Archive for novembre 2011

Della crocerossina?
30 novembre 2011

Mi sembra-diciamo che sono quasi certa che sia così-che il razzismo quello vero lo vedi con i fatti, come la maggior parte delle cose d’altronde.
Cioè uno può stare lì pure una vita a dare dei neri ai neri e degli albanesi agli albanesi, e finire come quando si dà della televisione spazzatura che ne so al grande fratello o alla de filippi e poi stai lì a passarci le serate con uomini e donne con la scusa dello studio antropologico (non io, la mia non è una questione di superiorità culturale ma di timpano, ho il destro messo male e certi toni di voce mi disturbano fisicamente!).

Insomma, la teoria è facile perché magari c’avevi un nonno fascista, o peggio uno che aveva avuto a che fare con un napoletano e per tutta la vita ti aveva spiegato che ‘questi’ non c’hanno voglia di lavorare e sta attento che come possono ti fregano, facendo assurgere il napoletano a categoria ontologica che comprende gli altri, tutti quelli che non sono della tua terra e che sono messi peggio di te, che quelli che stanno meglio nonavrebbero motivo per fregarti ed infondo è questo-mi sa- il grande equivoco del razzismo.
Potrebbe essere che acquisiti sin da piccoli gli strumenti del pensiero ed i sillogismi interpretativi della realtà uno si ritrovi poi a fare dei ragionamenti che sono appunto ragionamenti, che poi calati nella vita vera assumono una forma o per lo meno delle sfumature diverse.
Cioè io non ci credo per esempio che tutti coloro che hanno scritto sul proprio status facebook, in questa era tecnologica fintamente comunicativa, che darebbero fuoco alle comunità rom, poi investiti del potere di farlo andrebbero davvero sul posto con le latte di benzina. Perché la cattiveria nella maggior parte dei casi è semplicemente paura dopo la psicoanalisi, peraltro incompleta e venuta male. Per questo spesso é teorica, che  per essere davvero cattivi nella realtà ci vuole coraggio, e il bluff della trasformazione psicanalitica della paura spesso non regge alla prova dei fatti.

Invece la signora nella smart, quella che pochi minuti fa ha investito davanti ai miei occhi un marocchino (viene dal Senegal, ma poco importa per lei che ancora urla al telefonino di aver ‘preso sotto un marocchino ubriaco’-ubriaco???) non è mai andata dallo psicoterapeuta (ma non le farebbe male) e non ha mai cercato di trasformare le sue paure (né la sua ignoranza veramente, altra fonte inesauribile di cattiveria, peraltro anch’essa, a mio modo di vedere, più teorica che concreta ). La signora no, a dispetto di tutte le mie teorie, ha una cattiveria indipendente, coraggiosa, e resistente alla realtà. E un razzismo tutto suo, completo, articolato, e pieno di sè.
Altrimenti non si spiega come, dopo aver letteralmente centrato uno scooter e aver fatto volare un essere umano nell’altra corsia, e aver visto un veicolo sopraggiungere in senso contrario che riusciva a schivare quel corpo per questioni di millimetri, finendo comunque fuori dalla corsia, sia potuta scendere al volo dalla macchina, non degnare di uno sguardo il malcapitato, prendere in braccio la sua bambina in lacrime e dirle con il tono più amorevole del mondo ‘non è successo niente mamma è solo un nero’. Senza prendersi paura nemmeno un pò, per giunta.

Complimenti signora, voglio dirle che la sua vista è eccezionale, che non è facile cogliere il colore della pelle letteralmente ‘al volo’!

Ovviamente adesso il senegalese ha il mio numero, e mi ha già fatta chiamare dal suo avvocato. Mentre ci parlavo pensavo che però, anche se la signora era molto stronza, era anche vero che il senegalese non si era fatto niente, per cui sarebbe stato molto meglio se la storia fosse semplicemente finita quì, nelle riflessioni auliche del mio blog, piuttosto che in una falsa testimonianza!

E, pure, mi chiedevo, chissà come si chiama la sindrome mia!

