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tutto facile
29 dicembre 2012

Oggi è la vigilia di natale, ma potrei dire oggi è la Vigilia perchè la Vigilia quella vera è solo a Natale.

Ma poi ci sono le vigilie. C’è la vigilia di un esame, la vigilia dell’inaugurazione, la vigilia di un appuntamento, di un viaggio di un colloquio di un matrimonio della finale di Champions (và che quest’anno ci arriviamo, in finale!).

Insomma.

Oggi è uno di quei giorni in cui aspetti il giorno dopo, uno di quei giorni che dovrebbero sentirsi offesi perchè sembrano non essere nessuno in confronto al quel giorno lì, che arriverà domani e che lui sì, che è un giorno importante. Così la vendetta della vigilia consiste nel fatto che un poeta ha sparso la voce che lei, la vigilia, sarà pure meno importante ma sicuramente è più bello, come giorno, perchè in quel giorno lì tu puoi sognare il tuo giorno importante, gustartelo, viverlo e riviverlo scegliendo nei particolari come sarà. E ti piace sognarlo il tuo giorno, aspettarlo, sentire il cuore che batte perchè verrà. Ma poi quel giorno così sognato e agognato verrà e sarà pure bellissimo ma…bellissimo, tutto qui! L’hanno chiamato il Sabato del villaggio… e insomma il concetto è espresso bene non ho intenzione di contestarlo! Aggiungerei però, che il giorno importante passa in secondo piano anche rispetto ad altri, di giorni belli. Perchè in quelli che vengono dopo di lui il giorno importante lo puoi ricordare, e con il tempo il ricordo ha sempre più quell’aurea di malinconia che rende un senso alto a questa vita così umana che ci hanno dato da vivere. Ed allora ancora più e ancora meglio della vigilia ti senti vivo, degno, orgoglioso, felice.

Ecco.

Quello che volevo dire è che dovrò parlarti del Cammino, blog. Perchè l’ho sognato da sempre, l’ho voluto tanto, l’ho immaginato a lungo. Spesso e soprattutto nei momenti bui, quando era difficile fare la mia strada. Sapevo che sarei dovuta partire, mettermi in cammino e poi semplicemente andare. Cercare qualcosa che era in me e che però lì ferma e impantanata ogni volta nelle mie contorsioni mentali non riuscivo a capire cosa fosse. Ed ora sono quì che lo ricordo. Sono quì che cerco di spiegare che c’è un senso più alto nelle cose, in tutte le cose. Sono quì che quasi fatico a crederci. Ma nè l’attesa nè la dolce malinconia delle fotografie che mi scaldano il cuore tolgono a quei giorni lì la consapevolezza della assoluta felicità.

Ci pensavo stanotte, che i ricordi mi invadono e le sensazioni mi tornano addosso e le rivivo ogni volta che mi servono, mi riempiono, mi fanno esplodere di energia. Mi guidano. Ma non ci penso con malinconia, non con l’ansia di tornare a quel paradiso interiore, alla festa delle mie emozioni, nè con la necessità di correre su quelle scalette, da quella luce di certi occhi che sembrava la fotografia esatta della fine del tunnel, ad aspettarmi con quella scarica di adrenalina che quasi cado indietro e ruzzolo giù. Ci penso e so che ero lì e che sono perfettamente uguale quì e che nessuno mi torglierà più quella strada dai piedi. E poi sembro fanatica lo so, sembro squilibrata e mattarella. E questo lungi dall’essere un problema è solo la prova inconfutabile che sono sempre io, che niente cambia nessuno e che solo chi cerca trova, chi sa partire arriva, chi ha sete beve!

E’ difficile scrivere delle cose belle, difficile per me che sono sempre molto più a mio agio nella malinconia, che trovo molto più nobile quell’inquietuidne che spesso scelgo di portarmi appresso.

E’ difficile parlarne in maniera seria, resistere alla tentazione di sdrammatizzare ed iniziare a prendermi in giro.

Ed invece è tutto molto facile. Io sono quella che ha avuto il coraggio di partire, la determinazione di non smettere, la fortuna di arrivare. E sono pure tutto quello che è successo lì nel mezzo. E tutto, veramente tutto della mia vita, è servito per essere lì in quel momento lì. E sono anche capace di scrivere che sono felice.

Appena ho un attimo te lo racconto bene, Buon Natale blog! 🙂

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