Possiamo dire che

Possiamo dire tante cose, onestamente. Ma non potendo dirle tutte possiamo limitarci a dire che.
Non appartengo a nessun luogo, davvero. Da qualche anno sono qui e presa nella rete fitta dei mille pezzi da ricomporre non me ne ero nemmeno bene accorta, di aver messo le radici, essere piantata in una casa, un lavoro, un ambiente, due cittadine minuscole, una serie di persone da salutare tutte le mattine, salve, buongiorno, ciao, a domani, buonanotte. Ad attraversare quel ponte avanti e indietro, di corsa, camminando, in bicicletta, in macchina, in scooter, da sola o con freud al guinzaglio oppure libero ma solo apparentemente: il suo destino è obbedire ed il suo libero arbitrio ha il limite del senso del pericolo mio. Mentre pensavo ad altro senza accorgermene i capelli crescevano e una vita normale prendeva forma intorno a me, come se fossi una ad una sola velocità, a colori pastello. E non c’è niente di male in ciò, lo dico con stupore e non con difficoltà. Lo noto perchè i capelli così lunghi non li ho avuti mai, mai passato tanto tempo senza un colpo di reni, un taglio impellente, un’idea improvvisa, un andarmene e lasciare lì gli spettatori di stucco, a chiedersi se sia il caso finalmente di parlare di fuga o se invece ci sia ancora quel fondo perenne di incompletezza ad attenuare il giudizio e trasformarlo in nobile ricerca. Il fatto è, invece, che non c’è fuga e non c’è fondo. Soltanto c’è che odio permanere, stanziare, piantare le radici in una situazione qualsiasi, fosse pure quella che con tanta passione vado veramente cercando. Ho bisogno, viscerale bisogno, di sentirmi viva. Ed ho bisogno che questa sensazione parta da me, e non arrivi da niente e nessuno là fuori. Conservo le persone nel cuore e non nei luoghi, quelle lontane e anche lontanissime che ti chiamano come oggi e come oggi sentirti il meglio di quanto la tua testa sappia immaginare che una persona possa sentirsi.
E organizzare nel frattempo la prossima scenografia. Ecco. Possiamo dire che ci sto seriamente pensando!

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13 Risposte

  1. Mi auguro che la prossima scenografia non venga attuata troppo presto o almeno dopo il prossimo pomeriggio lavorativo…
    Comunque chi ti “rompe” sul blog vive solo intensamente il suo complesso di inferiorità, rispetto alla tua ottima scrittura ma soprattutto alla tua straordinaria vivacità di pensiero.
    E il mediocre non riconosce le altrui capacita e non perdona, cerca solo di abbassare l’altro e non di innalzare se stesso (Sa che non ci riuscirebbe) e, come dal titolo del tuo blog, e’ condannato a vedere per sempre il mondo con gli occhi mediocri che ha…
    Sono sempre più convinto che nel lungo termine (generazioni….) non vince il più ricco o il fortunato del momento, l’intelligenza trionfa sempre ed è la condizione stessa per la non estinzione… Auguri da Roma

  2. Ho letto il condivisibile commento di Alessandro. Che dire… La ragazza scrive con una proprietà di linguaggio senza pari ed è in grado di “far vedere” con assoluta chiarezza ciò che descrive. Gli articoli legati a fatti reali sono così pieni di particolari, da far ipotizzare che osserva la realtà da un gradino superiore. Fatta eccezione del calcio, di cui non mi intendo, scrive su ogni argomento e sembra comprendere ed analizzare tematiche anche tecniche (economiche, politiche ecc..) con una competenza non comune, frutto di un formidabile intuito.
    Se ci sono dei critici? Non me ne ero accorto… Ma data la composizione media della popolazione non mi sorprendo affatto.
    Come in ogni campo vanno ignorati, perché tanto nel tempo la società inevitabilmente (e’ già in atto) eliminerà progressivamente ed automaticamente gli sciocchi, gli incompetenti e forse anche gli ingrati.
    E poi mi chiedo… Ma se un blog non piace, perché continuare a leggerlo?
    Forse per criticare soggetti con qualità che, nell’inconscio, si vorrebbero possedere: ma allora bisogna andare in analisi e qui non sono competente.
    Un caro saluto a tutti (nessuno escluso)

    • “la loro arte più raffinata” è una poesia di Bukowski che devo aver pubblicato da qualche parte e che riassume bene il concetto! Per il resto mi sono da tempo ripromessa di accettare il consiglio di una guida illustre ad un illustre e un po’ sperduto viaggiatore e quindi non posso commentare(che poi chissà perchè ho idea che tu parli con cognizione di causa, e non dei “mediocri” come categoria ontologica!)
      Sull’argomento, per pura pignoleria, devo precisare che i gradini dai quali voglio apparire superiore (plasmando le persone attraverso il mio blog) sono dieci e non uno. Che tu lo sappia, nemico del popolo! 😉
      Grazie del resto degli, esagerati ed immeritati, apprezzamenti!