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Il mondo è matto!
29 novembre 2011

Da quando ho aperto sunrise mi è capitato spesso di finire dai carabinieri. E tutte le volte è stato esilarante, robe che o giri con la telecamera o non sarai mai in grado di raccontarle. Ieri per esempio, come ve la racconto la telefonata tra l’appuntato che stava ricevendo la mia denuncia ed una ignota signora che aveva passato la notte a fotografare dei noti teppisti che sfasciavano  i lampioni e le panchine della piazza antistante casa sua?come faccio a rendere l’idea di lui che le consigliava delle posizioni più consone da assumere in terrazzo per scattare foto migliori che però nessuno  avrebbe comunque potuto usare, perché devono essere colti in flagrante e poi sa signora, quando noi arriviamo con l’auto di servizio quelli subito ci riconoscono e smettono, hai capito che furbi quelli signora, come possiamo fare non posso mica prendere la macchina mia quando sono in servizio che già la benzina è cara. Signora non vorrei intristirla a questa ora di pranzo signora, ma questo che dico io è vero il mondo è matto signora, è malato bisogna chiamare i medici signora non i carabinieri. E la signora, chissà che diceva la signora che lui era proprio d’accordo ma signora, vedo certe cose io, che dobbiamo fare signora! E poi rivolto a me, questo che dico io  signora (signora pure io) è la pura verità, mica scherziamo il mondo è proprio matto, e pure lei signora con tutte le schifezze che stanno in giro tutte queste cose le lascia dentro il magazzino???ma a fine stagione si prenda un bel furgone e si porti tutto a casa dia retta a me, che io a questi quà gli darei un colpo il testa per ogni lettera di questa denuncia, ogni lettera non ogni parola, andiamo avanti.
Ma io avevo in mente una cosa sola, in tutto questo. Perché questa cosa l’ho notata tutte le volte in cui sono entrata in caserma, ma la mia mente sempre presa da altro è poco incentrata sul presente non aveva mai registrato davvero l’informazione. 
Foglio A4 stampato col pc,  appeso in mezzo alla bacheca, solo, con una puntina da disegno in cima, che recitava così: caratteri cubitali al centro della pagina ATTENZIONE  spazio spazio spazio carattere appena più piccolo SPIGOLI VIVI.
Spigoli vivi????
Spigoli vivi in che senso ????

Il mondo è proprio matto, nessun dubbio signore!!!!!

Facciamo finta che sia vero.
27 novembre 2011

Oppure, che ci viene meglio, facciamo finta che non sia vero.

Oppure, che è più facile, facciamo finta di niente.

Invece che guardare in faccia alla realtà e dirci che si.

È la verità:
SIAMO PRIMI IN CLASSIFICAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

😀 😀 😀

 

Una casa è soltanto una casa.
26 novembre 2011

Ogni tanto vado da Camilla. All’inizio era difficile poi sempre meglio. Non so se è per quella storia un pò Darwiniana dell’uomo che si abitua a tutto, o se perché infondo ero io che stavo sempre meglio e miglioravo la prospettiva. Forse sono vere entrambe, d’altronde sono la teoria dell’evoluzione e quella della relatività, Darwin ed Einstein mica Enrica Marilungo!
Certo i quadri, quei quadri, la sedia del Papa che la volevo sempre io, e prenditela che è pure più scomoda, si però è il mio trono, non lo vedi, sono la persona più felice del mondo e mi spetta, si si, e poi se non la più felice di certo sei la più rincoglionita, comunque un trono ti spetta, mi spetta, buon appetito è!
E poi il letto, troppo grande per una e poi immensamente piccolo per due, dio mio con te non si può dormire mi stai sempre addosso.
E quella finestra a picco sul muro, si ma è il muro della chiesa di sant.agostino, enrì, un muro è!
Ci sono altri particolari, tipo il nascondiglio sul soffitto, la scarpiera che non si trovano le scarpe,lo stendino sulle scale, i rumori molesti del piano di sotto, la lavatrice su misura e la doccia ”chiamate i pompieri che mi si è allagato il bagno!”.
Di quella casa so tutto, so di quanto è calda e quanto è regale e quanto è ruffiana e quanto è incantata e resistente all’ordine e so della fabbrica della polvere mondiale sotto il parquet. Quella casa non ha segreti.
E poi c’è l’odore, quell’odore che non se ne va, che ti aggredisce improvviso ogni volta, lì sul portone, e tu non puoi fare a meno di pensare a quanto è stato intenso, e per giunta sudato e meritato, il tutto. Che è stato un errore andarsene da quella vita in miniatura e quel vicolo fuori dal tempo, e che adesso ci torno, non fosse altro che per ripartire da lì.
Prima di realizzare che c’è un piccolo particolare, che magari Camilla non è d’accordo che la caccio da casa sua! E che una casa è soltanto una casa e che è stato solo un caso se cambiando lei è cambiato tutto! Che rimpiangere è molto più facile che costruire e che costruire non è difficile solo che magari sarebbe il caso di iniziare a non demolire!
Ma che bello potersi permettere una così nobile nostalgia!

