Archive for febbraio 2012

Problemi di alimentazione!
29 febbraio 2012

Allora. La carne per motivi etici. I dolci perché ho fatto il fioretto. I formaggi e le uova mi alzano il colesterolo. I legumi mi infiammano la colite. Ecco. Mi rimane l’erba, ma mi sa proprio che ricomincio a fumarla…!!!

È primavera!
28 febbraio 2012

Non sono tutti uguali, gli odori. Ce n’è qualcuno che è come una magia. Ricordi solidi allo stato gassoso. Basta respirarli e sei piena di vacanze al mare, di pranzi delle domeniche comuni, di certi weekend in giro a scoprire le città. Le castagne arrosto, il soffritto di pomodoro e basilico con la cipolla, il pesce alla brace, per dire. Pezzi di vita che passano attraverso il naso e invadono gli occhi la mente ed il cuore.
E poi c’è l’odore della pelle tua, e quella mi sa di primavera. Forse è il momento!

Message in a (e)bottle
27 febbraio 2012

Che ognuno si regola con le esperienze sue. I traumi, in certi casi, belli e buoni, e indelebili come no! La vita vissuta lascia il segno, un solco una scia leggera o qualche impronta, non lo so, dipende da come sei, da quanto intensamente ti lasci scalfire al di là delle barriere, il che credo sia direttamente proporzionale a quanto lasci che le cose ti entrino dentro. E ognuno trova la strada da sé, si fa largo tra le sue tele dei pensieri, supera gli ostacoli dei propri dubbi e guarda verso l’orizzonte, al di là, lontano, dove sempre si mettono le proprie certezze ad aspettare, la speranza che un giorno, uno normale come tanti altri, d’improvviso la linea si abbassi e ci si ritrovi nel punto esatto in cui nasce l’arcobaleno.
Per cui, tutto è relativo, ed il metro calibrato dai miei occhi nella vita mia, non ha nessuna unità di misura corrispondente nella vita degli altri. Sono i miei guai, i miei affanni, le mie soluzioni, i miei insegnamenti. Le mie isole felici disseminate lì nel mezzo. Non valgono per nessun altro ed è un peccato, onestamente, tutta quella fatica l’avrei venduta e capitalizzata volentieri. L’avrei regalata a volte, pensando di risparmiare alle persone che amo tutti quei liquidi amari, e più che amari salati, da versare quando ti capita di fare gli errori miei.
Ma purtroppo non si può, non ci si rischiara le idee che sulla propria pelle ed i consigli sono inutili, non riempiono nessun vuoto. Quelli non richiesti poi, sono più odiosi che inutili, e, quindi, tant’é!!!!!
Se potessi, però, lo sai bene cosa ti direi ;-)))
Resta il fatto, che vi voglio bene un bel po!

Robin Hood ce l’ha insegnato: rubare a Silvio non è peccato!!!!!!!
26 febbraio 2012

C’è una leggera isteria generale con questa juve. Sento incomprensibili tesi complottiste in ogni dove, alle quali l’esperienza di farsopoli mi ha insegnato a non rispondere. E il calcio è come la vita. Uno, ognuno ha la prospettiva sua e dalla prospettiva sua c’ha ragione, ovviamente, lui e quindi è inutile cercare di avere ragione. Due, nella vita ci vuole culo e coraggio. E tanto cuore. Quello che, arbitri clamorosi a parte, la mia juve assolutamente ha, e che al milan, certamente più forte, manca. E gira che ti rigira è sempre il cuore che fa la differenza!! 😀

Ehhh…a saperlo prima!!!
25 febbraio 2012

È tutta una questione di chiaroveggenza. Voglio dire che a saperle prima, le cose, chi sbaglierebbe mai decisione?! Nessuno.
Per esempio se avessi saputo prima che ad usare muscoli da tempo inattivi si rischiava di perdere l’uso della spalla, e chi ci avrebbe giocato ieri con quei due musi gialli?!!!!!!