      • Forse non ci conosciamo abbastanza, ma sono sufficientemente presuntuoso da non ritenere la mia opinione esagerata o eccessiva nei confronti dei contenuti del blog.
        Sul numero degli scalini: ne avevo indicato uno solo ma molto molto alto….
        Sulla conoscenza del fenomeno dei mediocri di cui si parla? Intuito e lettura attenta degli articoli….
        Un caro saluto (sempre a tutti).
        Sandro

  3. Ciao Enrica,
    Sono Giulio l’Ingegnere di Roma con cui hai pranzato, unitamente ai tuoi amici, al “cacio e pepe” vicino Piazza Mazzini. Vedo che state creando un club anti sciocchi e vorrei partecipare anche io.
    È il caso però di farli scrivere tutti, così da essere in grado di consigliare ad ognuno la giusta clinica ovvero una cura di mantenimento.
    Nel gruppetto dei peggiori ci dovrebbero poi essere almeno un paio di donnicciole a cui assegnare la medàglia d’oro o sbaglio?
    Condivido tutti i commenti e mi associo al club.
    Giulio

  4. Non è che per caso hanno messo alla predisposizione dei turni pomeridiani qualche oppositore?

  5. Buonasera a tutti. Vedo che il blog si sta movimentando con la presenza solamente e stranamente di persone di buon livello. Mancano all’appello i soliti subnormali disturbatori ed i critici cronici, che solitamente tentano con le aggressioni verbali di risolvere o dimenticare i problemi di casa o quelli in testa.
    Esaminiamo la situazione da voi prospettata.
    Una bella ragazza scrive articoli molto interessanti, piacevoli e profondi, comprensibili nella loro interezza solo da persone con un grado di cultura almeno con diploma di laurea. Accade che molti reagiscono di fronte ai contenuti che non hanno alcunché di anomalo: quindi questi signori hanno un problema e non chi scrive.
    Possiamo fare alcune ipotesi semplici: se chi critica e’ donna probabilmente è invidiosa dell’aspetto (la fotografia in effetti si presenta bene) o non tollera la superiorità culturale di 10 gradini (come specificato sopra); se uomo o ha una mogliettina bruttona o tendente verso la famiglia deii gallinacei o non tollera l’inferiorita culturale.
    Siete invitati tutti prima di scrivere critiche a qualificarvi nella categoria di appartenenza.
    Faccio un esempio di intervento per far comprendere ai più lenti….
    Es. Premettendo che ho l’intelligenza di una gallina vorrei esporre di seguito le mie personali critiche al contenuto dell’articolo…………..E così via……………
    Oppure invito la titolare del blog ad inserire uno schema preliminare in cui, attraverso delle caselle, ognuno digita in fase iniziale la propria posizione (favorevole o contrario) e poi, se contrario, specifica la vera causa della critica (es. Se uomo: brutto, grasso, basso, tonto, con moglie brutta, con moglie oca; se donna: brutta, bassa, sottosviluppata, poco attraente, gelosa, invidiosa, con marito poco soddisfacente ecc…).
    Ciò permetterebbe a noi evoluti di non dover perdere tempo su inutili valutazioni delle critiche che nulla hanno a che vedere con gli articoli: in pratica risparmiamo parte del nostro prezioso tempo ed evitiamo di rispondere ai critici conoscendo i veri motivi delle obiezioni.
    La mia e’ una proposta pratica per la soluzione del problema sollevato da alcuni…………..Valutatela.

    • Mi sto preoccupando, a quanto pare siete impazziti “tutti”…!!!!!!!!! DDD

  6. Ahahah bella la risposta… Da un gruppo di critici a un gruppo di matti tutti in collegamento fra loro….

  7. Visto che siete pignoli e puntuali, preciso che nel gruppetto dei pro (…favorevoli per chi non capisce….) ci sono anche io. La proposta di Marini e’ simpatica ma abbastanza singolare….. Si valuterà!
    Roberto

    • Io mi dissocio eh! Sono tempi di pace questi e io odio le guerre, soprattutto quelle senza motivo. Non so come sia nato questo comitato ma non voglio saperne niente!!!

  8. Non serve che ti dissoci, non facevi parte del comitato, Che e’ vivo ma non opera in tempi di pace!!
    E poi (mi riferisco ai componenti del comitato) i soggetti sono strani, qualcuno arriva, altri se ne vanno e poi tornano, alcuni si perdono per sempre… Lasciamo fare al caso che sa sempre il fatto suo…..

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