L’amore è eterno finché dura.
24 novembre 2011

Che sembra una frase banale e la colpa è di verdone.
Cioè magari ha pure il merito di averla inventata, ma forse no perché ieri sera l’avrei inventata io, ed essendo nuova avrebbe avuto molto più senso. Voglio dire se la dici così pensi ad un film, pensi ad una frase fatta, un pò contraddittoria e comunque Ilare. Perché verdone ha quella faccia lì, quel modo lì di fare, e può essere la persona più profonda del mondo e dire la cosa più amara del mondo che tanto l’interlocutore quello che fa è ridere. La fisognomica è importante non c’è niente da fare, ognuno di noi è incollato alla propria faccia e al proprio modo di fare. Dirò di più, ognuno di noi è la propria faccia ed il proprio muoversi nello spazio, il proprio come e non il proprio cosa, i pensieri e figuriamoci le parole sono solo dettagli, evitabili ed assolutamente insignificanti.
Ok.
L’amore è eterno finché dura, dicevo. Perché non esiste amore che nel momento in cui c’è abbia la cognizione della propria relatività. Quando ami, in quel momento l’amore è eterno. Il che è la parte bella dell’amore. A meno che tu non stia amando qualcuno che però non ti ama più, perché in quel momento quel qualcuno, non amando, è già consapevole di quella caratteristica principale dell’amore, la relatività, mentre tu, che ce l’hai ancora, non lo puoi sapere e allora quella illusione che l’amore in quanto presente sia eterno ti spaventa un pò, credi che per sempre tu dovrai patire così, sentire quel vuoto micidiale per l’eternità. Ecco, in quel momento chiunque sarebbe in grado di giurare al mondo che l’amore è eterno e che t’ aspetterò per sempre. Poi, in un modo che non è dato sapere e bisognerebbe studiarlo perché risolverebbe una buona parte dei problemi della vita di molti, l’amore se ne va. Riacquistata la capacità di agire, che dovrebbe essere giuridicamente e costituzionalmente sospesa nel frattempo, prendi atto che l’amore è eterno solo finché dura. Prendi atto, tiri un sorriso di sollievo, e ti senti come Cristoforo Colombo subito dopo aver scoperto l’america. Felice, e un gran figo. Torni in te ti guardi le mani i piedi le ginocchia, ti tocchi e noti con stupore infinito di essere vivo vegeto e pure carino, non proprio quella schifezza immonda che ti credevi. Scopri un sacco di cose per la prima volta, con lo stupore di un bambino. Poi, la dimentichi questa scoperta sull’amore, e sei pronto a ricredere alla favola dell’eternità. Almeno spero, perché dell’amore è la cosa più bella.

L’amore è eterno finché dura.
24 novembre 2011

Che sembra una frase banale e la colpa è di verdone.
Cioè magari ha pure il merito di averla inventata, ma forse no perché ieri sera l’avrei inventata io, ed essendo nuova avrebbe avuto molto più senso. Voglio dire se la dici così pensi ad un film, pensi ad una frase fatta, un pò contraddittoria e comunque Ilare. Perché verdone ha quella faccia lì, quel modo lì di fare, e può essere la persona più profonda del mondo e dire la cosa più amara del mondo che tanto l’interlocutore quello che fa è ridere. La fisognomica è importante non c’è niente da fare, ognuno di noi è incollato alla propria faccia e al proprio modo di fare. Dirò di più, ognuno di noi è la propria faccia ed il proprio muoversi nello spazio, il proprio come e non il proprio cosa, i pensieri e figuriamoci le parole sono solo dettagli, evitabili ed assolutamente insignificanti.
Ok.
L’amore è eterno finché dura, dicevo. Perché non esiste amore che nel momento in cui c’è abbia la cognizione della propria relatività. Quando ami, in quel momento l’amore è eterno. Il che è la parte bella dell’amore. A meno che tu non stia amando qualcuno che però non ti ama più, perché in quel momento quel qualcuno, non amando, è già consapevole di quella caratteristica principale dell’amore, la relatività, mentre tu, che ce l’hai ancora, non lo puoi sapere e allora quella illusione che l’amore in quanto presente sia eterno ti spaventa un pò, credi che per sempre tu dovrai patire così, sentire quel vuoto micidiale per l’eternità. Ecco, in quel momento chiunque sarebbe in grado di giurare al mondo che l’amore è eterno e che t’ aspetterò per sempre. Poi, in un modo che non è dato sapere e bisognerebbe studiarlo perché risolverebbe una buona parte dei problemi della vita di molti, l’amore se ne va. Riacquistata la capacità di agire, che dovrebbe essere giuridicamente e costituzionalmente sospesa nel frattempo, prendi atto che l’amore è eterno solo finché dura. Prendi atto, tiri un sorriso di sollievo, e ti senti come Cristoforo Colombo subito dopo aver scoperto l’america. Felice, e un gran figo. Torni in te ti guardi le mani i piedi le ginocchia, ti tocchi e noti con stupore infinito di essere vivo vegeto e pure carino, non proprio quella schifezza immonda che ti credevi. Scopri un sacco di cose per la prima volta, con lo stupore di un bambino. Poi, la dimentichi questa scoperta sull’amore, e sei pronto a ricredere alla favola dell’eternità. Almeno spero, perché dell’amore è la cosa più bella.

