Archive for marzo 2011

“senza tempo senza memoria vai a farti fottere incosciente””
31 marzo 2011

Metti una sera di inizio primavera.
Metti Roma, l’imbrunire, i piedi stanchi, il volo in ritardo.
Metti uno di quei momenti con il cuore pieno in cui respiri felicità, inspiri meraviglia, butti fuori pensieri, trattieni vita.
Metti Gramsci per caso in borsa da leggere, metti la terrazza, la zona fumatori, e la prima sigaretta dopo otto mesi circa.
Metti due persone di spalle, lui alto e biondino, lei più piccola, leggiadra.
Metti che io e Gramsci, sull’angolino, ci separiamo un attimo perchè io sono rapita da quei due, li osservo che ordinano, pagano, si sfiorano, si guardano, sorridono, penso a quanto vivere al di là del mio, sopra, di fianco, addosso, vicino. Penso a quante storie, quanta bellezza, attenzione, quanti desideri, quanto mondo da sapere, condividere, ascoltare, abbracciare. Metti che d’improvviso si girano, mi guardano, e corrono ad abbracciarmi davvero, tutti e due, stretti stretti che quasi soffoco. Metti che sono un mio amico amico di qualche vita fa, e la sua sorellina, cresciuta (bene) nel frattempo. Metti che si siedono con me e che poi, con sei occhi che brillano, mangiamo insieme, e parliamo parliamo parliamo, di Gramsci che è lì con noi, del mondo, di tutta la bellezza intorno quando la sai vedere, di che bella è la vita quando l’averla vissuta un pò ti fa girare sulla terrazza di Fiumicino ed incontrare una bell’anima, che la conosci e la riconosci e ti riempie il cuore. Metti che ci sarebbe una vita da raccontare ma quella è troppa, sono dettagli, e che fai lì non importa, perchè sembra quel giorno, dieci anni fa, sempre lì a dirsi a presto, che bello averti conosciuto, che bello questo anno insieme a voi.
Metti che loro corrono via, che il volo lo debbono prendere, e metti che lo sappiamo che a presto non è, che poi non ci sentiamo non ci vediamo non ci organizziamo, e metti che è pure meglio che non sei più su facebook, che sono un’altra cosa questi incontri quà!
Metti, dopo, che ritorni sull’angolino, e continui a respirare denso, ancora più denso, perchè sono giornate così, dense.
Metti che suona il cellulare, e che sul display al posto di un nome, uno di quelli che ti potresti aspettare adesso, visto il ritardo e visto chi non hai avvertito, compare una frase tra virgolette registrata tempo fa, dopo l’ennesimo telefono perso, rotto, rubato, quando dire così aveva ancora senso, perchè l’amore era vivo sotto la rabbia e sopra la evidente disperazione.
Metti che guardo il display, e che quella frase, “senza tempo senza memoria vai a farti fottere incosciente”, oggi, con il cuore così pieno e così in alto, mi fa sorridere di me, di te, di che imbecilli siamo stati, di quanto male si respirava allora. Metti che mentre guardo il display ed ascolto un pò della melodia di Vecchioni che sembra, ma non è, fatta apposta, penso che non dovrei rispondere, o forse sì.
Metti che penso, a che punto siamo, di questa storia?
Metti che forse dovrei essere solo distante, o forse dovrei dire una serie di parolacce subito, al posto del pronto che tanto ormai il pronto? è fuori modo, voglio dire lo so già chi sei. Metti che tutti questi pensieri, insieme alla frase tra virgolette ed alla melodia di Vecchioni, ormai non mi fanno sorridere, ma singhiozzare come so singhiozzare solo io, quando ridere non mi è sufficiente e non mi basta l’aria.
Metti che allora rispondo ed il tono esce allegro, cordiale. Metti che, dentro di me l’ho sempre saputo, ho sempre avuto ragione io.
Metti che ascoltare, e non parlare, è stata la più naturale delle reazioni.
Metti che ho sentito tutto quello che volevo sentire.
Metti che non ne sono affatto stupita e metti che, metti che, metti che.
Ma che bella giornata.

Purtroppo, ma intendo per fortuna, io al nemico non gli somiglio nemmeno un pò!

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“POI”
29 marzo 2011

Dal di fuori, è un pò diverso.

Quando è successo a te, hai cercato un modo per venirne fuori.
L’hai trovato sbagliato, anzi non l’hai trovato affatto, hai combinato un disastro. Però guardavi avanti, andavi avanti. Avevi due certezze, anzi forse una sola, ma ti bastava. Non avevi la più pallida idea di come fare, ma eri certa che “poi” sarebbe andato tutto bene. Come se quel “poi” non te lo devi sudare, come se succeda così, dal niente, che “poi” va tutto bene. Come se ci potesse pensare qualcuno al posto tuo.
“Poi”, invece, nessuno ci ha pensato. Ed io a forza di guardare lontano per sfuggirgli, mi sono persa. E così mi ci sono trovata davanti “poi”, quando invece di andare tutto bene il dolore era già disastro, e sopra c’era nato un castello di altri due tre disastri combinati ad occhi chiusi nel frattempo. In questo, sono davvero imbattibile!
“Poi” tutto passa, e “poi” va tutto bene.
Però il vuoto di quel giorno, quel monitor, quel dolore originale, non è che te lo scordi. E’ come se ti strappassero via la vita da dentro, e tu rimani sola con quel deserto arido e quel fiume di sangue silenzioso.