La mia isola felice!
24 febbraio 2012

Oggi ho imparato due giochi nuovi da fare con i sassi in spiaggia. Ero con due semi sconosciuti, una coppia bella, gente bella con gli occhi a mandorla che si chiudono spesso per far posto ai sorrisi a mandorla. Ero alle prese con la loro calma e le mie idee tutte occidentali, la nevrosi di dover trovare il modo di ammazzare due ore, che all’ufficio immigrazione avevamo fatto prima del previsto e ormai li avevo invitati a pranzo e non si poteva, mangiare alle undici. Quelli vanno piano ed io cammino veloce, davanti, e penso vi porto al mare c’è il sole poi prendiamo un caffè vi porto a vedere i cani, però parlate ditemi qualcosa aiutatemi abbandonatela un attimo quella lemma che ci sono due ore da riempire qui. E loro niente, sorriso, occhi chiusi, e piano piano mano nella mano. Poi arriviamo in spiaggia e lui dice ora ti insegno un gioco, e così con questo gioco abbiamo sudato e corso e strillato e abbiamo fatto tardi per pranzo perché ce lo siamo giocati il pranzo, chi pelde non può mangiale! Io ovviamente ho vinto, perché sono nevrotica occidentale e poi anche perché quando c’è il cibo in mezzo non scherzo, mai. Ma in realtà hanno vinto loro, perché hanno gli occhi chiusi e il sorriso a mandorla e quarantacinque livelli da insegnare ad un gioco con cinque sassi ovali ricercati con calma, nessuna fretta, nessuna necessità di ammazzare il tempo, che è pieno prezioso e sempre presente e loro lo sanno. È una dote naturale. Ho adorato questa mattinata, questo sole primo e caldo. E poi, dopo pranzo, dovevano partire ma hanno voluto fare una passeggiata anche con i cani. Siamo andati in spiaggia, sulla sabbia stavolta, i cani correvano e loro tiravano bastoni-a vuoto devo dire che le mie bestie non hanno proprio il senso della condivisione. E poi lui si gira verso di me e fa: cledo che quando tu hai un ploblema lolo sono come isola felice. Che ho pensato, li per li, guarda tu questo che proprietà di linguaggio! 

MA L’ITALIA ANCORA NON ESISTE! E uniscila a mamma! È QUELLO CHE STO CERCANDO DI FARE! Scusa eh, Giuseppe sta in un’età difficile…risponde!!!!!!!!!
23 febbraio 2012

Io dico che per inventarsi una pubblicità così devi essere un genio. Davvero-un genio- altrochè! E poi dico che le mamme, si loro le mamme, quelle lì che noi amiamo tanto e che senza non possiamo stare, ecco loro potrebbero ad un certo punto della nostra vita capire che sarebbero decisamente indispensabili anche se la smettessero di volersi convincere che il tempo non sia passato e che noi siamo ancora dei cinquenni bisognosi di tutoraggio! E che, magari c’abbiamo dei principi strani, delle idee folli, magari facciamo pure le cazzate tipo unire l’italia, ma insomma mamma ci devi fa campà! Non puoi sta lì a correggere, sorreggere e  proteggere! Lo so che è dura ma non puoi, ti devi rassegnà! Che sennò poi noi rispondiamo, e facciamo peggio!
Ci siamo capiti, mammà ?

Esiste amore dopo l’amore?
20 febbraio 2012

Essere o non essere, questo è il problema!
Voglio dire, per fare qualsiasi cosa adesso ci devo credere, a questo si. Ma per crederci, dovrei credere quindi che l’amore può finire, e concluderei allora facilmente  che in realtà non esiste, quello vero per lo meno, quello per sempre.
Potrei usare un escamotage e dirmi che amore non era, finora. Ma a quel punto, cosa mi farebbe credere che allora invece questa volta sarebbe vero, se uno riesce a credere così tanto in qualcosa che invece non è?
Insomma, mi sembra chiaro, il mio problema non si chiama Marco, davvero. Il mio problema è Aristotele ed i suoi sillogismi del cazzo!
Ma non potrei semplicemente vivere?