Forza Banche!
23 novembre 2011

Mi è arrivato l’estratto conto del viaggio in america, ed è capitato che sono sotto di 1.700
euro. Non lo so come é potuto succedere, i dollari valgono di meno mi hanno detto, e invece poi guarda come alzano la testa. Deve essere stato il fottuto spread, non c’è altra spiegazione.

Perché voglio dire dormire era economico in quei motel con la moquette polverosa compresa nel prezzo, con l’opzione lenzuola in condivisione con i camionisti accanto per risparmiare.

Mangiare stendiamo un velo pietoso, che se poi sei vegetariana lascia perdere, accomiatati pure dall’amico fegato che tanto o ti mangi una mezza dozzina di uova al giorno ed una grossa quantità di patate in tutte le salse o fai la fame nera. Dimentica non dico la pasta, non sia mai, ma anche i legumi, le verdure, i formaggi- i dolci addirittura,con esclusione degli epici pancake che comunque sono uova anch’essi.

Per non parlare di tutte le mance che non abbiamo dato, con quella fantastica teoria di cecilia che era già calcolata a parte nello scontrino, non la vedi questa percentuale? La vedo, si, ma sono le tasse non è la mancia, ci hanno detto quando era ormai troppo tardi. Pensa come ci hanno voluto bene tutti quei camerieri gentilissimi di tutti i localini on the road allietati dalla nostra allegra presenza e ringraziati abbracciati e baciati commosse andandocene, thank you very very much you are so kind hope to see you again. Hope di non vedervi più hanno di sicuro pensato tutti, dopo aver lavorato gratis per tutta la sera. Che soddisfazione esserci lasciate dietro tanta scia di smisurato affetto. 

Comprare non mi sono comprata niente, a meno che non vogliamo considerare un paio di magliette di cotone a maniche corte con su scritto Chicago che sono bellissime ma lo so solo io, le boutique fortunatamente non se ne sono ancora accorte.

E i 50.000 dollari di multa minacciati non me li hanno nemmeno fatti alla fine. Insomma finora perché in realtà non sono ancora convinta e me la aspetto da un momento all’altro una comunicazione di obama con su scritto w la libertà ma entro certi limiti, peraltro bassissimi che non hai rispettato mai. In tal caso, già ve lo dico, rinuncio alla prossima coast to coast e opto per non pagare al costo di non poter mettere più piede nel nuovo continente, se mi volete venitemi a stanare quà, che non c’è scritto nemmeno il mio nome nel campanello giusto. Tiè a tutti voi ‘un pò abbronzato’compreso.

Insomma, come li ho spesi tutti quei soldi proprio non me lo posso spiegare. E soprattutto non so come spiegarlo a quelli della banca.
Proverò con l’argomento crisi, che di questi tempi ci sta. Se non funzionerà e continueranno a rompere, glielo dovrò dire, solo perché siete saliti al governo chi vi credere di essere adesso, miseri tecnocrati golpisti usurpatori di potere democraticamente eletto. Ah no, loro sono quelli che ci salvano ed io sono dalla loro parte. Ecco bravi, non siate timidi iniziate pure da me!

Benvenuto prof!
21 novembre 2011

Non ho ancora scritto niente sulla caduta del Governo Berlusconi-e già che il mio t9 che non scrive la parola ‘serenità’ scriva ed anzi suggerisca dopo le prime quattro lettere la parola ‘Berlusconi’ la dice lunga su quanto il tutto sia penetrato profondamente nella società, e quanto a lungo ne sentiremo ancora parlare!
Oh io mi volevo trasferire in Spagna, ma va anche bene se io resto quà e vi trasferite voi!!!!!!

