Si, viaggiare

Eros Narciso Edipo e il caso al tavolo da gioco. L’amore, l’amore di sé, la trasgressione sublimata, il destino per chi ci crede, o il calcolo delle probabilità per chi preferisce (una legge statistica che segue, ma non sempre, le sue regole). Istinti non primari. In piedi dietro, che osserva, quell’avversario imbattibile che custodisce la posta in gioco: la Morte. Le anime pellegrine, quelle che sanno dare un senso al viaggio. Segmenti di senso. Contraddizioni. Un grumo di contraddizioni irrisolvibili (la nostra vera forza, in verità). I desideri (quelli che a novanta anni, l’età di chi scrive, sono “aumentati di numero e di intensità”…). E poi i personaggi, reali di fantasia e di mitologia. Calvino che era (davvero) compagno di banco dell’autore, col quale incontra Atena (Atena, proprio lei, quella che anch’io…quella che lasciamo stare cosa combina Atena nella vita mia). E da quell’incontro la decisione di iniziare il viaggio dentro la loro vita. E una vita intera non basta.
L’ultimo libro di Eugenio Scalfari l’avevo perso durante il cammino di Santiago, il primo giorno, ed un senso a questa perdita gliel’ho trovato, così come è facile trovare un senso a tutto quando è proprio “cercare Il senso” quello in teoria stai provando a fare! Eccolo il senso: io dovevo esserci in quel mio viaggio, non passarci indenne attraverso come quasi dappertutto, non dovevo leggere il, seppur affascinante, percorso di un’altra vita(leggere ti insegna a stare sola, si, ma ti riempie, in un certo senso ti camuffa la solitudine, te ne toglie la consapevolezza). E, nello stesso tempo, il senso è che qualcuno che non conosco e non conoscerò mai lo doveva trovare e leggere, “scuote l’anima mia Eros”, pieno dei miei appunti e dei miei punti interrogativi come risposta ai suoi (questo qualcuno- fortunato-ha ora me, o meglio la sua costruzione del personaggio me, come risposta!).
insomma, un romanzo nel romanzo, un viaggio nel viaggio.
Ora ci ho messo del mio, lo so. Certo è che Scalfari autore vale la pena già di suo. È anche altro lui, lo so. Ha fondato un giornale che può non piacere e ha delle idee politiche che possono non piacere (come non lo so, ma possono!). Ma anche i suoi romanzi sono altro, è sarebbe un peccato perderli per inutili preconcetti politici. Davvero un peccato.

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