il colpevole) e chi si oppone a tanto, le Persone che la combattono, lo fanno ognuno con la propria forza, la propria volontà, la propria rettitudine morale. In solitudine, senza l'”esercito”che pif bambino, giornalista per un mese, si aspetterebbe.
I palermitani guardano passivamente, sono complici in qualche modo quando negano l’evidenza, “la mafia non esiste”, “uccide solo d’estate”, “sono solo cose che dicono” affari della tv.
Il compito di un genitore è proteggere il figlio dal male, ma anche dare al figlio gli strumenti per riconoscerlo il male. E allora già in fasce pif porta il suo bambino in pellegrinaggio per quei luoghi di Palermo in cui glì Eroi sono stati uccisi, quei luoghi già intrecciati con la sua infanzia e giovinezza e con tutte le vicende della sua crescita. Perchè a Palermo con la mafia ci vivi. Perchè suo figlio sappia.

Questi i messaggi del film, questo il punto di vista nuovo e dissacrante, si, sulla più grossa bassezza italiana.
Bella la Palermo sullo sfondo, bene utilizzate le immagini di allora, quelle vere, desolanti.

Come posso dire, quindi, che il film non mi sia piaciuto?

Ho fatto passare una notte, perchè lì per lì ero in bilico, ho pensato di doverci ragionare.
E niente, un film da vedere, un film bello e istruttivo da vedere assolutamente e senza dubbio.
Un film piatto però. Un punto di vista che a leggere il trailer mi era sembrato geniale, e poi la parola geniale è proprio quella che uscendo non ti viene in mente. Un film che, volutamente credo, rimane in superficie e non entra dentro. Non c’è passione, umanità. Non c’è niente di toccante e vivo, nemmeno, volutamente forse pure quello, l’amore-fissazione del bambino e poi del ragazzo e poi dell’uomo Arturo per quella femmina.
Un film in cui non piangi e non ridi, non odi e non ami ma ti limiti a sorridere e dispiacerti . Un film non per il cuore ma per la mente, volutamente continuo a credere. Ed è volutamente che, quindi, non è che andrei a rivederlo.

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3 Risposte

  1. Ora e’ Come leggere un libro distesi nella foresta dell’Amazzonia, senza serpenti e animali pericolosi.
    A proposito di quell’amico non ci fa ma ci è……
    Buon lavoro.

  2. Cambia lo sfondo…. Ora è normale.

  3. Sono sicuro che a quest’ora stai dormendo come un ghiro, altrimenti non sei normale: potresti tentare il record di lavoro continuato nel mondo libero.

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