Archive for aprile 2011

DIECI GRADINI, MI SA CHE NON BASTANO!
25 aprile 2011

Adesso un’oretta ce l’avrei, per scrivere.
Solo che, da un paio di giorni, ho cambiato sogno. Non voglio più fare la scrittrice, da grande, voglio fare la regista.
Che le mie facce di certi momenti meritano, nessuna parola ben scritta potrebbe rendere l’idea di quello che penso, come quelle facce lì! Io davanti ad un pc, musica sotto, si apre il programma installato per gli accessi al blog, silenzio. Primo piano mio e quindici minuti di fermoimmagine. Che non è un fermoimmagine, nella realtà sono quindici minuti ferma proprio io, così, bocca aperta e senza parole. Poi musica, si apre la risposta di Marco, silenzio. Primo piano e fermoimmagine. Di nuovo, risposta della zia, e poi dulcis in fundo….(questa ultima, ve lo posso assicurare, è l’espressione in assoluto più bella!). Uscirebbe un lungometraggio muto di un’oretta, che potrebbe sembrare noiosetto ma sarebbe di una eloquenza unica!
Va bè ho capito, forse nemmeno la regista fa per me!

Proviamo con “allucinata”, potrebbe già essere la parola di base che contempla tutte e quattro le espressioni, con le debite sfumature e qualche ruga diversa quà e là.

La verità è che io ho sempre pensato che Marco, la sua nuova compagna, non la ami, che si sia accontentato, anzi peggio, dovuto accontentare, a stare con lei, e poi abbia dovuto trovare il modo di farsela piacere, perchè non c’è dubbio che lei gli sia servita per salvarsi la vita.
Ed alla luce di tutto ciò mi sembra di poter dire che tutti i torti non li ho.

E poi non capivo proprio come facesse, io non lo so spiegare ma sentendo dentro quello che sentiva lui, non capivo come avesse potuto organizzarsi il cervello per essere felice pure senza di me (non era una cosa contro di lei, che non l’ho mai nominata, pensata, considerata e mi piacerebbe pure sapere dove lei, pur spiandomi, abbia potuto leggere le colpe che le dò e l’accanimento contro di lei e contro la sua famiglia!)
Ed alla luce di tutto ciò, mi resta, rafforzato, questo mistero gaudioso. Come fa?!

Questo, in parole povere, molta sintesi, e poche menate, è quello che penso io, visto che impegnarsi si sono impegnati per bene, mi hanno studiata tanto, ma non ci hanno capito proprio un cazzo. Magari con i riassunti è più facile! Volendo, su richiesta però, potrei semplificare con uno schemino.

Potrebbe pure non essere così, infondo mi potrei anche sbagliare.
Potrebbe pure essere, come sostengono tutti quelli che mal mi consigliano (e che per questo io non ascolto mai!), che le mie viscere si sbaglino, che lui sia uno che “certe” cose le sente con facilità, che dagli un tuo comportamento schifoso, un paio di mesi di disperazione, i consigli buoni del network, e subito te ne sforna un altro, di amore della vita! Non è così, datemi retta, ma se fossi lei, mmm non saprei proprio quale delle due possibilità preferire. In effetti, tante domande, meglio che non se le facciano. Che poi io mi preoccupo, ma alla fine mi sembra che stiano tranquilli e se le sappiano tutti raccontare benissimo, specialisti della vita che sono, ed io un pò li ammiro (in quel modo di traverso in cui si ammirano gli sciocchi, però) quelli che non si arrendono mai, che si organizzano teoremi di euclide inattaccabili sopra le linee parallele delle loro stupide convinzioni e per nessun motivo tentennano, nemmeno di fronte alle regole empiriche della fisica, nemmeno di fronte alle vocine dell’anima, ma quale anima! Mai, avanti a tutta finchè morte non li separi dalle loro teste di legno.

