Archive for aprile 2008

evidentemente non si poteva fare (RIFLESSIONI RIFLETTUTE)
30 aprile 2008

 

berlusconiputin_1765_img

 
C’è Bossi con i fucili caldi.
C’è Berlusconi in pectore che risolve il problema Alitalia minacciando l’UE.
C’è Alemanno che festeggia tra saluti romani croci celtiche e "chi non salta comunista è". Poi sarà il sindaco di tutti.
C’è la moglie di Rutelli che si lamenta dei poteri forti contro il suo Francesco.
C’è Schifani presidente del Senato.
C’è il Governo più a destra e nordista della storia.
Io non mi appassiono, dice Napolitano. Intendendo che non si appassiona alle parole scriteriate di un povero cristo.
Nemmeno io mi appassiono, Presidente, ma un pò di paura ce l’ho.
Non sono tranquilla.
Perchè quel povero cristo scriteriato dei fucili caldi e dei trecentomila martiri pronti a combattere diventerà il MIO Ministro delle Riforme.
Ed il megalomane diversamente alto che mitraglia i giornalisti che fanno domande scomode all’amico Putin accorso per festeggiare la vittoria, sarà quello incaricato di tenerlo a bada.
(Per la cronaca, quel giornale Russo ha chiuso il giorno dopo la domanda scomoda e la mitragliata Silvica. Problemi finanziari. E sempre per la cronaca l’amico Putin che noi accogliamo nella "nostra" villa sarda di rappresentanza è sempre quello della Cecenia. Ma la Cecenia oggi non fa più notizia, oggi va di moda il Tibet. Se qualcuno mi spiega la differenza, io ringrazio. Ma nel frattempo, Putin è un amico, e i diritti civili un concetto variamente elastico). (Ancora per la cronaca, quella foto, su in alto, non è un fotomontaggio. E non abbiamo nemmeno iniziato…)
 
Per carità, la democrazia. La legittimazione popolare. Li hanno votati. E così sia.
 
Quello che mi chiedo io, oggi, è se si sarebbe davvero potuto fare, o se la spinta verso il nuovo avrebbe sempre e comunque dovuto fare i conti con i vecchi centri di potere, con le vecchie cricche oligarchiche da accontentare prima di tutto. Se la bocciatura di Rutelli, in una Roma che tutto è meno che di tradizione fascista, e la vittoria "disgiunta" di Zingaretti alla Provincia, non sia proprio la risposta più netta a questo nostro motto. Yes we can. Ma we can solo se ci liberiamo, irremovibilmente, e da subito, da questa zavorra clientelista che ci tiene incollati al passato.
E non è che io ce l’abbia con Rutelli (per quanto non sia il mio politico di riferimento). E’ che Rutelli rappresenta il vecchio. Ha già dato, lui. E non si possono sbandierare cambiamenti e innovazioni e prospettive nuove, per poi ridursi, al dunque, ad inchinarsi alla solita filosofia del potere. Non è il nome in sè, è il come ed il perchè lo si è scelto, ad aver determinato il tracollo di oggi.
 
Che però serve, se serve da lezione.
 
"L’errore più grande per chi ha coraggio, è quello di tirarsi indietro" dice Walter.
Io, pur non avendo tanto coraggio, non mi tiro indietro mai. Solo che ogni tanto mi chiedo se invece dovrei.
 
 
Annunci

ps. e pure che passino in fretta questi cinque anni berlusconiani…
29 aprile 2008

…in questa italietta sempre più "ognuno per se e Dio per tutti"….
 

la lunga attesa
29 aprile 2008

del sole,
del caldo,
delle ferie,
del gelato alla frutta,
dei bambini in acqua che giocano con le onde,
del finale del libro,
del tramonto,
del cane che corre libero,
di una bella notizia,
di un sorriso,
della fine del temporale,
di chiunque arrivi,
che se ne vadano tutti, e mi lascino sola con me stessa, un pò….
 
