Archive for novembre 2009

TEMPO AL TEMPO
13 novembre 2009

Il tempo mi frena. Ma poi m accelera. Scatto. E poi mi fermo. Forse se sto ferma non mi vede e non passa. Passo inosservata. O forse devo correre. Così se corro alla sua velocità non mi sorpassa, e rimaniamo sempre uguali, io e lui, alla stessa altezza. Sarà perchè non mi basta mai, che il tempo mi ossessiona così. Perchè mi sveglio al mattino e già so che 24 ore non basteranno, che ne vorrei almeno il doppio, per dormirne il triplo e moltiplicare il quarto che resta. Poi invece tutto mi scivola dalle mani e allora divento nervosa. Perchè nel mio cervello tutte le cose sono "che ci vuole"…ed invece poi ci vuole tempo e mi torna l’ossessione. Ecco il tempo non mi piace.

E poi non mi piace essere grande, dover prendere tutte queste decisioni ogni momento, e poi sentirne il peso, ma solo dopo un pò, proprio lì, tra il collo e la spalla destra. Quando sei piccola il tempo è buono, perchè è presente e basta. Tu non devi scegliere, progettare, programmare. Tu devi vivere. Poi quando è ora qualcuno ti lava il musetto, ti asciuga e ti mette un fazzoletto sotto il naso, e a te non rimane che soffiare, se hai il raffreddore. Invece il tempo adulto è un antipatico. Fa finta di niente e ti spia da lontano, poi ti entra in casa e ti chiede dove sei stata invece di cucinare, e come ti sei permessa di fermarti a guardare il mare, oggi che invece alle tre dovevi essere contemporaneamente in ufficio, al corso SAB ed in studio, e poi al locale Elis era da solo. Oggi, che come sempre, e come tutti, hai corso tra una cosa e l’altra arrivando sempre tardi e chiedendo sempre scusa per il ritardo. Oggi che poi in fin dei conti avresti voluto essere un tot di km lontana. Che prendo la macchina e che ci vuole, e invece un pò ci vuole e mi si chiudono gli occhi non si può fare, e allora torno a casa e lo ritrovo lì, il tempo, che non ha sparecchiato nè stirato i panni, ma se ne stà con i piedi sul tavolo come fosse il padrone. Prima non mi facevo comandare così, sarà la sveglia che suona troppo presto, o sarò io, che sono invecchiata. In ogni caso, c’è sempre lui di mezzo. Appunto. E per di più, nel frattempo, mentre dormo (perchè è pure vigliacco) mi sbianca i capelli. No. Non mi piace il tempo. E’ un presuntuoso cinico ed indifferente. Che ti fa le domande e non ascolta le risposte, perchè in realtà se ne frega se a te viene da ridere, da piangere, o se, come dice jovanotti, non riesci più a sentire niente. Lui dà sempre per scontato che te la cavi da sola. E se poi non te la cavi non è che si ferma a darti una mano. Lui va, e allora vai….

Vai pure, tanto sei solo uno stupido metodico, e non ti accorgi che a giocare sono io, che salgo e scendo dai tuoi presunti treni come voglio io, così alla fine arrivo dove voglio oppure rimango quì, che magari è la fine del viaggio ed è il punto più lontano da raggiungere. Che anche se comandi non mi fai paura. Perchè i tuoi ritmi non li rispetto, e per rigirare la mia vita come un calzino ti guardo dritto negli occhi e ti scomodo solo un istante, e poi tentenno per un’ora al supermercato per scegliere tra le macine e il pan di stelle. E certe volte le decisioni importanti le lascio al destino, che mi piace il destino, perchè è di poche parole ma sa quello che vuole. L’importante è sorridergli, e sapersi in grado di andare avanti. Il resto conta il tempo di un lampo nell’universo.

Oggi avrei voluto avere venti anni. Allora avrei preso le mie valigie, e me se sarei andata lontano lontano lontano. Avrei raccattato le mie cose alla rinfusa, perchè al gene del disordine è inutile opporsi, e sarei partita, via di quà, via da questa italia ormai indecente, da questa politica indegna, da questa ormai non civiltà. E poi via da queste quattro mura, dalle mie ragioni, dalle tue ragioni, dalle ragioni di un pubblico che non vedo e non sento ma che recito a memoria. Via con la gola annodata, lo stomaco intrappolato, gli occhi strizzati di lacrime non piante, ma tutto un futuro di speranza spalancato davanti.

Ma il tempo è passato, venti anni pure, e di partenze ne ho conosciute troppe, per non aver imparato a restare. Incollata al presente. E anche un pò felice di tutto quel che è stato e che sarà.

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L’AVVOCATO DEL DIAVOLO
1 novembre 2009

Al Pacino: "Per chi è che ti incolli tutti quei mattoni si può sapere??? DIO?? ‘è così??? DIO??? Kevin ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio.
A Dio piace guardare, è un guardone giocherellone, rifletticci un po: lui dà all’uomo gli istinti, ti concede questo straordinario dono e poi che fa? te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento, per fare il suo cosmico "spot pubblicitario", FISSA LE REGOLE IN CONTRADDIZIONE. Una stronzata universale, guarda ma non toccare, tocca ma non gustare, gusta ma non inghiottire, ahahahah, e mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa??? se ne stà li A SBELLICARSI DALLE RISATE!!!!! perchè è un moralista e un gran sadico. E’ un padrone assenteista, ecco cos’è…e uno dovrebbe adorarlo???? No mai!!!!!
 
Keanu Reeves: "Meglio regnare all’inferno che servire il paradiso non è cos’ì???"
 
Al Pacino "Perchè no? Io stò qui col naso ben ficcato nella terra e ci stò fin dall’inizio dei tempi, ho coltivato ogni sensazione che l’uomo è stato creato per provare, a me interessava quello che l’uomo desiderava e non l’ho mai giudicato, e sai perchè? perchè io non l’ho mai rifiutato nonostante la sua maledetta imperfezione, IO SONO UN FANATICO DELL’UOMO!!!, sono un umanista, probabilmente l’ultimo degli umanisti.
Chi sano di mente Kevin potrebbe mai negare che il XX° sec. è stato interamente mio?
tutto quanto Kevin, ogni cosa, tutto mio!.
Sono all’apice Kevin, è il mio tempo questo… il nostro tempo!"