Oggi, come allora, sorridi e dici che, credimi, “poi” andrà tutto bene. Ma stavolta sei al di là del monitor e lo sai, stavolta lo sai, come fa “poi” ad andare tutto bene. Per questo riesci ad esserci anche se non ti piace, anche se scapperesti via, se pagheresti oro per poter di nuovo far finta di niente, per non dover rivivere minuto per minuto sulla pelle, sentire la puzza di quel deserto. E per questo lì dal tuo deserto devi stringere lui, e devi guardare in faccia me, che so perchè piangi, e sono “contenta” che piangi, e non piango con te, perchè adesso è “poi” e va tutto bene. Ti fidi di me? :- )

STATE ROVINATI!
28 marzo 2011

Adesso vado di fretta, però non posso esimermi dal dire che:

1- Carfagna! Vergogna!
Ma sei proprio una gran puttana tu!
Oh si, il ministro delle pari opportunità più azzeccato che ci sia: scapoli o ammogliati, Ministri o Presidenti, politici o industriali, fatteli tutti, non andare per il sottile, l’importante è che dietro ad ogno coito si celi un’opportunità (dal Calendario all’Agenda di Governo senza passare dal via, in effetti, una buona opportunità)
Però Carfagna, io lo so che in questo mondo marcio ognuno c’ha i suoi problemi, e le magagne sue. Però vedi Carfagna, a me il tradimento è proprio una cosa che non mi va giù. E non puoi dire, brutta puttana, che sono tue cose personali, che devi renderne conto solo a quel povero Cristo che ti si sposa, che quello oh, sarà accecato dall’amore e sono cavoli suoi!
Perchè non sono gli atti sessuali che non mi vanno giù del tradimento (o Dio, a me non vanno giù manco quelli, ma insomma io sono un pò bigotta ed ho pure i miei santi problemi, che non devo dire a te perchè io non faccio il ministro), quello che non va giù, nel tradimento, è che una persona che tradisce, è un traditore. Una persona che tradisce non è una persona che fa sesso con un altro, e chi se ne frega, ma è una persona che prende per il culo il prossimo, quello a lui più vicino, più caro si suppone. Una persona che tradisce è una persona che sa tradire la fiducia, e come tale è una persona schifosa. E può succedere tutto, nella vita, ma non può succedere di tradire mai. Tradire è una cosa che sei, non una cosa che fai. E poi non può succedere che una traditrice infame e plurima faccia il ministro delle pari opportunità.
E poi Carfagna, ma basta! Ma quanto in basso lo volete far cadere, questa pantomima di Governo! Non potreste comprare qualche voto per rialzarlo su, per salvarlo, almeno un pò, lasciare qualcosa per quando ve ne sarete andati tutti felicemente a farvi fottere, all’isola Bunga Bunga e così sia?!
Carfagna! Vergogna!

2- il processo del Lunedì: no comment, in effetti, manca solo Biscardi!

3- niente talk show politici, ci sono le elezioni, non sia mai che la gente prima di votare si informi pure un pochino (nella televisione pubblica. Che lo faccia a volontà da quella privata, se proprio ci tiene tanto!)

4- la gente, datemi retta, è strana.
Adesso devo proprio scappare e non posso approfondire, ma, non ho dubbi, nella migliore delle ipotesi la gente è STRANA!

State ‘accuort !

SE TELEFONANDO…
28 marzo 2011

“AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII”

“Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeee! Bla Bla Bla Bla Bla!”

“Bla bla bla bla bla!”

“COME STAI?!”

“Bene bla bla bla ba bla bla bla bla bla bla bla! Tu?!”

“Bene bla bla bla bla bla bla bla bla bla!”

DISCORSI SERI VOCE SERIA TONO SERIO:

bla bla bla bla
bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla
bla

Già.

DISCORSI PROFONDI VOCE FERMA TONO PACATO

bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla
.
bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla
bla bla bla bla bla: bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla?
bla bla bla.
.
bla bla bla bla bla bla bla bla!
bla bla
bla bla bla bla.
bla.

DISCORSI SERI VOCE SEMISERIA TONO IRONICOAMAROGNOLO

bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla
eheheheeheheheheheh
bla bla
eeheheheeheheheheheh
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla eheheheehehehhe
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla eheheheeheh
bla bla bla bla bla eheheeheheheheh

ahahahahah

DISCORSI SERI VOCE ALLEGRA TONO LEGGERMENTE AUTOIRONICO

bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
ahahahahahahahhaahhahaahh
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
ahahahahaahahahahahah
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla blaahahahahahahahhaahhahaahhaahhahahahaahahhah
bla bla bla bla bla bla bla
ahahahahahahahahhahaahaahahah

DISCORSI SEMISERI TONO SARCASTICO

bla bla bla bla bla bla
bla bla bla
bla????!!!!!!
bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla
MAH
bla bla bla bla bla bla bla bla “bla” “bla” “bla” “bla”.
bla bla “bla” bla bla
UHM
bla bla
DICI?
bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla BLA

SARA’!