E però c’è una cosa che continuo a non capire: che caspita gliene frega a loro, tutti, di quello che penso io. Come può, quello che io penso nel chiuso della mia stanza, impensierirli, danneggiarli, disturbarli, solo perchè è scritto in un blog (talmente pubblico, in effetti, che da quando non entrano più lui mamma e compagna l’audience è calato a picco e mi rimangono tre visitatori in croce, tanto che il mio smisurato ego ieri l’ho trovato tutto offeso che parlava con le piante!)?Come può, monitorare le cazzate che scrivo io, servire per proteggerlo (povero interdetto!)?Come potrei fargli del male, non vedendolo da non so quanto, non chiamandolo, non cercandolo, cercando pure di non pensarlo, e semplicemente scrivendo cose che, basta non volerle sapere per non saperle mai? e perchè è così interessante quello che dico da controllarlo almeno cinque volte al giorno, fisse, quando andava bene, se davvero si crede che lui stia bene, sia felice soddisfatto e con gli occhi che brillano?e non è forse più accanimento questo, che il mio invitarli a farsi i fatti loro, una volta avuta la certezza che questa storia gli stava diventando un’ossessione?

Potrei continuare con le domande, ed anche con le mie risposte, per tutta l’ora di riposo che ho. Ma sono stanchissima e quindi invece di fare a cappellate con i passeri me ne vado un pò a dormire (chi mi conosce lo sa, in questo sono di una primordialità insopportabile, Enrica fame Enrica mangia, Enrica sonno Enrica dorme, non ci sono cazzi!).

Speriamo che trovino questa benedetta pace, e visto che io altro che scrivere quì non ho fatto mai, per rovinargliela, mi resta pure da capire perchè abbiano aspettato il tana libera tutti per smettere di leggere e godersela finalmente (ammesso che sempre chi mi conosce possa veramente e seriamente pensare che io primo possa aver ideato un piano, uno qualsiasi, e poi addirittura averlo portato avanti senza cambiarlo per più di due mezze giornate! e secondo che io possa mai aver ideato, come piano, di scrivere quì affinchè loro leggessero! Al limite, che LUI leggesse, in qualche parte recondita di me lo speravo pure, anche se, appena uno strato più su della parte recondita, non osavo nemmeno sperarlo, data la sua inamovibile decisione di chiudere con il passato ed andare avanti. Certo, se avesse voluto farlo, non glielo avrei sicuramente impedito io, di interessarsi a me e sapere precisamente quello che provavo, e ci mancherebbe pure che dovevo fare io pure questo! E, sempre tra parentesi, se leggere quello che scrivo, quello che sono, quello che sento, lo ha allontanato da me, bene. E’ una cosa sana che lui non stia più con me perchè non gli piaccio io come sono, come reagisco, come parlo e cosa penso. E’ una cosa normale che due persone che si sono volute bene si lascino per decisione propria, togliendosi vicendevolmente da soli dubbi e rimpianti, a prescindere da tutti gli errori e da tutta la testardaggine e l’orgoglio del mondo. A me così sta bene. Non è sano, affatto, decidere di “proteggerlo” da me, a prescindere dai suoi dubbi e rimpianti, e dire per fortuna che ci hai pensato tu, a toglierglieli, che sennò era più dura metterglielo in testa!)

Comunque, lo faccio. Cambio indirizzo, che quì ormai mi sento come dire, un pò inibita a ricominciare a scrivere! Ancora una volta, con una prepotenza ormai ridicola, mi costringe a cedere alla sua volontà, all’ignoranza incarnita del suo modo univoco ed indiscutibile di fare. E va bene, va bene, tanto è l’ultima cosa che può togliermi. Speriamo che io riesca ad inventarmene uno difficile difficile, di indirizzo, che non potranno immaginare mai, trovare mai nemmeno per tentativi, che metti tu un giorno tra qualche anno ci riescano, gli toccherebbe poi controllare, curiosare, proteggere, perdere tempo, e chi li sente di nuovo?!chi li placa poi i miei sensi di colpa?