 
the long wait
 
 
 

week end con il botto…
28 aprile 2008

Questo week end ho:
Imparato a fare la pizza;
Preso atto che se mi addormento sul divano è perchè sono proprio stanca e quindi dovrei andare a dormire. E che se poi un’amica si presenta a mezzanotte e dice che c’è da uscire per forza, ed io nel sonno decido di darle retta, dovrei almeno prendere le chiavi di casa;
Deciso che per lasciare le chiavi di casa dentro casa sarebbe meglio scegliere periodi in cui la padrona di casa (detentrice del doppione) non è in vacanza;
Ammesso che se sono così rincoglionita, non posso pure permettermi il lusso di non voler DISTURBARE i pompieri;
Promesso che forse è il caso di fare qualche altro doppione;
Reagito al temporaneo stato di ROM con un sorriso sereno e senza battere ciglio, nonostante luce tv e msn accesi, borsa portafogli e telefono sul divano. Diffuso comunque in mondovisione la notizia che Vanessa mi aveva chiusa fuori di casa (un riassunto per dire che io, senza il suo intervento, sarei stata a letto, e quindi DENTRO casa!!!!!).
Sperimentato che la vita senza cellularem, di questi tempi, è vita dura e complicata, soprattutto per la ritrdataria cronica che sono.
Scoperto che un ex è un ex, e se è ex c’è un motivo (e pure grosso). Incontri casuali troppo frequenti non sono incontri casuali. Chiacchierate troppo tranquille ed estrema disponibilità al dialogo nascondono insidie e pericoli; dovuto ammettere che l’amicizia è un bel concetto, ma è difficilmente applicabile al caso di specie, nonostante sembrano passati anni siderali da allora. Pensato che il discorso è applicabile anche a casi diversi da quello di specie, per ragioni diverse e nemmeno tanto simili, ma comunuqe a ragione.
Osservato che la festa della liberazione per me ha un significato, ma per un sacco di gente è solo l’occasione per uscire ed andare nei locali e ingozzarsi di cibo e bibite (perchè poi tutti si siano dati appuntamento nel locale dove per caso lavoravo io, questo non l’ho ancora capito). Concluso che infondo ogni festa, è solo l’occasdione per ingozzarsi di cibo e bibite.
Intuito che la soglia della stanchezza è facilmente superabile, e che la legge di gravità ti permette di stare in piedi anche quando le tue gambe non sarebbero teoricamente d’accordo, soprattutto dopo il terzo giorno consecutivo di tour de force.
Riflettuto seriamente sulla proposta della gestione del locale.
Appurato che la teoria del diciotto rosso non fallisce mai un colpo.
Pensato che a volte, in mezzo alla confusione più totale, si fanno incontri proprio belli, e si conoscono persone, o lati di persone, che non si immaginerebbero mai.
Capito che le cose, dai e dai, poi alla fine succedono (che dopo anni di tentativi, prove tecniche, frenate a secco e sterzate dell’ultimo minuto, siamo finalemnete passate – per fortuna indenni – per il nostro inevitabile e spettacolare incidente. Lo so che lo giuro da tempo immemore, ma ora, cara Alessia, con te al volante, MAI PIU’, che errare è umano, ma  persevarare è diabolico!!!!!!!).* E ribadito a me stessa, che, nonostante tutto, sono sempre una ragazza fortunata.
Ringraziato il cielo.
 
*la cosa ha bisogno di descrizione più particolareggiata, lo so. Solo che non mi sento ancora pronta. Ma particolareggerò presto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
 

la spartizione divina delle qualità
24 aprile 2008

 

fotomodello

 
 
Zitti zitti che forse ce l’abbiamo fatta.
Veramente oggi è l’ultimo giorno di fiera, ed io avevo organizzato tutto per andare proprio oggi, e non era un caso. Che sarei rimasta a Bologna, e tornata con calma domani, fresca pronta e riposata per i tre giorni di DURO lavoro al locale, che ormai li ho promessi e non mi posso tirare indietro. OOOOOO come mi tirerei indietro adesso!!!!!!!Comunque avevo pensato bene di unire l’utile al dilettevole. Così tutti gli appuntamenti fissati per stamattina, pomeriggio free, serata revival, mattinata relax e…quanto sono cool!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
:):):)
Si,  Mi sarei quasi accontentata del mini viaggio.
Anche se l’idea iniziale del ponte a Katmandù non è facile mandarla proprio giù, che fa pure rima (non c’era verso, se non chiedere un prestito a fondo perduto, cosa che non è riuscita a vincere sulla voglia di partire).
Ed invece.
Poi ieri sera mi ha chiamata Grande Puffo "Non andare alla fiera, manda qualcunaltro, tu sta quà che domani arriva una persona nuova per te".
Mah.
Secondo me, ha saputo del programmino.
Comunque, meglio così. Prima arriva la sostituzione prima sarò sostituita. Che sembra una storia infinita, questa.
 