Fenomenologia del nome proprio!!!!!!
19 febbraio 2012

Cioè. Che non è che dica minchiate, è come le dice. Sembra la Pizia oracolo di Apollo a Delfi. Un secchioncello permalosetto che voleva fare il calciatore ma non c’aveva i piedi buoni e allora ha fatto l’arbitro, di tigna. Ed era diventato bravetto prima di assurgere a dio degli arbitri, con quel fischietto sempre in bocca ad elevare ogni contatto al rango di ammonizione, doppia ammonizione espulsione  squalifica. Il suo non è più un regolamento da applicare ma l’arte del fischiare, che diventa un gioco essa stessa a se stante. E noioso, per giunta, un gioco isterico e noioso infiltrato nel più corrotto dei campionati. Roba da innamorarsi del golf seduta stante. Ma infondo, con un nome -Marco- e un cognome -Travaglio- così, cosa ci si poteva aspettare, dal ragazzo?!!!

I problemi dell’universo, del pianeta, dell’occidente, dell’europa, del centro italia, delle marche con particolare riferimento a civitanova, e pure i miei-se rimane tempo!!!
17 febbraio 2012

Per sintetizzare, sennò verrebbe un post troppo lungo, il mio problema è che domani c’è senzatomica ed io, alla fine, lillera di qua lillera di là, non ho studiato! E di fronte a questo, che problemi può avere l’universo?!!!!!

(Non si capisce ma questo è un post un po superficiale per tirarmi su e non farmi prendere dall’ansia! Cosa, tra l’altro, non riuscita! Viva noi dell’ultimo minuto e le nostre brave notti insonni!!!)

Caput mundi!
16 febbraio 2012

C’è che c’è il sole e che sto qui, davanti al palazzaccio che poi è la cassazione ma mi piace, sentirmi romana, dare alle cose quei nomi familiari di chi ci vive in mezzo ed un po ce le ha pure dentro. C’è che c’è il sole e che non è difficile pensare che la neve, i casini, le urla, tutte le difficoltà, poi si sciolgono e si dissolvono e rimane quella luce che è così bella, così maledettamente bella con quell’aria da sopravvissuta dopo la tempesta.

C’è che ogni tanto ci voleva, e ogni tanto ancora ci vuole.

C’è che Grazie Roma 🙂

Protetto: LOCK YOUR FUCKING HEART IN!
14 febbraio 2012

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Protetto: Uno due tre prova
12 febbraio 2012

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Viva la libertà!
12 febbraio 2012

Caro blog,
Ridicole circostanze di cui non parlerò mi suggeriscono di ammutolirti  di nuovo. Ti metto il bavaglio. Vedi blog, a volte la democrazia è il sistema peggiore che ci sia, ché la libertà è difficile, difficile da amministrare.
Lo faccio a malincuore e quanto tu lo sai.
Ma non dolertene, e non prendertela con nessuno, è solo un piccolo strascico del prezzo da pagare quando ti sei voluta sposare un uomo piccolo così.

Ora il peggio è passato e quindi, blog, adesso che potremmo divertirci io e te daremo invece una mano a dimenticarci, che da soli proprio non ce la fanno! Che questa spirale di stupido odio si spezzi, e che ne guadagni il nostro karma!

Questa cosa della password non so bene come funzioni, lascio qui il mio indirizzo email per chi magari leggeva con piacere e leggerezza, condivisione ed empatia, senza finalità bellicose. Mandatemi una richiesta, ve la invio in posta privata e così sia:
enrica.marilungo@gmail.com

Gli altri, con permesso, che  vadano in nome di dio!

E com’era? ”Ciao Ciao Enrica”? Ecco, alla fine ho dovuto fare io pure questo! Blah!