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POST DIFFICILE.
16 aprile 2011

Questo post è per il mio ex marito (che tecnicamente non è ancora ex marito, ma che comunque non lo sarà mai visto che ho iniziato le pratiche per l’annullamento. I miei primi cinque-seimila euro in avanzo, sono già investiti così. Mi dispiace dirglielo da quì, ma è pure vero che glielo avrei detto ormai parecchio tempo fa, se si fosse degnato di rispondere ad un sms prima di partire per il suo viaggio di nozze bis, e ascoltare quello che, pur nella criticità del momento, cercavo di dirgli. Quella supponenza nel non rispondere nemmeno, di snobbare così, di addirittura giudicare quella sofferenza dall’alto delle sue sacre decisioni e del suo nuovo “amore”, proprio tolgono il senso ad ogni mia successiva attenzione. E tant’è. Non ho bisogno di cancellare, che cancellare il passato la reputo una delle cose più stupide che si possa fare a se stessi, e nemmeno penso di poter riparare la promessa non onorata a Dio con questa sciocca procedura burocratica e poche migliaia di euro. Lo faccio, perchè non voglio essere, da nessuna parte, in nessun documento, per nessun motivo, la moglie di uno che si è sposato per errore. Punto.

Comunque dicevo, questo post è per lui. Perchè ho una cosa da dirgli e non ho altra via che questa, visto che mi ha cancellata ovunque ma poi quì torna sempre a leggere.
Perchè Marco vedi, la tua mamma e la tua ragazza si sono impossessate anche loro dell’indirizzo del mio blog. E giornalmente lo monitorano in maniera allarmante ed ossessiva. Credo che abbiano un problema, e credo che se io per caso decidessi di inviare il tabulato degli accessi ai loro rispettivi datori di lavoro, ecco credo che a quel punto magari di problemi ne potrebbero avere addirittura due!

Adesso mi si spiegano parecchie cose,comunque.
Da quando ho scoperto-e sottolineo scoperto perché non mi è stato riconosciuto nemmeno il diritto di sapere,tanta è stata la durezza delle tue posizioni-che tu frequentavi un’altra persona,ho affrontato la delusione più grande ed il dolore più devastante della mia vita in pressoché assoluto silenzio verso di voi. Credo di averti mandato un massimo di quattro sms,ed altrettante mail in totale,da allora ad ora. Per rispetto verso di te,verso le tue decisioni,ho attinto al doppio della forza che avevo per non chiamarti,non inseguirti,non lamentarmi,non rivendicare diritti doveri e palle del genere. Nel pieno del mal d’amore,che chi l’ha mai lontanamente provato sa,quanto sembri impossibile persino respirare in quei momenti,sono venuta in tribunale barcollando,da sola-senza fiatare,a firmare una separazione consensuale che niente aveva a che fare con il mio consenso. Ho sopportato di essere gratuitamente sberleffata con cattiveria e totale disprezzo addirittura su FACEBOOK, rispondendo solo di rado, quando venivano tirate in ballo,senza altro scopo che ferire,le mie ferite più profonde. Poi,per evitare anche questo,per togliere il disturbo di essere giornalmente cancellata,bloccata,sbloccata,esclusa con la privacy e chissà cos’altro,mi sono addirittura cancellata da facebook,e pace. Non ho mai e dico mai usato parole di rimprovero nei tuoi confronti,o di altri all’infuori di me. In tutti i miei sfoghi con gli altri,è vero tanti,forse troppi,non ho mai nemmeno pensato di dire ‘avrebbe dovuto fare,avrebbe dovuto dire’.Il cielo ne è purtroppo testimone. Lo sai bene che odio questi atteggiamenti,lo sai bene che quello che mi importava era il merito della faccenda,e non il come era stata condotta. È vero, non ci potevo proprio credere. Per cui interpretavo tutto in maniera distorta. Ma tu, voi, come potevate essere toccati dalle mie personali ed interiori interpretazioni? Come potevate essere infastiditi dal mio VITTIMISMO?! Questo non me lo spiegavo,ed ora me lo spiego.
È che eravate qui,a spiare dalla finestra questo spazio,che è da sempre il mio spazio,che l’ho scelto appositamente così,perché sono fatta così,questo è il mio modo di essere aperta nei confronti del mondo,è il mio modo di condividere le mie parti più pesanti senza sentirmi invadente,di troppo. Perché so che qui legge solo chi mi vuole bene e vuole capire,e sopratutto quando ha voglia di capire,di esserci.
Quando è successo tutto questo ho pure cambiato indirizzo per escluderti-per impedire che tu fossi disturbato dagli aggiornamenti automatici. Che tu avessi comunque trovato il modo di leggere,lo immaginavo. Sempre perché dentro di me il filo che sento e che mi tiene comunque legata a te,prevale su tutto il caos di fuori,ma questa è la mia follia,e non conta. Che tu avessi potuto dare l’indirizzo a quelle due,non avrei mai potuto immaginarlo,non tanto perché è un’ulteriore bassezza verso di me,quanto perché è una cosa che non fa assolutamente bene alla tua vita.