Poi stamattina è arrivato.
Si chiama Dino.
Ed è VERAMENTE bello.
O, ma proprio bello è, un fotomodello prestato al commerciale.
Il che non è male.
Insomma.
Visto che comunuqe un pò di tempo insieme mi tocca passarcelo, per lo meno sarà più piacevole che con Debora.
Ora però, spero per me che abbia anche altri pregi, che per ora mi sembra rispetti in pieno la teoria dell’equità divina nella distribuzione delle qualità…
(lo so che non è da me cercare sempre il pelo nell’uovo, e nemmeno essere così critica…solo che, sarei proprio curiosa di sapere quali sono i punti del cv sulla base dei quali l’ufficio risorse umane fa tali inesorabili selezioni….chissà che razza di albero avrà disegnato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
Ma è solo l’impressione iniziale….magari mi sbaglio (è difficile, ma impossibile no!!!!)

il mio vicino di casa e un pò di riflessioni a margine
23 aprile 2008

Il mio vicino di casa si chiama Antonio, è di Caserta, ed ha una gran brutta tosse (cronica).
Vive al primo piano appena sotto di me (ed è l’unico abitante del mio condominio, oltre me s’intende).
Lui secondo me è simpatico.
Secondo mio fratello, invece, è un delinquente.
Cioè durante quella settimana di internamento forzato in casa mia dovuta a crisi mistica non identificata (ora è guarito di sicuro, perchè sono giorni che non lo sento,-n.d.r. ooooooooooooo, che fine hai fatto???????-) mio fratello ha sentenziato che Antonio è 1) maleducato perchè tossisce troppo (e oltre a tossire fa brutti rumori con la bocca e con il naso che non sto quì a specificare). 2) matto perchè tiene sempre il suo portone aperto ed il portone delle scale aperto e gira in casa a petto nudo e parla da solo e si incazza pure da solo, e parecchio 3) losco perchè di giorno è sempre in casa e riceve visite lampo attraverso quel portone sempre aperto che non DEVE MAI essere chiuso sennò si incazza e di brutto, ma non ti dice niente a te, semplicemente bestemmia tra sè e sè e ti riapre con stizza il portone immediatamente dopo che tu l’hai chiuso 4) losco due volte quando gli ho raccontato che per mestiere lui "aggiusta le macchinette dei videopoker" 5) losco tre volte quando una sera dal suo portone aperto dice di aver visto una losca figura femminile sul suo divano, losca figura che poi dai rumori successivi si è dimostrata essere una buona amante (a pagamento o no, ma cosa te ne importa a te!!!!!!!!!!!!!)
Io dico che certo, se la metti su questo piano, proprio normale non sembra essere. Ma saranno fatti suoi. Dico io. Daltronde anche a lui io non devo sembrare proprio normale, soprattutto quando decido di pulire le scale del condominio alle due di notte, tipo stanotte. O quando esco e poi puntualmente torno di corsa dopo due minuti tutta trafelata perchè ho dimenticato qualcosa e lasciato la macchina in mezzo al vicolo. E poi riesco e ritorno dopo due minuti ancora perchè ho dimenticato di nuovo qualcosa, ma stavolta non torno di corsa perchè ho parcheggiato per bene, pensando di fare le cose con calma sennò non ne vengo fuori. Ecco, anche a lui queste potrebbero sembrare cose losche, ed invece sono solo "un pò distratta". Mio fratello, però, dice che è diverso. Che io sono "strana" ma innoqua, e si vede. Che lui invece è strano e delinquente, e si vede. E va bene. E’ mio fratello, sennò gli darei del razzista.
Il problema è che ora lui, mio fratello, si è fissato che questo tipo losco può essere pericoloso per la mia integrità fisica, e la sera quando torno a casa devo fargli uno squillo, che poi a che serve, dico io, che sono più le volte che non me lo ricordo che quelle che lo faccio, lo squillo, e non mi sembra che lui abbia mai chiamato la polizia. La scena che lui si è immaginato è questo losco ed enorme figuro che mi prende per un braccio appena rientro, mi trascina dentro casa sua, chiude la porta, e poi mi fa quello che vuole, a libera fantasia di chi legge. E se io provo a ridere di questa previsione, vengo tacciata di imperdonabie leggerezza. Ieri ho provato pure a dire "o va bè, basta che poi non mi ammazza, che alla fine mica è brutto per niente, Antonio"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! La risposta di mio fratello non la posso scrivere, che sembrerebbe offensiva ed invece io lo so che lui non le pensa ste cose di me!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Comunque, poi ci ho pensato, e fare dell’ironia su una eventuale violenza carnale, ha ragione, non è carino. Io trovo sempre da ridere su tutto (o quasi), e sono tranquilla, mi sento protetta, sono convinta che Civitanova Alta non farebbe male ad una mosca. In realtà il problema, a leggere la cronaca di questi tempi, sembra reale, e serio. E SEMBRA solo delle grandi città. Anzi. Ultimamente sembra solo di Roma il problema.
Che strano, proprio in campagna elettorale. Proprio pochi giorni prima del ballottaggio. Improvvisamente Roma è diventata meno sicura, e gli immigrati il problema principale (ultimamente anche i figli delgli immigrati vanno alle elementari armati fino ai denti). Ed il pugno duro sull’immigrazione, tu guarda, è il cavallo di battaglia del programma del candidato Alemanno.
Ma forse sono io e la mia solita dietrologia.
Perchè il problema esiste. Il problema violenza. Il problema immigrazione. Ed anche il collegamento tra i due problemi esiste. Solo che la distribuzione delle informazioni mi lascia un pò perplessa. A volte, e secondo principi a me assolutamente incomprensibili, certe notizie diventano più o meno rilevanti. E sembrano pilotate. Non dico che sono inventate, per carità. Nè dico che a certi episodi non deve essere data tanta rilevanza, che sono problemi sociali e devono essere analizzati studiati ed anche risolti. Però in questi giorni a leggere la cronaca locale, quì da me, di episodi di violenza o tentata violenza ce ne sono stati più di uno. Proprio nei posti che non farebbero male ad una mosca. Civitanova, Montecosaro, Jesi, Recanati. Una ragazza è stata addirittura quasi violentata in un intercity tra Civitanova ed Ancona, e solo il passaggio casuale di un passeggero coraggioso ha evitato poi la consumazione del reato, e permesso l’arresto del tipo (marocchino). Qualcuno ne sa qualcosa???Un trafiletto del Corriere Adriatico e niente più.
Allora, è strana o no, l’informazione?????
Ed è strana innoqua, come me, o strana "delinquente", come il mio vicino di casa??????
A me vengono i dubbi, e me li tengo.
 