Allo stato di emergenza, o quel che altro sia!
11 febbraio 2012

Oggi ho fatto il seitan, per la  seconda volta in vita mia, cambiando la miscela di farina. È così in cucina, la prima volta si segue alla lettera, la seconda si aggiunge un po di fantasia. Viene meglio la prima volta, ovviamente, ma la seconda è più divertente. Ne ho fatti due chili oggi, da conservare, ho deciso che per qualche mese starò attenta alle sostituzioni, senza prendere il ferro. Se poi ancora sarò anemica, allora vediamo. Stare attenta alle sostituzioni vuol dire non più tornare a casa aprire il frigo e decidere cosa mangiare, ma deciderlo prima. Organizzarsi. E non è una cosa a caso, pure questa. Fa tutto parte dello stesso disegno, migliorare!
E ce n’è, di margine di miglioramento, ha detto il mio ospite, trovatosi a mangiare a mezzanotte senza, dice lui ma chi gli crede, aver fatto nemmeno pranzo, a causa del fatto che il mio super decantato seitan, che per lui equivale a ”quel mangime che mangi tu- ma a me non mi puoi fa un piatto di pasta?”, e che invece io avevo deciso che stasera doveva assolutamente provare-ma ti ho invitato apposta!- lo avevo preparato -con tanto amore!- e poi messo nella pentola e poi acceso il gas e poi aspettato tipo un’ora che si cuocesse in altre faccende affaccendata, senza, però, aver appoggiato la suddetta pentola sul gas. Risultato ore quasi dieci, seitan crudo, cibi alternativi in frigo pressoché zero. E va bene,  ricominciamo tutto da capo, basta avere pazienza, nella vita! E questo sarebbe ancora niente se, dopo il seitan tardivo, che ”non lo fare mai più giura!”-ma invece era buonissimo!-trovatosi   sequestrato qui da una, ampiamente prevista-non ci provare lo sapevano tutti (pure alemanno!)-e quindi secondo lui appositamente studiata- ma si certo,sono in combutta con i Maya! -bufera di neve, dopo mesi di assoluto e totale divieto non solo di metter piede a casa mia ma anche di una innocente amicale e frugale cena in territorio neutro, non si fosse trovato, lui con la fobia dei cani, tutti pincher compresi, a dormire in un letto- ma che fine ha fatto il letto?- basso- non ti piace la nuova camera Giapponese?!dai è crollato e non lo so rimontare-e quando è crollato?-quest’estate è crollato – aiuto sono un naufrago aiutatemi! – si certo, aiuto lo dico io, che è la parola giusta!- praticamente per terra, non solo con due labrador che a detta sua tanto nemmeno profumavano-esagerato e anaffettivo – e con l’olfatto fino!-ma con due labrador che non si sono parlati per tutta la sera, ignorandosi completamente uno da una parte ed uno dall’altra, buoni buoni mogi mogi, e che improvvisamente e dico improvvisamente, così dal niente, al buio, in mezzo al corposo silenzio del cuore della notte, si sono corsi incontro ed azzannati all’ultimo sangue praticamente addosso a lui, attonito immobilizzato e bianco, tanto bianco, più bianco del panorama e più bianco del labrador quello bianco!
E si, insomma, lo so, c’ho margini di miglioramento! –
Stai bene? ”Prova a dire qualcosa!- Qualcosa!” E qualcos’altro: c’ho fame!- si beh il seitain ce l’ha, quest’inconveniente qui- tu fa smettere di nevicare e non mi vedi più, non mi vedi più!- Ah non ti vedo più, e menomale va!-

Adesso sono in cucina che aspetto di tirar fuori la pasta. Ed  ho aperto il vino basta the bancha!
I cani sono chiusi ognuno in una stanza, soli. Ecco subito i compromessi! Chissà se ce la faccio. Chi scommette?!

Intanto la neve scende soffice, non smette, non smettere! E niente – grazie bufera, che bella che sei 😉