Comunque è caduto ed io non ho scritto niente, come se a dirlo poi si ricomponesse magicamente e tornassero tutti al loro posto, veline prostitute mafiosi e corruttori, a strillarci qualsiasi cosa avessero da dire con i loro toni esasperati e villani, arroganti sarcastici e irrispettosi di tutto, noi, le istituzioni rappresentate e la loro stessa dignità.

Come se non fosse vero, fosse uno di quei miei sogni vividi fatti di mattina presto che mi lasciano in prestito  per tutta la giornata quella faccia ebete tra l’addormentato e l’incredulo.

Come se non fosse davvero l’inizio di un’altra vita, la fine di un’era, il risveglio. Che poi risveglio non è, che i suoi seguaci sono ancora nell’oblio e ci vorrà tempo, tanto tempo.

Che poi, sia chiaro, questo governo quà con queste persone quà questi professorini  seri tutti insieme e tutti potenti-potentini-potentati io probabilmente non lo avrei votato. Che lo so bene che il mondo che rappresentano non è certo quello ideale in cui regna sovrana l’equità e la giustizia sociale, e che i principi cardine dell’economia di questo momento storico dovrebbero rendere chiaro ed evidente a tutti che il sistema capitalistico tutto porta meno che la felicità di persone e popoli. Insomma io sono ‘comunista’ no? l’alta finanza non è il mio campo di elezione. Anche se non lo so davvero da che parte mi collocherei io se ci fosse da scegliere tra ideologia e pragmatismo, tra utopia e responsabilità civile. È stato facile finora votare pd, quando la scelta era tra pd e delinquenza. L’intruso rendeva le mie scelte politiche veramente facili e aprioristiche. Ubi maior minus cessat! E adesso questo è un altro punto al quale la pseudo sinistra italiana dovrebbe prestare attenzione.  Ma così il discorso diventa troppo ampio e mi perdo il punto fondamentale. Che è facile. È che li guardo questi secchioni del nuovo governo e me ne innamoro-mi innamoro dei toni pacati, dei modi garbati, della sensazione che sappiano cosa stiano facendo di cosa si stia parlando e soprattutto cosa si possa fare. Tipo che sembra che davvero ci capiscano qualcosa ed abbiano un progetto in mente in base al quale forse c’è una soluzione. E che della soluzione si possa discutere, con le idee si può anche non essere d’accordo e confrontarsi in un contraddittorio civile e circostanziato. Roba da riempire gli occhi di lacrime. È davvero incredibile pensare a quanto male fossimo ridotti, se basta così poco perché mi scorrano brividi ovunque. Mi sembra veramente un sogno questa atmosfera nuova di fiducia e rispetto, mi sembra come se mi si sia pure abbassata la pressione! E mi sembra talmente assurdo quella rabbia che si blaterava finora, quel modo di parlare sempre sul filo dei nervi e sopra le righe  che come abbiamo fatto a sopravvivere non lo so.

Ci è tornata la dignità, e con lei l’orgoglio patrio, l’amore sconfinato verso chi avevamo dato per perso e ci accingevamo mesti a salutare, a lasciare nelle mani degli omuncoli dilaganti e degli intrallazzatori di professione.

Benvenuto prof. Nulla, davvero nulla è più come prima!

PICCOLI CAMBIAMENTI CRESCONO!
18 novembre 2011

Pubblicità.
Ora si può raggiungere il blog anche cercando enrica marilungo su google.
Così, tanto per dire.
E non è un cambiamento da poco, perchè almeno adesso lo so che può leggere chi vuole e sapendo che sono io. Così scrivo con cognizione di causa e la prossima volta che scoprirò una schiera di lettori attenti accaniti e pronti al linciaggio non sentirò più quel senso di violazione che mi sono sentita addosso, non mi sentirò così tradita nell’intimità. Perchè al di là di tutte le parole e le giustificazioni tecnicistiche sul perchè e per come e di chi è la colpa, è così che mi sono sentita, improvvisamente nuda, con i riflettori puntati addosso ed il dito puntato contro.
Oltretutto.
E poi pure arrabbiati, nonostante che chi gli avesse dato l’indirizzo ancora non si è capito, che tutte le giustificazioni apportate non sono che bugie, che ho pure controllato e amica in msn non ero di nessuno di loro o di di loro conoscenti e quì dentro senza conoscere l’indirizzo non si poteva entrare nemmeno sfondando lo schermo del pc.
Alla fine gli tornava indietro pure la ragione, che è bello che uno ti cerca e poi si incazza perchè ti trova, è fantastica questa cosa!!! perchè tu ti sei fatta trovare apposta, eh, infame ed egocentrica che altro non sei! Ti fai trovare, anche più volte al giorno, una decina eh, così pensi di plasmare le coscienze, di far cambiare idea al network che però è in guardia e resiste, uh se resiste, tutti compatti e serriamo le fila. Salviamo il soldato Marco.
Ma guarda che se ci ripenso, vinco il premio idiota dell’anno, a non averli mandati a cagare tutti uno per uno, ancora lì a tentare di spiegare e spiegarmi e giustificarmi. E sentirmi così male per l’intrusione e lasciarmi pure processare per questo. Che brutta bestia l’amore, ti prende la testa in ostaggio ed inutili i blasoni le lauree e tutti i curriculum che vuoi. Sei un’idiota in balia delle onde, ti schiaffeggiano di quà e di là, e poi ti sputano sulla battigia ed anche un pò addosso, diciamo.
Io sono veramente votata alla pace, e non ce l’ho con nessuno ed auguro a tutti i personaggi coinvolti in questa storia di amore e odio e spionaggio che sta diventando un libro appassionato, tutto il bene del mondo. Però, qualche rigurgito me lo concedete, qualche sassolino dalla scarpa ogni tanto, giusto perchè non mi rimanga il dubbio di essere proprio davvero stupida!
Ho lasciato, e non raddoppio e non stacco la spina quando voglio, perchè vi siete sbagliati, a Berlusconi non gli assomiglio nemmeno un pò.
Tiè.