 

just tell me what you’re thinking now
21 aprile 2008

Ore 9.30 riesco ad uscire di casa. Infilo gli occhiali anche se il sole, per ora, non c’è. In realtà non sono una fan degli occhiali da sole a tutti i costi, ma con due occhi così mi sembrano il minore dei mali. Pensiero fisso mattutino: "uno sforzo fino alla pausa pranzo, poi due ore di sonno non te le leva nessuno". Così mi convinco ad alzarmi, vestirmi, fare colazione, leggere repubblica online, pubblicare la foto di Ale che la sua tripletta è una delle cose che ti riconciliano con la vita anche se è lunedì mattina e a te invece servirebbe un sabato. Poi infilo gli occhiali, ed esco.
Giro l’angolo canticchiando la canzoncina che cantava ieri Giulia in chiesa durante il suo secondo battesimo, evento questo che mi ha costretta sveglia alle nove pure ieri mattina, con quattro ore di sonno e i 2.000 km fatti al locale avanti e dietro per i tavoli, che finchè si stava seduti ok ma quando il prete diceva "in piedi" venivo irrimediabilmente assalita da tutti i miei dubbi dulla religione cattolica. La canzoncina è carina, ma, con gli occhiali ben calzati, pensavo proprio a questi dubbi sulla religione cattolica, a quella sensazione che ho provato ieri, in chiesa dopo tanto tempo. Che sì, la sensazione era mista a sonno. E poi stamattina il sonno raddoppia quindi forse il ricordo è pure amplificato. Però, pensavo, chissà se lo manderi, un figlio, a catechismo. Con quelle catechiste lì, poi. Che durante lo spettacolo (perchè non di messa ma di spettacolo sembrava trattarsi) mi è venuto più volte in mente "Dogville". Un Paesetto dove tutti si conoscono, e tendenzialmente tutti vorrebbero fare del bene, ma la cattiveria è insita dentro, è latente, strutturale nella morale. Certo l’educazione cattolica fa parte delle nostre radici, e gli isegnamenti di Gesù sono una delle linee guida della mia infanzia. Ma forse, anche, la base più solida dei miei più incancellabili sensi di colpa. C’era un’atmosfera di giudizio, di sudditanza, in quella Chiesa. E di formale compiacimento. Guardavo le facce delle mamme imbellettate, ed immaginavo i pensieri annoiati nascosti dietro gli sbadigli dei papà. La severità arrogante del prete. Le certezze indiscutibili delle catechiste. "Questo è bene, ma questo è male e tu andrai all’inferno". L’attenzione giocosa ed incontaminata dei bambini. Poi nel rinfresco in oratorio le conferme, i gruppetti, i commenti, e il gusto sadico di "Giulia dov’è il tuo papà?". E tu, perchè te la prendi con una bambina???E perchè nessuno di voi si chiede se dietro quella "colpa" non si nasconda magari quella sofferenza che Gesù faceva sua invece di giudicarla???Perchè non è la teoria che discuto, ma l’irrimediabile dis-umanità dell’applicazione pratica. Concludo che forse non lo manderei a catechismo, mio figlio.