”ASCOLTA COME MI BATTE FORTE IL TUO CUORE”
9 febbraio 2012

Saviano l’ha letta ed io me ne sono innamorata.
Si lo so sono ordinaria, palpitante ordinaria!
Per la verità ne avevo sentito parlare, ma ha un nome così impronunciabile che cercarla era stato difficile! Poi Twitter con la notizia della sua morte e questa memoria anarchica e questa curiosità impaziente. Quella notte l’ho cercata, ed ho letto un paio di poesie. Si, belle. Belle ma senza questo entusiasmo che m’è preso adesso. Belle ma intrappolate dai miei preconcetti e dal mio umore piatto di quella sera, dalla curiosità che non diventava passione né suono, per niente. Sono così, a volte resto al buio, proprio come dice lei, con l’anima intermittente che c’è e non c’è, e mentre ceno con tutti i miei demoni apparecchiati non sta lì a perdere tempo. Ed allora in quei momenti lì è impossibile entrarmi dentro, sono impermeabile, a tenuta stagna. È per questo che amo tanto chi la passione te la sa passare, così, come uno schiaffo, una secchiata d’acqua gelida, come una cosa che circola di mano in mano.
Esiste una persona nella mia vita con questo potere, c’è un uomo che mi sa prendere a calci il cervello e far sentire viva, non perché sia bravo e bello e buono anzi, è un misero e compiaciuto ed egocentrico imperfetto, ma è vivo con ogni centimetro di pelle, anche la più oscura e dannata, anche quando è impermeabile ed è impossibile entrargli dentro. E questa vita la sa far vibrare e te la sa far scorrere addosso, sublime e disperata, ti attraversa e ti dilata e poi gli torna sempre indietro da respirare ancora e sempre di più, un vortice di non serenità e non appagamento e non facilità che non conosce il fondo perché non conosce il limite e non ha confini. Non semplice nè felice nè equilibrato ma appassionato-e per appassionato intendo uno con la passione nel cervello, non un arrapato cronico!Il sesso viene dopo, forse e se rimane tempo!- Ad un prezzo alto, è chiaro, al prezzo dell’incongruenza, inconsistenza, contraddittorietà e totale comprensibile inaffidabilità. Uno che un po mi somiglia, nel bene e nel male, e dovrei scappare lontana e così faccio, scappo,  perché io mi conosco e non sono matta, che sto con uno come me! E nonostante io sia al riparo, so, magistralmente e con precisione quasi maniacale, che non è comune sentirsi addosso tutta quella vita lì.

E questo mi è successo l’altra sera con Saviano, la stanza invasa dalla vita che lui sa mettere in quel che fa- chissà a spese di quali e quanti giorni al buio poi- più che dalle parole. Sono bastati quegli occhi e quella voce che vibrava ed ero libera dalle mie catene, dalle mie mancanze, e innamorata di Wizawa Szymboroska (pronunciatela se ne siete capaci!)
A questo serve, non essere soli, e questo è il guaio di tutta la mia impassibile ed odiosa autoreferenzialità di certe volte.

Chi non conosce l’amore felice dica  pure che in nessun luogo esiste l’amore felice. Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.”

La luna piena
9 febbraio 2012

I cani hanno deciso che stanotte si stabilirà chi di loro sarà il capobranco da ora in poi. Doveva succedere, lo so. Ma per forza a due metri da me? Non poteva essere fatta più in privato sta cosa, che a me veniva comunicato solo il risultato, senza che dovessi assistere allo spargimento di sangue ? E poi, veramente fa ancora così freddo, che non potete stare fuori, o ormai è così e non avrò più la forza di cacciarvi? Insomma, non appena mi addormento un attimo si azzannano ma di brutto. Si placano solo se mi metto in mezzo, e la cosa, di mettermi in mezzo a due bestie imbestialite mezza addormentata non è che mi faccia poi tanto piacere, dico la verità. E poi non mi fa piacere nemmeno scoprire che parteggio così spudoratamente per uno dei due. Ma parteggio, mi sembra evidente! Adesso li ho divisi, quello per cui parteggio in camera con me, l’altro, che adoro proprio lo giuro e che però alla resa dei conti quando si devono prendere quelle decisioni di pancia…è lo so, è brutta sta cosa, che devo fa? Insomma. Va beh adesso li ho scambiati: in camera con me quello per cui non parteggio, potessi almeno sembrare imparziale ai suoi occhi, l’altro di là dalla porta. Sembra che sia una buona soluzione, sembrano rassegnati. Quello per cui non parteggio russa già, glie possino.

