Archive for dicembre 2013

2013: cose che porto con me
30 dicembre 2013

– papa Francesco
-la campagna elettorale col candidato sbagliato e la passione giusta
– Plà
-una bella serata romana, d’inverno
-una bella serata al viniles, d’estate
-un pomeriggio coi motorini ed una nottata nella Ibiza che non mi aspettavo
-un litigio che non poteva più aspettare dopo una notte sbagliata ma necessaria
-quel giorno che mi sono presa libero in mezzo alla stagione, la mattina, il pomeriggio, la cena, il dopocena.
-un pomeriggio di marzo a riordinare sunrise con l’arcobaleno
-lo scudetto della juve a Torino con babbo
-l’aperitivo thailandese e le cene a tema
-alcuni venerdì in cambusa
-una serata con le olandesi che ci sarei voluta essere ed invece facevo il seitan qui a casa mia con gloria ed un topo morto e poi sepolto
– alcuni pensieri non ancora immortalati
-una luna piena
-un luna park mezzo vuoto
-una psicopatica che mi guarda fissa senza dire una parola con un gabbiano monco in braccio
-un primo maggio promettente
-Zeus e Atena e la Grecia antica. Ma pure quella tecnologica e moderna
-un bagno in piscina con quaranta gradi a mezzanotte
-la grande bellezza
-Andrea che mi scrive: è finita. siete fuori. (questo lo lascerei pure nel 2013 ma ce l’ho stampato in testa e non me lo scordo più!)

Non direi un anno esaltante, ma pieno si. Denso. Da rifare. Forse mi è, stranamente, mancata un po’ di coraggiosa follia. Che non tarderà!

2014: buoni propositi
29 dicembre 2013

Volare alto.
Uscire dai soliti schemi, o non schemi ma fa lo stesso.
Fuggire la mediocrità, qualsiasi sopraffina forma sia essa in grado di assumere.
E basta, il resto è libero.
Voglio un anno così, un 2013 upgraded, elevato.

E se adesso pongo il problema
28 dicembre 2013

“E se adesso pongo il problema, ricorda, non c’è tregua con queste storie che sembrano per scherzo: se dopo un numero a caso ma per esempio dieci chilometri tu sai con certezza di morire li fai subìto o resti immobile tutta la vita? Oppure: toglila, la certezza: cosa fai?”
(Milo De Angelis)

Pif
10 dicembre 2013

La mafia sono persone, poco colte per niente belle a tratti ridicole, con le loro manìe stupide che stridono con tanta superficiale crudeltà. Un’associazione di sfigatelli che uccide per mestiere senza tanta sacralità. Niente colore, niente fascino, nemmeno quello scuro che a volte attrae del male quando ha le sue profondità.
Lo stato non c’è, la politica è vigliacca (Andreotti è il colpevole) e chi si oppone a tanto, le Persone che la combattono, lo fanno ognuno con la propria forza, la propria volontà, la propria rettitudine morale. In solitudine, senza l'”esercito”che pif bambino, giornalista per un mese, si aspetterebbe.
I palermitani guardano passivamente, sono complici in qualche modo quando negano l’evidenza, “la mafia non esiste”, “uccide solo d’estate”, “sono solo cose che dicono” affari della tv.
Il compito di un genitore è proteggere il figlio dal male, ma anche dare al figlio gli strumenti per riconoscerlo il male. E allora già in fasce pif porta il suo bambino in pellegrinaggio per quei luoghi di Palermo in cui glì Eroi sono stati uccisi, quei luoghi già intrecciati con la sua infanzia e giovinezza e con tutte le vicende della sua crescita. Perchè a Palermo con la mafia ci vivi. Perchè suo figlio sappia.

Questi i messaggi del film, questo il punto di vista nuovo e dissacrante, si, sulla più grossa bassezza italiana.
Bella la Palermo sullo sfondo, bene utilizzate le immagini di allora, quelle vere, desolanti.

Come posso dire, quindi, che il film non mi sia piaciuto?

Ho fatto passare una notte, perchè lì per lì ero in bilico, ho pensato di doverci ragionare.
E niente, un film da vedere, un film bello e istruttivo da vedere assolutamente e senza dubbio.
Un film piatto però. Un punto di vista che a leggere il trailer mi era sembrato geniale, e poi la parola geniale è proprio quella che uscendo non ti viene in mente. Un film che, volutamente credo, rimane in superficie e non entra dentro. Non c’è passione, umanità. Non c’è niente di toccante e vivo, nemmeno, volutamente forse pure quello, l’amore-fissazione del bambino e poi del ragazzo e poi dell’uomo Arturo per quella femmina.
Un film in cui non piangi e non ridi, non odi e non ami ma ti limiti a sorridere e dispiacerti . Un film non per il cuore ma per la mente, volutamente continuo a credere. Ed è volutamente che, quindi, non è che andrei a rivederlo.

Non ho resistito
8 dicembre 2013

Mi sono fatta mesi di lavaggio del cervello. Niente più pd non crederci più niente più pd non crederci più niente più pd non crederci più niente più pd non crederci più. Le primarie? Basta basta basta basta basta non voglio sapere niente non voglio sapere niente non voglio sapere niente non vi ascolto non vi ascolto non vi ascolto non vi sento non vi sento non vi sento non esistete siete degli sporchi traditori. Niente più pd. Non ci credo più. Le primarie? Basta. Non vi ascolto. Non vi sento. Siete degli sporchi traditori.
Poi stamattina come niente fosse mi sono svegliata (tardi) alzata (di fretta) vestita (pesante) fatta colazione (pesante pure quella) e sono corsa (corsa!) a votare Civati.
È questo che mi piace di me, ho una fiammella sempre accesa!

Decisione
6 dicembre 2013

Non ero certa di aver mai detestato Berlusconi (e i di lui complici elettori) più di quanto io detesti ora Grillo e affini. Poi stamattina ho avuto una chiara e molto semplice percezione: il berlusconismo tutto (che comprende, sia chiaro, molti degli identici meccanismi della pseudosinistra) ha generato il grillismo, per questo continua ad essere il peggiore dei mali. Due lati, Berlusconi e Grillo, della stessa insopportabile medaglia.
Da non poterne più.