DISCORSI FRIVOLI VOCE FRIVOLA TONO FRIVOLO

blaaaa blaaaa bllllaaaaaa bbbbbbblaaaaaaaa blablabla
blablablablablabla:-))))));-))) :;:::;.))))))))O.o !!!!!!!!!!!!!!! :-DDDD??!!!???
“bla bla blablablabla bla bla bla bla bla” !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
uhauhauhauhauhauhauhauhauhauha
bla bla bla ????????????????
bla bla bla bla blaaaaaaaaAAAAAAaaaaaaaaa blaaaaaaaaaa bbbbbllllllaaaa
bla bla bla bla bla bla bla

CAZZI DEGLI ALTRI RANDOM VOCE CURIOSA TONO “VERAMENTE??!!!”

bla?
blablablablablablablablablablablablablablablblalbla
aria
blablablablablablablablablablablablabalblablablablabalbalablabalabla
blablablablablablablablablablabalbalbalablablablablabla
BLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLA

veramente?
sigh!

bla&bla?
blablablablablablablablablablablablabalblablablablabalbalablabalabla
blablablablablablablablablablablablabalblablablablabalbalablabalabla
aria
blablablablablablablablablablablablabalblablablablabalbalablabalabla

veramente?
contenti loro!

bla&”bla”?
blablablablablablablablablablablablabalblablablablabalbalablabalablablablablablablablablablablablablablabalblablablablabalbalablabalablablablablablablablablablablablablablabalblablablablabalbalablabalabla

hihihihihihihihihi

NO COMMENT!

bla bla bla bla?
boh

bla bla BLAH?
BLAH!

blah&blah?
blah!

bla bla bla bla bla?
bla boh bla boh bla bla bla boh

EMBE’!

CONSIGLI SERI, SEMISERI E SERIAMENTE INATTUABIILI

bla bla bla= bla.
hihihihihihihi
bla= bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla!
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla: bla? bla!
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla
ehehehehehehehehehehehehehehehehehe
facile no?

bla? bla bla bla bla?
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla
ahahahahahahahahahhahahahahahahaha
FACILISSIMO

CONCLUSIONI: VOCE DIVERTITA, TONO SMISURATAMENTE CALABRESE:

Ma éNriiiii, telapossodireunacòsa? MATULOSAI che l’asseterrestreconquelterremotollà hafatto un tot?! Ma non sarà che pocopoco ci ha sconquassato la testa a noi?!

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah !!!
può essere, PUò ESSERE!!!

A presto dai,
Io salgo o tu scendi,
dai settimana prossima, mi organizzo,
seeee, lo sai che sono giusto giusto dieci anni che ti conosco?
e allora?
allora alla parola mi organizzo mi vengono i brividi in corpo!
va bè, insomma dai, adesso stavo ad un matrimonio, e rientro che sono congelata…
va bè, a presto (-calabrese ancora-ma la gente ancora gli tiene di sporsi?!!!!)
ehhhh (mmm…bla bl…….) ciao è, ciao!!!!!!!
Va bbuò, a presto vero però!
A presto vero!

150 ANNI E QUALCHE GIORNO.
27 marzo 2011

Io i 150 anni di unità d’italia non li ho festeggiati.
Non ho messo la bandiera, non mi sono pitturata la faccia, non sono scesa in piazza. Di più, non ho sentito niente. Me lo sono lasciato scorrere così, quel giorno, aspettando di provare qualcosa, sperando di provare qualcosa per non sentirmi una specie di simil-leghista, orrore!
Ma niente.

Poi in questi giorni ci ho pensato, anche se sono stati giorni tristi e non lo so come mi ci sia uscito, di pensare ai 150 anni.

Ho pensato a quel monologo appassionato di Benigni, ed ho rispolverato mentalmente un pò di storia, quella studiata per forza e controvoglia sui banchi di scuola, della quale, con questa mia memoria “disinvolta”, mi rimangono ben pochi particolari ma si, un’idea di fondo, il gusto di sapere sempre da che parte stavo.

Fatto sta, che io, pensandoci, un pò mi sono data ragione.

Perchè se vogliamo proprio dirla tutta e in breve, il Risorgimento l’hanno fatto in quattro, quattro menti illuminate, una elite d’avanguardia che trascinava con se trecento anime, mille se girava bene, mentre il popolo sovrano rimaneva inerme, quando non prendeva le armi contro.

“….
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
ma s’inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.
…”

Se poi vogliamo guardare oltre, c’è un’altra pagina di orgoglio patrio nella storia italiana, l’unica che ci rende quel poco di dignità che ci sentiamo nel fondo del passaporto: la Resistenza. Altre quattro anime valorose. In croce. Pochi eroi svegliatisi non si sa come dalla fede fascista di cui tutti, tutti tutti, decantavano, convinti e patriottici, i valori.

La verità, è che posso ben dire che a parte l’eccezione di pochi, a parte le anime valorose alle quali dobbiamo tutto, il popolo italiano si è sempre trovato, adattato, arrancato, schierato, dalla parte sbagliata della storia, sempre in compagnia degli infami peggiori. Il popolo italiano è nella realtà cruda dei fatti un popolino, con una capacità direi quasi straordinaria di scegliersi in maniera sciagurata i rappresentanti peggiori, piccoli, imbarazzanti, disonesti, tutti con il metro miope delle proprie misere tasche, incapaci ed inutili.

Guardateci quà, adesso. In guerra o non in guerra, chi lo sà, decideremo. Guardeteci che squallore, che disperazione, quanta impensabile povertà morale. Con i nostri governanti ignoranti, presuntuosi, potenti. Quella schiera di leccaculo spiazzati dal non aver quasi più nemmeno il culo da leccare. Qualcuno di loro considera addirittura un affronto l’aver esposto il tricolore, in quel giorno di festa non festa. L’affronto al Nord laborioso che paga per lo sporco Sud. Quel secessionismo travestito ma nemmeno troppo da federalismo. ma di che vogliamo parlare.

Se avete esposto il tricolore siete più speranzosi di me, credo, a voler sottolineare che se siamo un branco di infami qualcuno però di diverso c’è stato.

Ma guardateci quà, Cavour, Mazzini, Pisacane, d’Azeglio e Garibaldi…per chi siete morti voi?

