Archive for marzo 2010

niente è scontato ma qualcosa è certo
25 marzo 2010

Avevo scritto un post, ma poi si è trasformato. Era per chi lo sa, e perchè non si può riparare ad un errore con un errore.
Era per dire che sento una scintilla abitare dentro di me, ed è un bel sentire. E’ una scintilla che mi incendierà, e ho finito pure gli estintori.
Ma vuoi mettere l’emozione di morire tra le fiamme piuttosto che il lento e vuoto sopravvivere?
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insegnamenti
20 marzo 2010

Siete mai stati sotto coperta in una barca con il mare in tempesta???ecco, i movimenti volontari ti sono impediti. se ti lasci andare vieni sbattuto di quà e di là senza tregua e ne esci con le ossa rotte, per restare fermo ti devi puntellare mani e piedi, ed è uno sforzo sovraumano. Puoi provare ad uscire fuori, conquistare faticosamente una postazione seduta, prendere tutto il freddo addosso e tutto il sale in faccia, aggrapparti forte al timone e, come al solito, aspettare che passi. Prima o poi passerà, anche se poi continui a portartela dentro come puoi. Alla fine sei pieno di lividi, per un pò continui ad avere la nausea, poi ti godi la quiete e sei tentato di buttarti in acqua e non risalire più. Che poi, non si può dire che non sia una saggia decisione.

estate dura, o estate da disoccupata?????
9 marzo 2010

Ieri sera sono stata rapita da un libro di cui non mi ricordo nè titolo nè autore…l’ho preso dalla libreria alle 20.30 quasi ad occhi chiusi, ho guardato la copertina e pensato che non l’avevo letto, o per lo meno non me lo ricordavo, che più o meno faceva lo stesso. Non avevo voglia di iniziare uno dei libri che sono in fila per essere letti, perchè avevo molto sonno e poca concentrazione…leggerò due rghe e cadrò in coma profondo più di sempre, data la stanchezza accumulata. Ed invece, era bello. Ma non bellissimo che uno dice questo è bellissimo me lo devo gustare con calma. Era bello che ne avrei anche potuto fare a meno, ma che non riuscivo a smettere. Bello come una droga, una cosa da cui non ti riesci a staccare anche se sai benissimo che non ti dà niente e non ti serve niente. Bello che però ogni tanto saltavo pure qualche riga, che le descrizioni erano noise senza colore e poco interessanti, e l’unica cosa che ti teneva lì era la bramosia del finale.  Insomma, erano le tre e mezza e nonostante ogni tanto mi si addormentasse un arto tanto si sta scomodi a leggere a letto, ero ancora lì sveglia e desiderosa di sapere come sarebbe andata a finire. Che poi, finiva con la morte di lei. Cosa che mi ha di conseguenza rovinato quelle tre orette di sonno che mi rimanevano. Così stamattina alle sei mezza la sveglia che suonava era la giusta musica di sottofondo per i sogni folli che la mia mente organzzava per non essere costretta a svegliarsi, e quando ho capito che non erano gli strumenti usati dai ladri indiani per segare le inferriate che non ho alle finestre, ma semplicemente la nuova suoneria-alarm del mio cellulare, era irrimediabilmente tardi. Per strada ho notato che nessuno aveva avuto la sventura di trovarsi quel libro tra le mani, ieri sera, perchè tutti andavano molto piano con le macchine, chiaro segno che avevano riconosciuto subito il suono della sveglia. Io suggerirei, se mi posso permettere, di puntarla un dieci minuti dopo la sveglia, per concludere così il sonno ed evitare le pennechella in mezzo alla strada, che c’è sempre qualcuno che magari ha dei problemi e va di fretta. Senza contare che sia il pasticcere che la panettiera hanno tenuto a precisare, entrambi, che stavano scommettendo sul fatto che sarei arrivata io e non elis stamattina, dato il ritardo che il mio socio rain man non fa mai. E certo, non sa leggere!!!!E poi pasticcere e panettiera, se vi piace il gioco d’azzardo ci sono cose pi interessanti su cui scommettere!
Va bè. Tanto sarà mio socio per molto poco ancora. Giusto questo mese, e poi si vedà. Si profila di nuovo un bivio, ed io certo io non mi tiro indietro.
Una società è come un matrimonio, mi dicono. E  non è la similitudine migliore per convincermi ad accettare compromessi. Che di sicuro non ho tutte le ragioni, lo so. O meglio, so di avere tutte le ragioni, ma so anche che se vuoi proprio sempre farle valere tutte, le ragioni, dovresti evitare di scegliere fin dal principio. Ma io mi sopravvaluto, e quando scelgo sono sicura che poi ce la farò, salvo poi trovarmi di fronte a delle cose abnormi che mi vengono fatte e che mi risultano intollerabili ed imperdonabili. Mi chiedo se poi anche quelle dovrebbero essere accettate, dato l’atto di fede iniziale. O se al contrario dato l’atto di fede iniziale certe cose non dovrebbero essermi fatte. E concludo che forse non importa ciò che dovrebbe, importa che non è mai tardi per prendere coscienza e decidere di seguire la propria strada, anche se non è quella più comoda nè quella più veloce e nemmeno quella consigliata da michelin. Anche se non è quella che ti saresti aspettata da te, che da te ti aspetti sempre troppo. Così la mia strada che mi ha fatto già impacchettare tutto, sacchi sacchetti e scatoloni, forse alla fine di questo mese mi ricorderà di nuovo che sono una nomade. Il coraggio non mi manca, nonostante le solite paure, e nonostante tutta la consapevoleza che prima o poi, qualche compromesso, mi toccherà pure accettarlo. Ma non adesso, non ancora.