Gli occhiali ben indossati, sbuco dal mio vicolo sulla discesa di porta marina, dove c’è, dall’alto, il panorama più bello del mondo. Dove ho scattato la mia foto più bella, e dove ogni volta che ci passo penso "con questo tempo è ancora più bello, questo posto più bello del mondo". E lì, in cima alla salita, ci sono un ragazzo con una telecamera enorme puntata verso giù, quindi nella mia direzione, una ragazza che gli cammina vicino con una specie di microfono enorme. Entrambi urlano in un inglese-americano incomprensibile qualcosa ad un terzo ragazzo, che però è in basso, a metà discesa, che armeggia con un trepiedi o qualcosa del genere. A me le macchine fotografiche mi intimoriscono. Figuriamoci una telecamera così grossa con questi tipi strani. Però proseguo, che ormai sono in mezzo alla strada e non c’è modo di togliersi d’impiccio. Saranno dice metri che devo fare, e subito dietro di loro c’è il vicolo dove è parcheggiata la mia macchina. E non ci sono vie di fuga. Per fortuna che ho messo gli occhiali. Ma la tipa con il microfono enorme ormai mi sta puntando. Lo capisco da sotto gli occhiali, ed anche dal fatto che mi parcheggia quel microfono enorme nel naso e mi dice qualcosa tipo "just tell me what you’re thinking now" o meglio "justtellmewhatyourethinkingnow". Bene. Il senso della domanda l’ho capito, ma a parte il fatto che non mi sembra carino entrare nei pensieri della gente così, tanto per esperimenti artistici, e poi, posso ora davvero dirle che stavo pensando di non mandare al catechismo il figlio che non ho????E poi, se anche glielo volessi dire, davvero sono in grado di rendere in inglese un concetto così complicato a quest’ora del mattino in queste condizioni psicofisiche????!!!!!Opto per un generico…."I was just singing a religious song" che mi sa che è suonato tutto al contrario di quello che stavo pensando, ed infatti lei mi guarda stranita e dice "WICH SONG???". La canzone era "mattone su mattone viene su una granda casa che fatica che fatica che si fa… Perchè???" Cosa avrei dovuto fare, cantarla????!!!!Le ho detto "A RELIGIOUS SONG, BUT I REALLY DONT KNOW THE WHY". L’ho detto sorridendo. E poi prima che potesse eccepire alcunchè me ne sono andata, sorridendo, e pensando che "THE WHY" potrebbe essere la traduzione "DEL PERCHE’" degna di google strumenti per le lingue!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Poi, presa la macchina, ho dovuto attendere per mezz’ora che finissero il loro esperimento, perchè erano proprio in mezzo alla strada e non si poteva passare. Hanno ripreso una maestra (la conosco insegna alle elementari) che probabilmente aveva parcheggiato sotto le mura e quindi ha fatto a piedi tutta la salita, e quando è arrivata le hanno fatto una domanda che non ho sentito perchè ero in macchina ma comunque immagino fosse "justtellmewhatyourethinkingnow", ma lei ha potuto coordinare i pensier prima di rispondere con la scusa del fiatone. Deve aver avuto dei pensieri articolati lei, perchè la risposta è durata un bel pò, soprattutto per me che già ero in ritardo e mi dicevo "justdonttellmewhatmybossisthinking now". Per fortuna che ci ha pensato quello dietro di me, il quale ha aperto il finestrino e urlato "SCI MA A ME MICA ME NE FREGA UN CAZZO, IO C’AIO FUGA", che tradotto suona tipo o vi spostate o dò un’accelerata e non se ne parla più.
Non proprio fine, nemmeno tanto rispettoso dell’arte, ma qualche persona pragmatica ogni tanto ci vuole pure.
E per fortuna che vivo a Civitanova Alta…..