“ogni mia ricompensa io la troverò nel fondo della mia coscienza e nell’animo di questi cari e generosi amici… che se il nostro sacrifico non apporta alcun bene all’Italia, sarà almeno una gloria per essa aver prodotto figli che vollero immolarsi al suo avvenire”

Qualcuno c’è, si, qualcuno c’è…

TRA LE ALTRE COSE!
22 marzo 2011

Certo, facile non è.

“Mollare le menate e mettersi a lottare”, così diceva qualcuno.
Io, ho fame.
Un pò freddo.
E sonno.
Ed adoro essere me, tra le altre cose.

“Tu non sai campà”, così diceva qualcunaltro.
Già.

Però mi piace!

NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE!
21 marzo 2011

“quanto manca?”
“un quarto d’ora”
“possiamo ancora vincere!”

Ecco, simpatico e divertente, questo film. Da ridere ridere. Proprio carino! L’unica cosa è che alla fine mi sono commossa…

E mi sembra pure di stare bene!!!!!!!!!!!

ps. ho fame!
vorrei delle patatine fritte, con il ketchup e la mayonese. Oppure una pizza. Adesso chi me lo porta il cibo a quest’ora???? Ecco, il mio corpo inizia a somatizzare. E te pareva a te!!!!!!

CERCASI ARGOMENTI!
20 marzo 2011

Non ho niente da dire, se non che l’altra sera tornavo a casa mi ha fermata la finanza: avevo bevuto, non tanto, sia chiaro, ma quanto basta per. Non mi hanno fatto il palloncino, cercavano altro ma io ed altro non siamo frequentatori nemmeno occasionali. (L’unica cosa è che mentre loro cercavano altro, io mi vergognavo tantissimo per quello che nel frattempo trovavano nella mia macchina: guinzagli, collari, peli di cane a volontà, discreta quantità di sabbia, resti di bottiglie d’acqua già bevuta, piatti e bicchieri e pentole chi lo sa perchè, innumerevoli giubbini, qualche sciarpa, i guanti, sacco della palestra al profumo di menta fresca, fogli vari)

Oggi, tornavo a casa da un pranzo fuori, mi hanno fermata i vigiliurbani di Porto Sant’Elpidio. Avevo bevuto, non tanto, sia chiaro, ma quanto basta per. E, per giunta, parlavo al telefono (mannaggia a te Valentina!). Sull’orlo dello sfacelo, mi ha poi salvata Irina, dando così un senso alle ore che passo al telefono ad ascoltare le sue varie vicissitudini a sfondo pseudo-sessuale, chiedendomi ogni volta perchè la ascolto (a parte che per il fatto che, tutta completamente scema e “criminale” come è, una parte di me sente la sua solitudine e le vuole smisuratamente bene).

Bene.

I miei tre punti della patente sono integri, e niente non è.

Dopodichè volevo dire: non è che sto mangiando un pò troppo fuori, e bevendo un pò troppo quanto basta per, per essere una a DIETA FERREA???!

Si ok, sono a corto di argomenti, questo sembra più lo status di facebook, in effetti. E’, ma non è che sia sempre facile così, togliersi le vecchie e stupide abitudini!!!!

E ALLORA NON SCRIVERE!!!!
19 marzo 2011

Volevo scrivere un post sul Giappone, uno sui centocinquant’anni, uno sulla Carfagna e l’amante Bocchino, e un altro sul fatto che il mio account di facebook è stato visto rimaterializzarsi magicamente ormai da più persone e la cosa un pò mi inquieta.

Solo che.

Il Giappone ed i centocinquant’anni esigono una concentrazione che non ho. Sono a rischio retorica o anche eccessiva freddezza. La Carfagna va bè, rischio la volgarità, anche solo a pronunciare i nomi. E facebook, è un pò inquietante ma anche parecchio marginale: che lui o chi per lui faccia un pò come gli pare, ma chissenefrega!

Stamattina gli uccellini cantavano vigorosi, e avrei voluto scrivere che anche loro sono pieni di energia, che gridano al mondo che il peggio è andato, l’inverno è passato, quella stagione stronza che ti sfonda i nidi con la neve pesante, con i gatti dispettosi, con il vento gelido, e che non ti fa trovare da mangiare mai, a parte qualche verme intontito e gelido, che non toglie la fame e ghiaccia lo stomaco.

Ma poi l’idea non si tramuta in emozioni, non comunica ciò che vorrei, rimane un racconto senza anima e pure noiosetto.

Il problema, in realtà, è che non ho proprio voglia di scrivere.

Mi sa che rivoglio indietro la mia malinconia!

VIVA L’ITALIA, L’ITALIA DERUBATA E COLPITA AL CUORE. VIVA L’ITALIA, L’ITALIA CHE NON MUORE.
17 marzo 2011

E’ passato un anno, e ci è voluto tutto.

Ieri sera tornavo a casa ed avevo l’impressione, assoluta, di non essere mai stata bene così in vita in mia.

Se penso alle sensazioni, le sento ancora sulla pelle: il profumo, gli odori, l’aria frizzante della mattina presto, la luce opaca che filtrava dalle vetrate sul mare ad illuminare due corpi addormentati nudi in un divano, stretti in un abbraccio troppo denso per poter credere che fosse l’ultimo.
Penso a me clandestina dietro a quei vetri, alla porta, nei messaggi, giù per strada, in spiaggia, testarda, in balia delle emozioni, in bicicletta, a piedi, con la macchina nascosta da qualche parte, in lotta con il destino, e arrabbiata con me, anche.
Oh, una fatica immane arrivare fin quì. Un tempo interminabile. Ma la memoria è clemente, è amica, lei riesce a colorare di buono pure i momenti in cui ti sembrava di morire, pure quelli ancora peggiori in cui volevi uccidere, quelli in cui proprio non ce la facevi.
Ecco, se guardo indietro mi sembra tutto bello, quasi.
Senz’altro pieno, il cuore pieno, la testa piena, gli occhi pieni, le mani piene. E’ incredibile quanta vita puoi immagazzinare dentro mentre ti sembra di non poter vivere nemmeno un minuto in più.

