Archive for marzo 2012

Scrivere post mentali tutto il giorno, e poi dimenticarseli appena si potrebbe…
22 marzo 2012

Che erano bellissimi, poetici, e filavano. Solo che a quanto pare erano pure effimeri, non reggevano mezza giornata. 
Che poi, per essere una che da un mese pensava ossessivamente di dover morire, ecco, alla fine non me la sono cavata poi tanto male. Infondo ho dimenticato solo un paio di post, e di sicuro avrò fatto apposta, per scaramanzia. Tutte le volte lo pensavo come l’ultimo post, e ci credo che erano belli e ci credo pure che poi li dimenticavo!!! Diciamo che è ufficiale, sono ipocondriaca. E diciamo pure che però c’è una parte esageratamente sana in qualche posto nascosto dentro di me, che mantiene il controllo di tutto il resto.
Comunque. Ora non ho più scuse. È una bella sensazione vivere!!!

Cara Diana! :-)
15 marzo 2012

Un post, te lo dovevo.

Perché è vero che sono una blogger, ma è vero pure che non sono tanto brava ad esprimermi proprio quando servirebbe.

Stasera la tua venuta mi è sembrata la cosa più, la cosa più, la cosa più. Non c’è un’aggettivo. La tua venuta è la cosa più. E basta.

Credo che esista, nella vita di ognuno, un confine. Qualcosa che è il momento che distingue un prima con un dopo. E non è necessariamente una cosa bella. O una cosa brutta. A volte non è nemmeno necessariamente una cosa importante. È una linea, nitida e poi è dopo.

Stavolta la linea ha i lineamenti tuoi che non ho nemmeno visto ancora. Sono le parole della tua mamma, la voce fioca di un miracolo assordante. Sono le mie non parole, i miei occhi pieni, i miei brividi per la testa. Sono venti e più anni di vita proiettati come un film ed appoggiati lì, su di te. E per la prima volta, in un frastuono di parole e stronzate e colori di capelli e modelli di jeans e gioia e lacrime e noia e giorni e giorni e giorni di ordinaria follia, mi è sembrata  tutto vero per davvero, tutto un prendere la rincorsa verso di te fin dal principio. E vivere, d’improvviso, m’è sembrata una faccenda sensata.

Benvenuta, bentrovata. Benarrivata in questo palcoscenico. Che la vita -nuova- cominci adesso!

… – questa conclusione, benché trovata da povera gente, c’è parsa così giusta che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia –
12 marzo 2012

Alla fine, che tu una storia l’abbia scritta, guardata, studiata elaborata o solo vissuta, c’è quel che rimane. E quel che rimane non è il succo, non è il senso, la morale o l’insegnamento. Quel che rimane non è nemmeno il ricordo, il detto, il fatto, il giusto o lo sbagliato che sia. Non rimane la colpa né il merito, nel caso colpe e meriti ci siano mai stati in una storia, o si sia mai riusciti a districarli tra loro. Non rimangono i trofei, non rimangono cicatrici.
Quel che rimane, di una storia, alla fine, è il sugo. La bollitura interiore degli ingredienti, lunga, lenta, densa, amalgamata. Quel che rimane è un ragù perfetto, saporito, rappreso, invitante, digeribile, il condimento ideale della tua vita. Quel che rimane è ciò che hai cucinato tu (senza colesterolo ne grassi idrogenati aggiunti!)

Speriamo che il Manzoni non si incazzi, perchè lo so che per lui il sugo non è il ragù ma la Provvidenza. Ma credimi Alessandro io son perfettamente d’accordo con te, la provvidenza mia ha soltanto un’altra forma!

Alla fine va tutto bene (quando non va tutto bene semplicemente non è la fine)!
6 marzo 2012

È una battuta di paradiso amaro, non vorrei correre il rischio di dimenticarla, per questo la scrivo!

Il potere di un fiore
6 marzo 2012

Ho comprato una piantina all’ikea. Sorridente. L’ho messa in camera. E la mia casa è cambiata, parecchio.

Non so per cosa, ma credo di essere pronta.

Protetto: Il cuore non ha memoria, ma la memoria ha un cuore.
4 marzo 2012

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Pecorella sei venuto a sparare?
2 marzo 2012

Sono comunista se dico che quel tipo a me non fa innervosire? Sono ideologicizzata se dico che quel video è una vergogna? Sono troppo incazzata se dico che è da queste cose qui che si capisce che viviamo in una società di merda? Sono melodrammatica se dico che questo mondo non ha più speranze?!
Va beh, al costo di tutto questo, credo che una società nella quale un carabiniere viene osannato per il fatto di non aver reagito di fronte ad un manifestante che straparla (come se dentro quella divisa non fosse NORMALE doversi comportare civilmente ed a prescindere dalle telecamere), le ragioni di un’intera popolazione confuse con quello straparlare, e lo schifo evidente nascosto ma nemmeno bene dietro agli interessi dell’alta velocità-quella linea ridicola che collega Milano con LIONE  improvvisamente diventata di vitale importanza per lo sviluppo dell’italia(?)- difeso a spada tratta da un popolo che sulla propria ignoranza ha costruito le più avveniristiche teorie, sia una società idiota e profondamente ingiusta. Ecco oggi sono nervosa, è vero. Ma sentir sbraitare l’igoranza tracotante appagata e compiaciuta, fiera delle proprie inverosimili ragioni così avallate dalla storia pilotata e senza scrupoli e vedere condannate e  così miseramente calpestate le ragioni quelle vere e senza voce, ecco, questo mi mette di cattivo umore. E non basta saperlo bene, avere anche nel privato l’esperienza che è così che vanno, le cose. Non basta avere la consapevolezza delle ragioni perché finché nessuno se ne accorge le ragioni non esistono. E allora vaffanculo pecorelle.