Attenzione. Concentrazione. Ritmo e.
12 novembre 2011

Ho cambiato le impostazioni. Ora sono pubblica davvero.
Che emozione.
E scrivo il libro davvero. Riordino i pezzi e gli dò un filo logico ed il finale che piace a me. Così, almeno nel libro. Tanto per non dover pagare alla vita i diritti d’autore!
Che emozione.

Stanotte ho capito una cosa.
8 novembre 2011

Ho capito che infondo infondo infondo, in una parte molto remota di me, laggiù dove non è facile arrivare a meno di poderoso impegno, io un pò di bene me ne voglio.
Ho capito che, nonostante tutta la resistenza possibile, nonostante il cuore contrario e impavido, nonostante la testa ingarbugliata e intransigente, nonostante il corpo insofferente e l’anima devota, io, alla fine, non sento più dolore.
Ho capito che sono spettatrice di quel che succede, immagino che davvero stia succedendo, vedo nitida la fine del sogno e prendo atto, disinvolta e pratica, di quanto vano sia tutto. E, però, non sento dolore. Zero. Di più.  Infondo, in quelle parti di me incomprensibili persino a me stessa, sento una forza mai avuta ed una felicità irruenta che non so nascondermi nemmeno con la forza del pensiero che pure mi richiama all’ordine. Mi dice hey-è Marco-avrà il tuo bambino con un’altra . Avrà i suoi occhi, i tuoi sogni, la vita che avevi scelto per te. Niente da fare. Non attacca. Sono felice. Per me, per lui, per la vita che cresce. Ah- quanto forte è stato tutto, e quanto è forte adesso questo bene assurdo che mi cresce dentro.
Sono matta, ok sono matta, per fortuna che sono matta!