Penso alla prima passeggiata in spiaggia, su e giù per un tratto solo, dopo tanto tempo, con la tuta rossa, seduto sui vasi ed io per terra sulla sabbia ad abbracciare il polpaccio, con la guancia appoggiata al ginocchio. Poi sopra ad una macchina, un pò sulle nuvole.
Penso alle parole titubanti, alle paure fluide, al tremore delle mani, alla speranza che non fosse troppo tardi, alla certezza che fosse ancora tutto lì, nello spazio breve tra gli occhi fieri delle ragioni e gli occhi negli occhi, a quell’abbraccio forte e a quel bacio pauroso ma pieno di passione e di tutta la forza per provarci.

Penso a tutti quei discorsi, alle recriminazioni, alla rabbia, a fare l’amore, sentirlo l’amore, e poi giù giù giù verso le tenebre. A quel libro con il post it e la voglia di mandare tutto all’aria, all’incredulità, allo sguardo difficile verso il futuro. Penso a tutte le volte che avrei dovuto dire basta, ai limiti che non avrei dovuto superare, e poi a quel qualcosa dentro che mi obbligava ad esserci.

Penso a quella specie di centro commerciale non so nemmeno dove, a vedere un regalo per un matrimonio al quale non sarei stata, alla pizza e la coca cola, alla pipì che scappava e poi in bagno quella mia faccia riflessa con uno sguardo che non avevo visto mai. Ai discorsi in macchina, alla distanza siderale di certe volte.

Penso alla fede al dito, a come per mesi e mesi ho continuato a sentirne il contatto anche se non c’era più, e chissà poi dove l’ho messa. Penso a quello scoglio con lo stesso ricordo, al vento forte ed io a ripararmi dentro di te.

Penso al balcone di Numana, con il gelato buono, i ricordi brutti, l’azzurro del mare spalancato davanti, tu di spalle sulla balaustra ad un millimetro dagli occhi miei e lo stesso pensiero “hai mai desiderato di vedere dai miei occhi”.

Penso ad un altro gelato, in quella specie di amache di vimini intrecciate, con le gambe intrecciate le mani intrecciate, le bocche e gli occhi intrecciati tra loro, a pensare a quanto complicato fosse tutto e quanto semplice fosse quel momento, “si potesse curare tutto solo con i baci”.

Penso a te che mi vieni a prendere a casa, io che mi metto il rimmel con lo stereo a palla, che mi vesto bene, mi curo un pò, e poi ti vedo dalle persiane lì sotto in macchina, dall’altra parte della strada ad aspettare, e sento una stretta al cuore per questi passaggi che ci siamo persi, per la nostra storia che ha bruciato tutto e subito senza fermarsi mai. Penso a come torniamo a casa insieme, ubriachi come due adolescenti, sporchi di fango, di sangue, di vino e di vita.
Penso alla Grecia, alla barchetta tua che starà ancora lì, ormeggiata al centro di quella baietta felice sopra le rovine di una terra antica, sprofondata appositamente per creare un angolo di paradiso.

Penso al dopo, a quando poi tutta ha iniziato a dover girare solitario nella mia testa. A quando ero l’unica interlocutrice, a come mi sono dannata l’anima nel tentativo di far quadrare un pensiero uno. Di trovare quel dannato senso che finchè non lo trovo tanto non lo mollo.

Fino ad arrivare quì. In questa mattina dal sole malato, con la bici viola ed una bottiglia d’acqua sul cestino, a vagare per il centro deserto e impacchettato di tricolore, con le bancarelle, il profumo dell’arrosto, e tutti questi ricordi in fila con il permesso di riaffiorare senza fare male.

Perchè, adesso, riesco a sentire pure quello che non si sentiva più, dalla parte che non ero io. Riesco a sentire come, in che modo, forse anche perchè. Riesco a capire che poi alla fine la tua disperazione non era, per forza, come volevo io, perchè ci fosse ancora l’amore. Ma davvero, perchè non c’era più.

Era vero. Poteva essere. Può finire.

Quanta fatica queste sei parole.

Ora sento l’aria che sa di primavera, in una giornata che mentre scrivo è tornata grigia e semi-invernale, in cui i cani stanno al riparo, tutti e due arrotolati in una cuccia sola, come quando era freddo freddo, in una scena così tenera da togliere il fiato.

Ora sento che l’inverno è passato, e sento quasi la necessità di chiedere scusa, scusa per non aver capito, per la testardaggine prima, durante, dopo. Scusa per doverci arrivare sempre da sola, ed a modo mio, con il tempo mio. Scusa per l’amore complicato, il disamore difficile, la rabbia sterile, le bassezze che ho cercato di evitare ma che ahimè mi sono uscite pure quelle.

Ed ho scritto un messaggio di scuse. Un bel messaggio. L’unico che potevo inviare, che non riguarda tutto questo ma che lo stesso mi ha fatto sentire leggera leggera leggera.

