Archive for marzo 2009

BENEDETTO DI LEGROTTAGLIE CE N’E’ UNO SOLO….
24 marzo 2009

penso che nel professare la propria fede non ci sia niente di male. anzi. penso che professare la propria fede sia un diritto inviolabile dell’uomo.
penso che il limite, come in tutte le libertà, sia nel rispetto degli altri.
ecco, penso che un musulmano possa professare la propria fede finchè non decide, in nome della fede, di imbottirsi di tritolo e farsi saltare in aria in un luogo affollato.
penso che il papa possa professare la propria fede finchè non decide di andare in africa e dire che il preservativo non serve.
penso che le due cose siano comparabili, perchè una parola di un papa, in africa, sotterra in un solo colpo anni e anni di impegno di sanitari e volontari, che in quelle terre, senza scorta e senza drappelli, dedicano la loro vita all’educazione sessuale delle popolazioni locali, consapevoli che nella lotta impari contro l’ignoranza e l’AIDS, la diffusione della cultura del preservativo sia l’unica soluzione in grado di arginare l’epidemia. annullare tutto questo è uccidere, a meno che non voglia credere, benedetto, che da domani in africa, preghiera e castità…
il suo predecessore era parimenti inflessibile, su queste cose. perchè il compito della chiesa, è vero, è quello di opporsi al lassismo dei costumi, di tendere verso una società più "morale", meno materiale, più nobile. ma non si sarebbe mai sognato, Giovanni Paolo Secondo, di pronunciare la parola preservativo. sembra una distinzione filologica. ed invece, semplicemente, lui manteneva distinti i due piani. Lui era un innovatore, pur nella sua totale devozione ai dogmi. La sua soluzione non era il preservativo, e così semplicemente lo ignorava. opporsi, e dire a chiare lettere che NON SERVE, è atto di irresponsabilità civile non degno di persona caritatevole. NON BASTA, potrebbe dire dal suo punto di vista. NON SERVE, è imbottirsi di tritolo. e risparmiare pure se stessi.

pensiero contorto (non inerente)
5 marzo 2009

Trovandomi quì, a dover prendere una decisione importante, mi verrebbe da dire senza mia colpa, perchè io di mio di fronte ad una decisione importante non mi ci metterei mai, che mettermi a pensare ad una decisione importante mi fa un pò l’effetto blocco e la testa non mi si concentra. in effetti di solito le decisioni importanti le prendo e basta, non pensando di prendere una decisione importante, meglio, non rendendomi conto di prendere una decisione importante. Ed il motivo è che ci metto un pò di tempo a metabolizzare le cose, per cui capisco che la decisione era importante solo una volta metabolizzata, e quindi comunque dopo presa. Ammazza che pensieri contorti. Dicevo. Trovandomi quì, a dover prendere una decisione importante, e per di più con colpa, che se non mi ci sono messa da sola di fronte, comunque ho dato un bel contributo nel creare la necessità della decisione importante, ecco, trovandomi quì…a pensarci bene il mio problema non è la decisione importante, che di fatto è già presa, ed in fase di metabolizzazione. Il mio problema è conciliare il mio credo, con la decisione importante. Che io in qualcosa credo. Però credo che la Chiesa non sia questo qualcosa in cui credo. No, la Chiesa no. La Chiesa non fa i funerali a Welby, e sputa veleno sul padre di Eluana. La Chiesa si sottrae alle nostre leggi fiscali, ma si permette di dettare al nostro stato le leggi sulla nostra vita. La Chiesa è un potere, che usa la fede dei suoi sudditi come peso elettorale, e lo scambia con favori poco spirituali per la sua oligarchia dirigenziale. La Chiesa non mi piace, anche se Giovanni Paolo Secondo, lui si, lui mi piaceva, lui incarnava quello in cui credevo, e non il potere che pure lo aveva incoronato. Che c’entra la Chiesa????C’entra perchè non ci credo, nonostante la decisione importante. Allora concludo che è un pò come l’essere iscritti al punto macrobiotico: io non credo nei macrobiotici, nemmeno un pò. Solo che a volte ritengo comodo pranzare da loro, che mi preparano le verdurine ed io a casa non ho mai tempo. E se per pranzare da loro serve la tessera, che tessera sia. Tanto il senso del pranzo, resta comunque quello che gli dò io (tentativo di dieta con minore dispendio di energie). Il senso mi piace, e in quello ci credo.
Certo che scrivere è un privilegio, che ce l’avevo dentro ma non riuscivo a definirlo, questo pensiero…

riflessioni post multam (non inerenti)
2 marzo 2009

c’era una foto che circolava nei giorni scorsi su facebook, era un muro con una scritta, che più o meno diceva "immigrati vi prego, non lasciateci soli con gli italiani".
mi è sembrata una frase piena di senso, un bello spaccato di attualità. un frase anche un pò razzista se vogliamo. perchè alla fine gli italiani pure loro, mica son tutti uguali. mica si può generalizzare. 
però.
Lo pensavo l’altro giorno quando il mio amato benigni leggeva oscar wilde "Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo". Pensavo che oggi, l’Italia, mi sa che non gliel’avrebbe consigliata. Pensavo che siamo stati una grande culla di civiltà, e che è un peccato che adesso, invece, organizziamo le ronde e processiamo beppino englaro.
ecco non voglio generalizzare, perchè io lo so, che a fronte dell’ignoranza che urla c’è un mondo silenzioso di gente con il cuore degno di un Cristo che conserva quella civiltà.
però, è davvero un peccato che poi si sentano solo gli urli.