Il libero arbitrio.
6 novembre 2011

Dio perdona sempre, l’uomo qualche volta, la natura mai.
È la predica di un parroco lassù, a Genova.
Mi ha fatto riflettere perché a parte dio, che non lo so come si vuole regolare, e a parte io, che forse sono dio perché non me la ricordo, una volta in cui sono riuscita a non perdonare, credo che la natura non perdoni, nel senso che la natura proprio prescinde. Irina quest’estate ha azzittito così uno che continuava invano a fare lo splendido, non capacitandosi del perché quella fosse stata con più o meno tutti a parte lui :’lo so che ti sto proprio antipatico’. L’ha guardato con un moto sincero di compassione, e nel tono più mesto del mondo ha pronunciato un ‘non mi sei antipatico, mi sei indifferente’ continuando poi la sua ‘conversazione’ con me come se non si fosse mai interrotta.
Ecco, boccadirosa non c’entra,ma questa scena mi è venuta in mente dopo aver sentito quell.omelia, guardando al tg quegli ingegneri amministratori appaltatori o non so che cosa, che con il cappellino rosso in testa da cantiere rispondevano alle domande del giornalista cercando di dare spiegazioni tecniche sul perché quel dramma fosse stato possibile. E non è una polemica. È che proprio mi è sembrato piccolino, quell’omuncolo, qualsiasi fossero o non fossero le sue responsabilità. Mi ha fatto tenerezza. Perché ci diamo tanto da fare, facciamo tutto questo caos, ci preoccupiamo così tanto per arrivare da qualche parte senza nemmeno sapere dove, per non deludere le aspettative che nemmeno sappiamo di chi, per ottenere qualcosa e nemmeno sappiamo cosa, per sentirci in qualche modo e nemmeno sappiamo come. Evitiamo accuratamente qualsiasi tipo di senso, brancoliamo tutto il giorno nella nebbia dell’avere, dell’ottenere, del raggiungere. Eppure siamo così piccoli, piccoli di fronte alla vita che è così immensa. Piccoli di fronte all’universo che nemmeno se ne accorge quando lo maltrattiamo, e non è che ci punisce, cosa mai dovrebbe punire, cosa pensiamo che gliene possa importare all’universo degli argini di un fiume maltrattati e dei lotti di terra che togliamo alla natura per un appalto in più concesso in cambio di una manciata di voti al potentino di turno?cosa gliene frega all’universo se non ce ne frega a noi, che siamo così piccoli e non sappiamo nemmeno stare tutti dalla stessa parte?ecco, non è che la natura non ci perdona, e non è nemmeno che le stiamo antipatici. Lei è come irina, proprio indifferente. Noi siamo la natura, noi sottostiamo alle leggi dell’universo.
Se lo capiamo, lo capiamo, con tutto quello che ne consegue.
Se non lo capiamo, possiamo benissimo continuare in questo modo autodistruttivo di campare. Nessuno ce lo impedisce, non abbiamo nemmeno il sollievo della punizione,siamo veramente liberi di sbagliare tutte le volte che ci piace.

E adesso pace alle vittime…che tornate in quella forma dell’universo che quì non ci è proprio dato capire, riposino in pace per sempre.
Amen.

Fatti non pugnette!
5 novembre 2011

Che poi nella vita contano i fatti.
E lo so che non è che ho scoperto l’acqua calda, con questa sentenza qua.
È solo che stamattina ero in fila in comune, perché mi hanno mandato un accertamento TARSU con un conteggio di metri quadrati quadruplo rispetto alla superficie del locale e volevo capire perché.
Non l’ho capito, perché dopo essere stata in fila dalle undici all’una la signora dello sportello è uscita dicendo che era giunta per lei l’ora del weekend, lasciando me e il numero 19 con un palmo di naso e la cartellina piena di ragioni in mano. Il numero 17, più incazzoso, le ha urlato addosso che la faccenda non sarebbe finita lì, e se n’è andato. Il numero 20, più reattivo, ha iniziato a camminarle accanto facendole a raffica domande inerenti la sua pratica.
Io ed il numero 19, inebetiti, abbiamo riposto le carte e  optato per un aperitivo al bar lì sotto, cioè lui, il 19, ha detto andiamo al bar che ti finisco di raccontare. Che le due ore di attesa avevano innescato una conversazione seminormale su un suo recente viaggio avventura in Vietnam, sfociata poi in un dettagliato monologo  su tutti i viaggi della sua vita, a partire dalla gita alla fattoria in seconda c alla scuola elementare Nicola Pennesi. Perché i viaggi, diceva il 19, servono ad aprirti la mente, a farti uscire da te stesso ed allargarti gli orizzonti, i punti di vista,  ad assorbire tutte le esperienze, le culture, le idee, a farti capire che la diversità è ricchezza ed è solo nello scambio che si può crescere ed assaporare la vita. Io facevo le scale e pensavo, appunto, che trovavo difficile uno scambio con il numero 19, il quale esprimeva concetti ineccepibili e poi nei fatti amava solo la sua voce i suoi viaggi i suoi ricordi ed il suo punto di vista, essendo particolarmente riluttante ad ascoltare seppure l’iniziale delle parole che tentavo di pronunciare nel mezzo, fossero anche solo gentili cenni  dimostrativi del mio non essermi totalmente addormentata. Per le scale, andando verso l’aperitivo, pensavo appunto questa banalità, che buone parole sono condizione necessaria ma non sufficiente per un buon cervello.
E, inoltre, pensavo al modo di togliermi da quell’impiccio, che pure io a parole ho imparato benissimo ma a fatti poi mi trovo sempre a non sapermi tutelare dal logorroico di turno, dopo l’errore in buona fede dello scambio della prima parola, che di solito, la prima parola del logorroico è ponderata ed attentamente studiata in modo che non si fiuti il pericolo. Io per lo meno abbocco sempre. C’è da dire che le persone come me i logorroici le conoscono bene, si vede subito quando non sei in grado di liberarti e cerchi disperatamente di far suonare il  telefono con la forza del pensiero (che rimane sempre muto spettatore della tua incapacità di dire almeno una volta nella vita ‘numero 19 stia bene tante cose arrivederci’).
Così, mentre io dividevo la mia forza del pensiero tra suoneria salvifica e riflessioni banali, numero 19 furbo era passato dal racconto dell’ultimo viaggio al racconto della sua ultima avventura amorosa, collegate credo dal fatto che questa poveretta era stata conosciuta in vacanza o durante le ferie o qualcosa del genere (sono una donna, posso  pensare più cose contemporaneamente, ma il mio livello di attenzione dopo la seconda ora di nozioni deve essere per lo meno supportato da leggere modulazioni del tono della voce). La tesi del 19, riguardo questa poveretta ed il di lei tentativo di intrattenere con lui una relazione, stava diventando la seguente: perché io non sono uno che le cose te le manda a dire. Perché io non ero affatto innamorato. Allora io non ho fatto nè tanto né quanto:ho preso l’aereo fino a Barcellona, poi il taxi fino a casa sua, ho suonato il campanello e le ho detto che è una perfetta imbecille e che per me la storia era finita lì.
Che ok, ok signorina catalana o italiana esportata che tu sia, scusa se mi sono di nuovo distratta, ma mi auguro dal profondo del cuore che tu, appresa la notizia non abbia buttato l’ombra di una lacrima. Inoltre ti consiglio di fingere di credere alle parole del 19, che devi volerti bene e, per quanto inguaita tu sia, sono certa che a qualcosina di meno invasivo tu possa comunque aspirare, anche se, come darti torto, di egocentrici e parlatori ad oltranza è ahimè pieno il mondo.
Detto ciò, caro come ti chiami (come ti chiami?!!!), quando uno si fa tanta strada solo per venire a dirti che sei una imbecille, beh in casi normali varrebbe la pena guardare ai fatti e non ascoltare le parole…