A VOLTE IO RIMANGO SENZA PAROLE. PARE IMPOSSIBILE, MA è VERO!!!!!
16 marzo 2011

A volte io rimango senza parole. Pare impossibile, ma è vero!!!!

(che ho capito che uno fa le scarpe, non si interessa di politica e nemmeno di storia, ma chiedermi QUANDO GIOCA L’ITALIA?…mi pare un pò troppo…)

Dio ci salvi!

PUNTI DI VISTA!
16 marzo 2011

Temo di non potermi nemmeno lamentare delle manchevolezze altrui, che se poi funziona come metodo, tipo che ricevo che ne so, un orologio d’oro per ogni altrui manchevolezza, poi sono certa che si diffonderebbe la voce, ed allora spunterebbero immediatamente fuori pure i miei pretendenti (che non sono quelli a cui piaccio, ma quelli che PRETENDONO l’orologio d’oro da me!).
Ecco, mi toccherebbe prendere un mutuo!

Quindi, ragazzi, è tutto ok. Ma figuriamoci!!!

Comunque, Platone diceva tipo che gli uomini condannano l’ingiustizia quando “temono di poterne essere vittime, e non perchè aborrano di commetterla”. Ti conosceva Platone: se il mondo è ingiusto contro di te, il mondo è ingiusto- il mondo è ingiusto- ilmondoèingiusto ilmondoèingiusto ilmondoèingiusto ilmondoèingiustoilmondoèingiustoooooooooo. Se il mondo è ingiusto ma tu ne trai beneficio, è una FIGATA – scusamihodafareciao. E’ un concetto semplice. Lineare.

Ecco. Per fortuna il mondo non è ingiusto, e una figata diventa sempre un’ingiustizia prima o poi, esattamente nello stesso momento in cui un’ingiustizia diventa una figata.

Dipende sempre da dove la guardi.

Altrimenti, in parole più povere, si dice così: èèèèè, la ruota gira, non lo sai???! Di solito però anche questo lo si dice per consolare chi è momentaneamente sotto la ruota, perchè ad uno che sta all’apice non sia mai, a ricordarglielo!!!

Però, ci ho pensato attentamente a questa cosa.
Ed ho capito che io che un’ingiustizia è un’ingiustizia anche quando ci guadagno io, non è che sono tanto intelligente. Pensavo di più. Perchè alla fine mentre ci guadagno io c’ho i sensi di colpa grossi come le case, e quando poi inizio a pagare, non mi posso lamentare perchè una volta mi ricordo che ci avevo guadagnato!!!!

Però, questo ti volevo dire, tu adesso goditi la figata.

E quando diventerà poi un’ingiustizia, l’unica figata che vedrò io, sarà quella di non sentirmi costretta ad ascoltarti mentre mi racconti l’ingiustizia l’ingiustizia l’ingiustizia l’ingiustizia l’ingiustizia lingiustiziaaaaaaaaaaaaa.

Poi alla fine ti ascolterò lo stesso, perchè sono così, io, ascoltatrice! Però sarà una libera scelta. Ed è bello essere liberi di scegliere. (Poi che io scelga male, oh, punti di vista!)

POST POST-MALDITESTA ACUTO!
11 marzo 2011

Per esempio l’aulin è INSOSTITUIBILE.
Poi è insostituibile la mamma, per insopportabile che sia.
E di insostituibile c’è poco altro.
Volendo essere generosi ci sarebbe la Nutella, ma poi in mancanza una spalmabile Novi ti consola.
È, si, insostituibile il caffè, la mattina. Roma in caso di astinenza. La malboro light – quando non hai smesso- l’acqua se hai proprio sete, la corsetta in caso di nervosismo andante. Sì -il sole, la fede se ce l’hai, Del Piero ma gli allenatori non lo sanno, Berlusconi speriamo, Isoradio sotto le gallerie.
E basta, direi. Tutto qui.
Ah-la benzina, lo so, sarebbe meglio non sostituirla (!), e l’Amore. Si anche l’Amore é insostituibile. Ma Quello, per fortuna, é raro!