Il lieto fine però, quello in cui anche io finalmente riposo, tarda ad arrivare, mi vuole  sveglia ancora un pò, mettici l’adrenalina della guerra finita da poco ed il senso di colpa per quel poveraccio da solo in corridoio. Non sarà una gran colpa ma in mancanza di meglio, per flagellarmi va benissimo. Di notte poi, di notte va bene tutto. Ho provato di tutto e lo so bene quanto tutto vada bene . L’unica cosa che non va bene, in effetti, è questa tendenza a credere che per nulla altro potrà più valere la pena, ormai. Vorrei tanto che fosse tutto così, tutto com’è adesso, senza questa orrenda sensazione qui. Ecco.

Vita da cani!
7 febbraio 2012

Proclamato lo stato di emergenza per formazione di spessa lastra di ghiaccio nella cuccia, i miei cani vivono in pianta stabile con me. Il che è bellissimo per carità, abbiamo stabilito qualche regola e deciso democraticamente i confini, io l’ho spuntata solo su camera e cucina veramente, quello è territorio off limits. Il resto è savana, con quattro coperte collocate in quattro punti nevralgici, studiati appositamente perché mi possano vedere qualsiasi cosa io faccia, che se non mi vedono Platone attacca con la sirena e il figlio zompa come un grillo. Due  veri psicopatici non c’è che dire! Passate le prime due notti ad eseguire i loro ordini ogni mezz’ora, abbaio devo uscire, abbaio devo rientrare, a turno ovviamente, e non ci credo affatto che ogni volta fosse un bisogno ma vai tu a fidarti, la terza notte ho dormito con la porta aperta e pace, fate come vi pare, se nel viavai dovesse finirci pure un ladro oh, vedetevela tra di voi, a me l’importante è che mi lasciate dormire! 
Allora stamattina mi sono alzata ed ho detto ok, adesso corsetta. Il Plà non si sa come, qualsiasi espressione io usi per intendere che usciamo lui la capisce e niente, da lì inizia l’attesa. E per attesa intendo fibrillazione- e un labrador di trenta chili in fibrillazione ve lo raccomando. Mi ha seguita ad ogni passo, muovendo ogni muscolo del corpo dal muso alla coda in continuazione ed abbaiando ritmico. Dovevo fare la doccia, vestirmi vestirmi vestirmi vestirmi (che con la temperatura sotto zero  vedete voi quanti strati servono!), prima stirare tutti quegli strati, poi pettinarmi, rifare il letto, passare lo straccio che diciamo con loro l’igiene lasciamo stare. Insomma, ad ogni passo diceva muoviti, e si, e basta, e dai, e andiamo, e mica siamo in Siberia. E soprattutto si vedeva proprio da come mi guardava che gli sembravo una sfigata, a lui che tra svegliarsi ed essere pronto per uscire basta il tempo di uno stiramento (tipo yoga diciamo) della spina dorsale. Allora, caro il mio cane impaziente, lo sai che facciamo? Saltiamo un passaggio che facciamo prima, e vedi un pò se passa quell’amico tuo con il pranzo!!!!!! :-PPP
In tutto questo l’unico che c’ha rimesso è quel rincoglionito di Freud, che non c’ha capito niente e dal pleid caldo vicino al termosifone si è ritrovato in mezzo alla neve, col vento contro e per giunta senza aver mangiato. Povero Friffro, che vita da cani!!!!!

Nevica governo noioso! Ps. infatti qualche mese fa, pioveva e basta!!
5 febbraio 2012