In tutto questo, come per contagio, sono diventata logorroica pure io.
Per esprimere il concetto sarebbe veramente bastato il  titolo secco.
Aiuto!

Welcame back!
3 novembre 2011

Sono quì. Di nuovo quì, dove mi piace essere e dove è il posto mio.
Sono quì dove sono cresciuta, dove ho pianto, riso sperato e sudato. Quì dove ho sussurrato i pensieri e sputato la rabbia ed acoltato le paure e addomesticato gli istinti e razionalizzato i sentimenti e descritto le parti buie e irriverenti che mi porto appresso spesso camuffate da libertà.  Qui dove ho snodato pensieri annodati e ne ho intrecciati di semplici quando non sarebbero servite che due limpide parole.  Quì dove mi sono seduta tutte le volte in cui ho sentito il bisogno di celebrare, sognare, capire, spiegare, o semplicemente  colorare un pò la vita quando mi lasciava lì, abbandonata tra il bianco dei desideri ed il nero assoluto del non sei all’altezza. Quì dove butto sempre il pensiero quando fuori proprio non mi riesce di guardarmi dentro. Quì dove è facile trovare un senso e darsi una ragione, e dove è bello rileggere le difficoltà stanate e guardate in faccia e seppellite nel fiume in piena delle parole. Qui dove non ci sono mai state scuse nè paure, nè fini diversi ed ulteriori a parte i NE discutibilmente accentati. Quì in questo che è il posto oltraggiato, infangato, polverizzato. Quì dove la cattiveria ha sfondato la porta e per un pò ha fatto pure da padrona, male interpretando e giudicando e cercando di dipingere i miei pensieri con i colori ammuffiti di un’anima che non era la mia. E poco importa se le mie parole le abbiano rapinate del mio senso e distorte e inquinate e poco importa che poi le abbiano accartocciate e me le abbiano pure tirate addosso, così sporche come erano diventate.
Poco importa perché questa è un’altra vita, ed in questa vita quì i condizionamenti vecchi non ci sono più.
Per cui, bentornata a me, con tutto che non è stato per niente facile e quindi è ancora più bello aver ritrovato l’energia ed il sorriso del primo giorno, quando ce l’avevo con il mio cuore che batteva troppo in fretta e me la prendevo con il caffè, ignara di quanti meravigliosi battiti fuori controllo mi aspettavano proprio dietro l’angolo.

Così è la vita, ed è stata bellissima.

È stato bello amare con tutte le forze, nel bene e pure nel male, nella buona e nella cattiva sorte!
É stato bello scoprirle tutte una ad una le mie forze, compresa quella di continuare ad amare e saper comunque rinascere.

È stato bello e tutto questo bello è proprio ora di gridarlo al mondo!