POST POCO IMPORTANTE AL POSTO DI UN POST IMPORTANTISSIMO
9 marzo 2011

Pochi minuti fa, guidavo per tornare a casa, ed ho fatto una riflessione. Una di quelle che ti vengono fuori dal nulla e che formuli come fossero quadri. Un’opera d’arte di riflessione.
Ho praticamente scritto tutto un post mentale.
Una cosa importantissima.
Ho pure preso il telefono per appuntarmi due tre concetti chiave, per non perderli.
Guidavo come quando guidi mentre scrivi, cioè con lo strato subcosciente attentissimo alla strada e quello cosciente intento a scrivere, quando lo strato subcosciente ha rilevato la presenza di una paletta, e subito l’ha detto allo strato cosciente, che però stava formulando una frase e non voleva essere più di tanto disturbato. Allora lo strato subcosciente ha proprio urlato di starlo a sentire, che c’era un problema, e quello cosciente ha frenato e contemporaneamente realizzato che ci mancava poco che investisse il poliziotto.
Purtoppo però, lo strato subcosciente, che aveva assolto al suo compito in maniera impeccabile fino a quel momento, invece di mettersi da parte e lasciare fare allo strato cosciente più adatto a certe situazioni, ha subito, per associazione di idee, tirato fuori dalla memoria quella volta, non moltissimo tempo fa, in cui lui evidentemente dormiva mentre il suo amico cosciente guidava e parlava al telefono. Quella volta, in breve, la polizia mi ha fermata, ed io, solerte, mi sono tempestivamente fermata, ho abbassato il finestrino, e continuando a parlare tranquilla al telefono ho fatto, seria, cenno con l’indice al poliziotto di aspettare un attimo, che avevo quasi finito.
Il ricordo mi ha provocato risate convulse, e mentre quella volta era finita che il poliziotto aveva aspettato ed io, una volta chiuso e resami conto di cosa avevo combinato, sono impallidita balbettando mi scusi tanto tanto era una cosa veramente importante, mentre lui mi guardava come si guarda un extrterrestre, e poi, mosso da non so cosa, ma credo pietà, mi ha detto severo se ne vada, questa volta è finita che io volevo piangere chiedere scusa appellarmi al suo buon cuore spiegare che non stavo usando il telefono ma solo scrivendo sul blog (che non so se ci sia una norma apposita nel codice della strada che vieta di scrivere sul proprio blog mentre si guida, devo controllare!!!), ma invece di fare tutto questo continuavo a non poter dire una parola perchè ad ogni tentativo avevo davanti la scena di quel dito che diceva un attimo e mi veniva da collassare, come sempre ti viene da ridere a crepapelle per una stronzata che non ti farebbe ridere mai, se non che nel momento in cui proprio non potresti ridere ti sembra la cosa più divertente del mondo, arrivi ad avere quasi i conati di vomito per il gran ridere. Sicchè provavo a parlare e non facevo altro che soffiare con il naso e poi ammutolire, con la faccia tra il colpevole, l’impaurito e l’altamente divertito. Fuori controllo pensavo è la fine. Ma la fine è stata non quando quello incazzato nero mi ha fatto il palloncino (rilevando al massimo i due litri d’acqua che anche oggi, metodica, ho bevuto!), e nemmeno quando, in silenzio pure lui, ha cominciato a scrivere ed è tornato con un bel verbale comportante la decurtazione di punti numero cinque. Me lo meritavo, ed infatti, sempre soffiando con il naso, gliel’ho detto. Ha ragione lei, mi scusi. La fine è stata quando, tornata a casa, ho fatto il numero verde e scoperto che mi rimanevano sette punti, che meno cinque, se non erro fa due. Ecco.
Questo fatto increscioso 1- mi ha fatto immediatamente smettere di ridere, tanto da non trovare più per niente divertente quel fatto del dito indice 2- mi ha completamente cancellato dalla memoria la cosa importantissima che volevo scrivere.
Persa.
Ma proprio non mi ricordo lontanamente nemmeno l’argomento.
Maledettissimi sbirri, avrei dovuto continuare a scrivere, e dire ASPETTA UN ATTIMO pure a lui!

IL POSTO ERA MIO MA NON ERA IL POSTO MIO
6 marzo 2011

Insomma. La settimana scorsa nella capitale per colloquio interessante,soprattutto dal punto di vista che essendo veramente ispirata ma non essendo più sicura sicura di volerlo,un cambio così cambio di vita,li ho brillantemente convinti tutti. Devo aver dato l’impressione di una che non si butta a capofitto presa dall’ostinazione e dall’entusiasmo-cosa che avrei senz’altro fatto fosse stato il colloquio qualche tempo fa-ma una che pondera attentamente le cose,che considera anche le difficoltà,i cedimenti,i lati no,e che ciononostante ci prova,comunque piena di dubbi-cosa che proprio non sono io!O forse sono troppo modesta,forse hanno semplicemente capito che sono proprio adatta a quel ruolo,dubbi o non dubbi,e adesso per questo mi chiedono comunque di non rifiutare,o per lo meno di rifletterci bene.
Io, chiaramente,non ci rifletto affatto, la pancia dice no e le decisioni importanti le ho sempre prese con la pancia. Ho spesso sbagliato, si sa, però non me ne sono pentita mai.
Oggi Roma di nuovo-ma solo per un aperitivo, per due chiacchiere di notte con un’Amica, per respirare un po di quell’aria senza pari, e infondo solo perché mi va e perché il fatto che mi vada mi sembra un motivo necessario e sufficiente.
Domani vengono a montare il bancone e sono lì-pomeriggio a Porto Recanati che qualcuno a Romeo dovrà pur dirglielo che mi ha convinta,che può mandarmi sua figlia e portarmi il gelato che resto qua.

Ora-con l’aiuto della tecnologia-scrivo dall’autogrill,mangio un muffin al cioccolato,prendo un caffè,mi sento bene ed ho pure mezzo abbordato un cameriere,bruttissimo per la verità,che siccome credendosi,penso,un gran figo, mi fissava, io sono diventata tutta rossa,e lui deve aver scambiato questo come segno di interesse-mentre è solo il segno che sono matta,o forse solo timida!insomma comunque non riesco a spiccicarmelo.

Ecco,messa così,sembra quasi che io abbia ancora una vita  movimentata.
Infondo basta sempre sapersele raccontare!

ENNE O.
5 marzo 2011

Io ci sono. Non è questo il problema.
Ho detto l’unica cosa che non devi fare è dirlo a me, perchè mi si era gelato il sangue e non sapevo come altro dissimulare. Era per te più che per me, perchè sapevo che in quel momento avrei dovuto rassicurarti ed invece mi era preso il panico e un discorso rassicurante non riuscivo a farlo quadrare.
E’ stato solo un attimo, ma so che ti è dispiaciuto e mi dispiace infinitamente. Ci mancherebbe pure che adesso oltre alla preoccupazione tu c’hai pure il senso di colpa, ed io il senso di colpa per non averti tolto la preoccupazione e per averti fatto venire il senso di colpa!

Insomma un casino, come al solito!