Insomma. Cade la neve ed io non so bene cosa sento. Freddo si, ma poi la novità che scalda insieme ai guanti e la fascia di pelliccia speriamo ecologica ma forse no-a caval donato non si guarda in bocca, mettiamola così. E poi dopo aver fatto tutte quelle cose che vorrei fare se venisse la neve, tipo il pupazzo di neve in terrazzo, la passeggiata al mare con i cani, la discesa con il sacchetto e la corsa sotto i fiocchi, in una giornata sono appagata e vorrei già che se ne andasse. Via, bianco via, via freddo via tutti questi vestiti ingombranti. Perché adesso vorrei fare tutte quelle cose che vorrei fare se fosse primavera e basta, ho un sacco di idee se solo smettsse di venir giù tutta questa polvere del cielo, mica è pasqua che dovete fare le pulizie voi, lassù! Dico a voi. E basta.
E poi c’ha ragione Monti, il posto fisso è noioso, e pure la posta fissa il pasto fisso e il posto fesso sono noiosi. L’unica che sopporto è la pasta fissa, ma solo a pranzo.
E poi c’ha ragione pure Woody Allen, credici nel tuo sogno se lo sogni, e smettila di pensare che  l’epoca d’oro è sempre il secolo prima e mai quello che viviamo-per esempio oggi pensavo che sono felice, proprio felice da qualche posto qui sullo stomaco, e però è stato un attimo perché nel frattempo mi è venuta come una nostalgia, di una giornata assurda, l’inverno scorso, una giornata della quale peraltro non si può, avere nostalgia, ma come cavolo funzionano queste cavolo di sensazioni? Solo a pensarla mi è venuta in mente la mezzanotte di Parigi. E va beh Parigi!
E poi, io ve lo devo dire. Ogni volta che lo rivedo e lo riascolto  io me ne ricordo: io amo Walter Veltroni. Proprio adoro tutta quella passione e rettitudine che ha lui. È una brava persona e poche, troppo poche ce ne sono rimaste.
E poi niente – c’ho fame, l’inter ha preso quattro gol e la juve è prima in classifica. Alemanno è in guerra con la protezione civile per una questione di millimetri o centimetri non lo so, la città eterna sotto lo scacco di una bufera, no, di una tormenta, nemmeno, un velo leggero di luce del cielo, roba da diventare tutti rossi e balbettanti, che sarebbe bello una volta dire scusate, ho sbagliato, succede. Sarebbe distensivo no? E la gente, come ti sbagli, adesso ce l’ha con i giudici che hanno depenalizzato lo stupro di gruppo! Eh già, non lo sapevate?! niente galera per lo stupro di gruppo: cioè se stuprate da soli no, che c’entra, andate dritti dritti in galera senza passare del via, ma se organizzate una bella combriccola tra di voi stupratori e, a turno, commettete quel crimine infame allora no, così, oh sapete come sono i giudici no, buontemponi, gente strana loro, hanno deciso che in quel caso in galera manco per cavolo!!! Ma come si può bersi una notizia così e diffonderla senza colpo ferire, a che punto di follia siamo, in questo paese gelato e tramortito?!
Per non parlare di me, che pur di fare una battuta, tra l’altro scontata, su quella banda di criminali che ci governava poco fa, ho addirittura messo un ps nel titolo.
Insomma niente di nuovo, a parte la neve che però già è vecchia. Servirebbe, non lo so, della nutella?!

Le ragioni del leggere.
4 febbraio 2012

”Si scrive per popolare il deserto, per non morire. Per essere ricordati e per ricordare. Anche per dimenticare. Anche per essere felici. Per far testamento, per giocare. Per scongiurare, per evocare, per battezzare le cose. Per surrogare la vita, per viverne un’altra. Per persuadere e amorosamente sedurre. Per profetizzare. Per rendere verosimile la realtà”. Ecco, queste sono ”le ragioni dello scrivere” di Giosevaldo Bufalino, ma sono essenzialmente pure le mie, e di tutti quelli che amano scrivere, suppongo.

E le ragioni per leggere?
Io leggo per interesse, sostanzialmente. Per empatia ed affinità. Poi leggo per evadere, per immedesimarmi, per capire e trovare risposte nuove a domande vecchie. Leggo per rimanere a galla tra i pensieri degli altri e per decidermi ad essere più clemente con i miei. Leggo perché ho tanto da imparare e so che non lo imparerò però so che non smetterò di provarci. Leggo per riempirmi quando sono vuota e per divagarmi quando sono troppo concentrata e per concentrarmi quando invece non riesco a focalizzare il punto. Leggo per innalzare lo spirito quando è terra terra e per addormentarmi quando mi sveglio di notte ed ho sete ma non di acqua. Leggo per sapere, per imparare, per trarre ispirazione, per riflettere ed assaporare. Per sognare, immaginare, colorare. Per munirmi di parole e pensieri nuovi e sostituirli ai soliti schemi.
La maggior parte delle volte leggo ciò che vorrei aver scritto.

Leggere, è uno dei veri privilegi di questo secolo.