:-):-):-):-):-):-):-):-):-):-):-)
21 aprile 2008

goool

PROGRAMMA PER IL WEEK END
18 aprile 2008

Sono le 16.36. tra 24 minuti me ne vado. Così giusto per fare conto paro. In realtà da questo preciso istante è finita la mia settimana lavorativa. Ho staccato. Chiuso. Basta.
Me ne vado a casa, due giri delle mura di corsa (che fanno 40 minuti ad andatura rilassata, l’unica che sostengo), doccia e lento accudimento di me (tipo farmi le ciglia, le unghie, la ceretta, quelle cose lì che le faccio sempre domani e poi si vede invece che non le faccio mai….), un dieci minuti di daimoku che non mi fa male, poi aperitivo al baretto e festa all’ex liceo scientifico (il MIO vecchio Liceo) per il compleanno di Laura (penso che si, anche una gran quantità di topi saranno invitati, e se conosco l’ambiente, ad un certo punto verrà la polizia e la festa finirà sommessamente tra arresti e minaccie….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) E’ lo so, gliel’ho anche detto a Laura, che scegliere proprio quel tipo di festa non è sano, che immagino già i giornali "GIOVANE AVVOCATO INSOSPETTABILE ARRESTATO IL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO" e sottotitolo "l”amica quella saggia gliel’aveva detto…"…ma alla fine il compleanno è il suo, e lei vuole fare una cosa diversa…così chiuderò gli occhi, entrerò nella mia vecchi quinta A (mi scapperà una lacrima) e fingerò di trovarmi a Soho, in uno di quegli ambienti nostalgici e neo- bohèmien. Io con la fantasia posso tutto.
Sabato e domenica invece saranno molto meno all’insegna del rischio: serve una mano al locale, ed il direttore della mia banca è pienamente d’accordo con il sacrificio del mio week end.
E va bene.
Io sono flessibile.
 

la prospettiva in cui deve essere letto questo post, è che mio fratello è la persona a cui voglio più bene al mondo…
18 aprile 2008

L’affetto non è in discussione.
Solo che lui ha questi momenti così, mistici.
E ci sta.
Ognuno di noi li ha, i  momenti mistici.
Però lui quando ha questi momenti mistici, non parla.
E va bene.
Anch’io non parlo quando qualcosa proprio non va. E chi mi conosce lo sa, che quando mi lamento e mi sfogo e mi dispero e dico che "sto tanto maleeeeeeeee" in realtà è tutto spaventosamente ok. E che quando sono stranamente silenziosa e anche apparentemente indifferente iniziano ad esserci dei problemi. Solo che, quando sto così, mi si vede poco. Sfuggo i contatti, o per lo meno li limito al minimo sindacale. Al limite prediligo i luoghi affollati e rumorosi, dove non mi può essere rivolta domanda alcuna. E per il resto, tanta casa mia, tanto divano, tanti libri, tante tisane. E poi correre, in riva al mare o attraverso la campagna. O anche nuotare. Tutto rigorosamente da sola. E poi passa.
Lui invece no.
Lui è muto. Ma sfugge assolutamemnte la solitudine. Ed il risultato è che io devo avere, in pianta stabile ed a tempo indeterminato, dentro casa, una specie di automa vagante, con un muso lungo, che al limite quello mi puo far comodo per tenere lucidi i pavimenti, ed una conseguente intolleranza verso tutto ciò che non è in linea con la sua lugubrezza, tipo visite di amici, io che canto l’ombelico del mondo, io che brucio la cena, io che apro le finestre perchè sai com’è, casa mia sembra diventata na cantina sociale con tutte le sigarette che fuma.
E non è che mi lamento. Figuriamoci.
Solo che sai il divano, il pc, gli orari, l’ordine/disordine, insomma, tutto, la mia sudatissima libertà…mi sta inizando a mancare. Ed è preoccupante, sta cosa. Che mi sa che mi ci sono abituata un pò troppo. E questo l’ho capito stanotte, con quella cavolo di paura che mi sono presa. Che dormivo profonda profonda come penso solo io so dormire, e totalmente ignara di qualsiasi senso della realtà. Sicchè lui ha aperto la porta della mia stanza, ed io ho sentito un rumore e non so come spiegarlo, ma in meno di un attimo la mia testa deve aver acceso il programma standard, quello "quando dormo non c’è nessuno", e quindi catalogato l’intrusione come un pericolo grave ed imminente. Mi sono proprio sentita questa sensazione addosso, che "qualcuno" mi fosse entrato in casa, ed ho urlato a squarciagola OOOOOOOOOOOOOO, con un espressione, a quanto pare, molto divertente. Poi ho sentito lui che diceva "SONO IOOOOOOO" ma ho stentato a smettere di urlare. E poi ho impiegato più di mezz’ora a riprendermi, uno spavento così non l’avevo mai preso, perchè in uno stato di incoscenza e quindi di totale mancanza di protezione. Una sensazione davvero strana. Per mezz’ora sono stata seduta sul letto con la mano sul cuore a dire "prendimi un pò d’acqua" mentre lui se ne stava piegato in due dalle risate.
O.
Per lo meno rideva, che non se ne poteva più di quella faccia nera.
ps. forse sei guarito, no?????!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
 