Puoi contare su di me. E tu lo sai, inutile che sto quì a scriverlo.
E’ una vita che è così, e questa cosa che è passata e come un uragano si è portata via gran parte di me, non porterà via pure questo.
Quindi non chiedermi scusa e non farmi pensare che ci pensi.
Qualsiasi cosa succeda, rimango sempre, come sempre, il primo numero da fare!
E NO. Negativo. Non succederà proprio niente!

MANUALE PER ARTISTI RINCOGLIONITI: CHE NE PENSATE DELLA PENSIONE?!!!
4 marzo 2011

Come rovinarmi per sempre in una volta sola un regista stimato, un attore amato ed un mito!

Un film più imbarazzante che pietoso!

PS.(un americano che parla italiano, lo stereotipo del coglione…perchè proprio LUI??????!!!!!!!!)
mah

“IO CAMMINO IN FILA INDIANA”
3 marzo 2011

L’ho incontrato per caso per strada qualche giorno fa.

Nell’entusiasmo di averlo riconosciuto e di avergli tipo mezzo sorriso, che io è già tanto che per strada riconosco mio fratello, non mi sono nemmeno ricordata di una cosa brutta.
Ho pensato, come sempre penso quando qualcosa mi entusiasma, che non fosse una casualità, ma non capivo perchè non lo fosse.
Poi sono entrata alla Feltrinelli, dove sempre entro quando sono lì, ed ho visto che era appena uscito un suo libro. Allora ho deciso che fosse quella la non casualità, ed ovviamente ho comprato il libro.
Poi ho girato altre due ore per strada cazzeggiando, pensando che a rincontrarlo magari me lo facevo autografare.
Ma insomma, quando cerchi si sa non trovi, e poi, se mi conosco un pò, non gliel’avrei mai chiesto l’autografo, e sarei stata semplicemente lì a raccontare con doppio entusiasmo questa doppia non casualità. Che però anche la casualità non è mai doppia. Di solito.
Il libro l’ho letto quasi tutto in pullman, quasi perchè poi ad un certo punto mi veniva da vomitare, non perchè fosse vomitevole il libro ma perchè al pullman non ci sono abituata, e tutto è una questione di abitudine. Chiaramente è geniale, il libro, ma io quando sono entusiasta non faccio nemmeno tanto testo.
Stamattina, e solo stamattina, mi sono ricordata che Ascanio Celestini avrebbe dovuto ricordarmi una cosa brutta. Ed ho pensato che un ricordo brutto, anche quando è veramente brutto, è una cosa bella, quando per venirti in mente ci mette un lasso di tempo così.

Troppo bella!!!

SOGNO O SON DESTO?!
2 marzo 2011

Allora:
Avevo appena scoperto che la mia laurea non valeva più, mi era stato annullato l’esame di diritto costituzionale.

Mi rimettevo a studiare, ma il testo era composto di soli sei articoli, ed io lo dovevo imparare a memoria:
(con tono solenne, scandita, proclamata. Prova –
ART 1-FINALMENTE L’italia è una repubblica democratica fondata sul buonumore.
ART 2 -La sovranità appartiene al popolo, che attraverso il diluvio suffragio universale la trasferisce a Berlusconi, il quale finchè campa per i cinque anni successivi (salvo decreto mille proroghe) può fare il cazzo che come gli pare e nessuno gli deve rompere i coglioni Maroni.
ART 3- Tutti i procedimenti di promulgazione normativa sono abrogati in favore di un criterio unico, più snello e lineare finalizzato a risolvere i problemi del suddetto despota ad una più efficace governabilità: Leggi, Decreti legge, Decreti legislativi, senza differenza alcuna, entrano in vigore, con effetto immediato e talvolta, se così decide il capo anche retroattivo, nel momento in cui sono pronunciate dal Presidente del Consiglio, che è tale in virtù del sopracitato mandato del popolo rincoglionitosovrano (non lo dimenticate).
ART 4- Vengono altresì abrogate la Corte Costituzionale, la Magistratura, la Presidenza della Republica, l’Opposizione tutta intera che un gran danno non è. Le loro funzioni sono attribuite, ad interim, al presidente del consiglio, fino a nuovo ordine.
ART 5- Tutti i cittadini con esclusione di Silvio Berlusconi e i suoi compari i cui nomi figurano in un elenco non tassativo ma esemplificativo, hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso età razza opinioni politiche tranne i comunisti
ART 6- Norme di chiusura: Per qualsiasi problema di ordine economico, lavorativo, matematico, filosofico ed altresì sentimentale, il Presidente del Consiglio mette a disposizione il suo numero di cellulare privato e si impegna a rispondere giorno e notte a tutte le femmine del paese purchè giovani belle ed anche un pò zoccole a qualsiasi cittadino al fine di fornire dietro la corresponsione di prestazioni pseudo sessuali gratuitamente un aiuto concreto nonchè un valido ed impagabile sostegno psicologico.

Inoltre:

Di Martedì e Giovedì non potevo più scrivere in questo blog. E per la par condicio dovevo dare la password a quello schifoso di Ferrara, che scriveva al posto mio nei giorni dispari.

Avevo le idee confuse: non sapevo se mi fossero state INCULCATE dai miei genitori, o se fosse stata tutta colpa della scuola pubblica. (E pensavo che infondo infondo poteva pure essere che in realtà fossi lesbica, e siccome quello là diceva che i gay non avrebbero mai avuto una famiglia come la intendeva lui, io iniziavo veramente a farci un pensierino…)

Se eri simpatico, alla fine ti fottevano invitavano al Bunga Bunga.

Che paese di merda stravagante! Poi menomale che mi sono svegliata…