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Caro signor babbo natale
12 dicembre 2008

Caro Signor Babbo Natale,

Quest’anno non so proprio cosa chiederti, e non ho nemmeno tanto tempo per pensarci. Come puoi vedere dal blog, non ho nemmeno tempo per scrivere, e quando ce l’ho, passa e non me ne accorgo e non so cosa ci ho fatto. So che l’organizzazione del tempo non me la puoi regalare, e così in qualche modo cerco di arrangiarmi da sola. Con scarsi risultati, certo, ma tu passi di quì solo a Natale e non lo sai quanto sia faticoso vivere per tutto il resto del tempo, per quelli come me che devono aver perso un giorno da piccoli ed ora sono sempre a rincorrere le ore senza arrivare mai. Non ti chiedo pace, serenità e felicità, perchè ho imparato bene che queste cose non te le può regalare nessuno, che se anche qualcuno volesse farlo non sarebbe la stessa cosa che averle conquistate da sola, sulla tua pelle, ed a caro prezzo. Non ti chiedo di farmi il trasloco, tanto se l’anno scorso sono sopravvissuta da sola, quest’anno sarà una passeggiata. Non ti chiedo di risolvere la crisi economica perchè brucerei solo il mio regalo, perchè tanto lo so che se puoi, la crisi, la risolvi da solo, che la cosa, diciamocelo, fa comodo pure a te, che già sei un precario, e se la situazione continua così diventerai ben presto disoccupato anche tu. Non ti chiedo nemmeno di levarci Berlusconi da quelli con cui fa rima, perchè questo sarebbe un miracolo e non un regalo, e per quanto ne so per i miracoli bisogna rivolgersi ai tuoi superiori. E poi comunque ormai il berlusconesimo ha attecchito ovunque, tanto vale lasciare l’originale. Così non mi rimane molto da chiedere, se la wii costa troppo, la fisioterapia me la sto già pagando da sola (e comunque il dito non lo potresti riaddrizzare), alla Tv ci hanno già pensato, l’i-phone taroccato ce l’ho (ed è pure più simpatico dell’originale), la juve la vedo domenica (e non ti chiedo di farci vincere che siamo già stati processati e condannati per molto meno). Fai tu, davvero. A dire la verità, non so nemmeno se ho fatto la brava quest’anno. Nel caso anche tu pensi di no, ti prego di portarmi serenamente del carbone, ma cerca, se puoi, di risparmiarmi la morale. Tanto comunque non mi pentirei dei miei peccati, e se tornassi indietro mi sa che ne commetterei davvero qualcuno bello grosso. Certo, riprenderei volentieri indietro qualche vecchia certezza, e potendo, vorrei non saperlo mai, quanto fragili fossero quelle certezze. Ma tu indietro non puoi farmi tornare, ed io peraltro non ci tornerei. Quindi se proprio non sai cosa fare, facciamo che va bene se lasci tutto com’è!