Ed ora-che guardo tutto dal di fuori e che pensavo,in assoluta serenità,che vi eravate definitivamente liberati di me,che non ero più un ostacolo per la vostra felicità,scoprire queste deviazioni mentali delle persone che ti stanno intorno,mi rende perplessa. La domanda,sempre lasciando stare le recriminazioni,é:ma state bene?TU stai bene?
Perché che tu ci creda o no,con tutta la fatica che ho fatto ad arrivare fin qui,che tu non sia felice sarebbe la peggiore delle sconfitte.

Avevo pensato di smettere di scrivere,ma non lo farò.
Conto sul fatto che abbiate voi,stavolta, la forza e la dignità per fare in modo di smettere.
Grazie!

IRINA DOCET!
14 aprile 2011

Accento bulgaro-elpidiense. Inconfondibile.
Sguardo serio, micidiale, assolutamente impenetrabile, duro.
(pantaloni di pelle aderente, tacchi a spillo, tette rifatte in evidenza)
(e sono le dieci del mattino, va bè!)
Rana in bocca, tono serio.

Testuale:
“eNrica io ti voglio bene, tu lo sai.
Per questo motivo mi vedo costretta a farti questo appunto.
Sei troppo buona, troppo casta, e troppo paziente.
E’ ora che ti svegli.
Lo sai che diceva Sant’Agostino? Sant’Agostino diceva “Signore dammi castità e continenza, ma non darmele oggi. Hai capito? Pure Sant’Agostino lo suggeriva”
(lo so, così non rende, bisognerebbe averla sentita parlare una volta almeno perchè si abbia un’idea di che scena sia stata).

Io, non mi so trattenere e così rido singhiozzante. Ma lo so che davanti a lei proprio non è indicato, si imbestialisce!

Sguardo ancora più serio, tono ancora più duro.
Mi prende il braccio.
Ancora testuale:
“eNrica. Non c’è niente da ridere. Sono molto incazzata con te. So bene quanto tu mi reputi stupida cattiva e poco di buono, ma non è come pensi tu che va il mondo, non te ne sei ancora accorta? E’ ora che tu inizi a seguire i miei consigli, altrimenti dovrò fare a modo mio…”
E’ decisamente una minaccia!

Io, veramente, non penso affatto che lei sia stupida. Al contrario, io penso che lei sia una delle persone con l’intelligenza più vivace che mi sia stato dato di incontrare ultimamente. E non credo nemmeno che sia cattiva: quella durezza e quel modo brusco ed irriverente di fare sono proprio tipici delle persone che nascono buone e fragili e poi si scontrano con la vita, e perdono. Poco di buono, bè, direi che si, il suo rapporto con l’altro sesso è particolare, volendo pure se togliamo “l’altro”.

“Su, dai. Lo sai bene che non penso per niente tutto questo. Penso solo che siamo diverse, per questo non mi azzardo mai a darti consigli, e non posso seguire i tuoi. Non ti offendere, e soprattutto non mi minacciare, che sennò faccio meglio a non dirti più niente.”

“Con me dormi pure su sette guanciali, io non ti tradirò mai, le mie origini balcaniche non me lo permettono. Ma sappi che non condivido questo tuo atteggiamento. E ricordati che io di solito non minaccio, io apro direttamente il fuoco”
(e, c’è da dire, la pistola ce l’ha veramente nella fondina!)

“Dai ragazza stai calma. E’ tutto ok. Nessuno mi obbliga a fare quello che faccio, e sto bene, va tutto bene. Davvero non preoccuparti.”
(e poi non sai che una parte, della verità!)

“eNrica non va tutto bene, niente va bene, ed il tuo modo di fare non mi piace. Non è condivisibile. Stai usando comprensione con chi ha infierito sulla tua stessa pelle più che ha potuto, e questo è inaccettabile. Il tuo buonismo è insopportabile e fuori luogo. Mi sento veramente molto delusa da te. Almeno pensaci”
Si gira sui tacchi, e se ne va.

Accidenti, in questa vita non si finisce mai di imparare!!!!

RIFLESSIONI POST AMSTERD-AM
12 aprile 2011

Ma io sono quello che penso, o sono quello che mangio?
Perchè se sono quello che penso, sono fritta. E se sono quello che mangio, pure.
Io non ho scampo, sono fritta!

ERA MEGLIO, DECISAMENTE MEGLIO, QUANDO ERA PEGGIO!
4 aprile 2011

“L’Amore vince”.
tu dici?

Ma se vince, l’Amore, qualcuno avrebbe dovuto preoccuparsi di dirgli che stava giocando. Perchè ammò vince, va bè. Ma metti tu se avesse perso.
Te ne saresti uscito una mattina così, “l’Amore perde”, e quello manco sapeva di giocare. Sai che ricorso, avrebbe fatto. E che risarcimento danni ti avrebbe chiesto, adesso.

L’Amore vince, ok.
Ma contro chi giocava?

No perchè è importante, sai.
Che contro l’Indifferenza, no. Non può essere.
Quella l’Indifferenza proprio non gioca mai, per definizione.
Contro l’Odio, nemmeno.
Sono due sport diversi, regole diverse, campi diversi, persino modi diversi di segnare il punto. Non c’è partita.
L’Amore vince contro l’Amore, per caso?
E quello di là, quello che perde di Amore, cos’è, l’eccezione che conferma la regola ad ogni partita, ogni volta?
Se così fosse, potremmo pure impunemente dire “l’Amore perde contro l’Amore”. Stessa incidenza di probabilità, stessa regola, stesse eccezioni.
E’ che l’Amore contro l’Amore non ci può giocare, il cannibalismo è vietato per regolamento (pagina uno del manuale).
Ed infatti, se ci hai fatto caso, non ci gioca mai, l’Amore contro l’Amore. Al massimo si maschera da odio, o da indifferenza, se ce la fa (ma è difficile, quì si parla di fuoriclasse!)

E allora, questo Amore, contro chi cavolo vince?
L’Amore vince contro la Stupidità.
Ecco contro chi vince, l’Amore.

Solo che poi, una persona Stupida la puoi Amare solo di nascosto.

L’Amore vince.
E tu, proprio tu, QUESTO, me lo chiami VINCERE?!

URGE TISANA
4 aprile 2011

Ma chi cazzo è Boris?
Io ho deciso, devo comprare la tv!
E perchè mettete un cartellone che sembra un cartone animato?
Ho capito, che c’è scritto il film. E ho capito che è famoso e che lo dovrei conoscere.
Ma se una povera crista che già di per se vive in un mondo tutto suo, e che per di più oggi dorme in piedi, ma proprio dorme, non è che faccio per dire. Avrò dormito si e no tre ore in, quanti sono, quattro giorni?
Ecco. Quindi dicevo.
Se una povera crista stanca morta a pezzi con gli occhi che si chiudono cerca di mantenere una promessa, perchè le promesse sono debiti (sempre, quelle fatte ai bambini poi…)
Cioè, con un adulto ci puoi parlare, puoi trattare. Ad un adulto puoi dirgli “guardami in faccia, sono a pezzi, aspetta un attimo, oggi no”. Ad un bambino, che gli vuoi dire. Quello ti risponde “l’hai promesso, così non si fa”. Non si fa. Senza appello, senza spiegazioni e senza stato di necessità. Così non si fa.
Quindi tu prendi i tuoi occhi che si chiudono, le tue gambe che non ti tengono, la tua buona volontà, e vai.
E il bambino, la bambina nel caso specifico, apprezza lo sforzo.
Quindi, se arrivi al cinema e tu vedi più o meno da lontano e più o meno in fila un pesce rosso, dei mostri su sfondo nero, ed un coniglio, immagini che ci siano tre cartoni animati. E così, a pelle scegli il pesce rosso, perchè i mostri non ti piacciono e i conigli, beh i conigli nemmeno. Dici, vediamo quello.
La bambina ti vede precaria, teme che qualsiasi forma di opposizione possa far vacillare la tua volontà, provocare una improvvisa ed irreversibile inversione di marcia. Risponde. Ok.
In realtà è perplessa, si capisce benissimo.
Ma tu ti senti una specie di martire, un’eroina buona. Una campionessa di buonsenso, nello sfacelo della vita di quella dolce fanciulla. Pregusti già il momento in cui il sonno ti sarà passato, e ti complimenterai con te stessa per la saggia decisione di onorare la parola. Un vero baluardo per il futuro della piccola!!!!!!La scelta del cartone ti sembra un dettaglio, una stupidissimo capriccio. Quel coniglio sarà più famoso del pesce rosso, nella sua scuola. Per questo lei l’avrebbe preferito.
Così, fai i biglietti in trance, e speri che questo cartone più povero e meno pubblicizzato, questo tuo cavallo di battaglia sulla strada dell’educazione, del carattere della bambina inizi il prima possibile e che non sia troppo rumoroso.
Prima però, la fai giocare appositamente sui gonfiabili con un bambino cinese. Noi non siamo razziste, noi non vediamo nemmeno le differenze di lineamenti. Noi siamo toste è, vediamo il pesce rosso e snobbiamo il coniglio, e giochiamo pure con il cinese tonto. E che ci frega, a noi?!!!!!!!
Su, e su, basta dire stronzate.
Poi inizia, boris il film (ed è davvero il titolo, ahahahah!!) e mannaggia alla miseria.
La bambina, adesso, non teme più l’inversione di marcia, anzi, la pretende.
Ti prego Giulia, ti prego, ti supplico, ti scongiuro, guardiamolo lo stesso. Io non riesco ad alzarmi, mi gira la testa.
Ok. Fa lei. Però DOPO guardiamo HOP.
Ok.
L’hai promesso.
Ecco.
Va bè me l’hai estorta la promessa, quasi sembrava un ricatto!
Ma non è che ho la forza di fare storie!
Sicchè ho passato due ore nel cinema a dormire, testa a testa con lei che, per osmosi credo, dormiva ed un pò russava a sua volta. E le due ore successive, nel cinema a sbellicarmi di risate con il cartone animato più stupido della storia, che in realtà non faceva ridere affatto.
C’era la partita, a parte tutto . Ma promessa a bambina batte invito a cena di covo di interisti, e batte pure roma juve.
Alla fine, qualcuno scontenti sempre, è la vita!
E comunque è assodato, la juve se la cava meglio senza di me. Mi sa che ho capito perchè qualcuno mi voleva allo stadio (no grazie, ho smesso!).

Ad ogni buon conto, oggi sono fatta di m&m’s.
E non è nemmeno la prima volta!
Fatemi vomitare!