cosa può innescare un camionista banale con il suo clacson.
17 aprile 2008

Quando sono in autostrada i camionisti che suonano mi danno molto fastidio. Perchè mi insinuano un senso di dubbio che non è bello avere mentre guido.
Perchè una volta con la smart nuova di Claudio un camionista ci ha suonato ripetutamente, e Claudio diceva che era un camionista scemo che suonava a tutte le donne che passavano, e dopo due minuti è scoppiata la gomma della sua smart nuova. Non ci siamo fatti male, ma io dopo due ore mi sono rotta la rotula. Il che non è una conseguenza diretta della gomma scoppiata, ma se quel camionista fosse stato un pò più insistente e determinato nel segnalare che la smart nuova di Claudio aveva una gomma in fase di autodistruzione, tutta quella serie di eventi a catena l’avremmo evitata, ed allora la mia rotula sarebbe intatta, i miei muscoli quelli di una volta, la Petullà una semi-sconosciuta, ed io probabilmente una Milanese vestita alla moda che vota lega. Va bè, forse no. La lega no. La moda chissà. Così ora quelli suonano ed io penso alle gomme, agli sportelli, all’autovelox, ad un posto di blocco, ad una fila ferma appena dopo la curva che loro lo sanno perchè sono una categoria in rete mentre io un’automobilista isolata. Penso di aver dimenticato di accendere le luci o che ho i fari rotti e sono un’ombra nera ed invisibile nella notte. Penso che forse pochi metri prima, mentre ero lì sovrapensiero con la testa tre dimensioni più in alto (come quando sogni di sognare di dormire), cioè nel mio stato abituale, magari ho causato un mega incidente e non me ne sono neanche accorta. Insomma. La storia della smart di Claudio e del dramma di vita che ne derivato mi ha un pò traumatizzata. Così camionisti, il piacere che vi chiedo è il seguente: suonate tre volte brevi per un generico apprezzamento di generica donna al volante. Una sola volta, ma abbastanza insistente, se si verifica uno dei problemi di cui sopra. Donna a piedi, suono libero. Grazie.
 
Questa storia mi ha poi banalmente aperto la riflessione storica sui tasselli della vita, su ogni singolo istante che può cambiare tutti i singoli istanti successivi, sulle classiche sliding doors, il cosiddetto effetto farfalla. Che poi oggi è morto Edward Lorenz, ideatore appunto della teoria del caos. E quindi una riflessione ci sta. Ed è intrecciata con se stessa, la riflessione. Perchè io ero in macchina, tre dimensioni più in alto (che pensavo 1) sono passati tre giorni e siamo passati da "è tutto ok, solo Prodi il problema" a "tempi duri e scelte impopolari", e questo non è onesto, almeno aspetta na settimana ed inventa un buco nascosto al bilancio per cambiare idea no????che così ci offendi….2) onesta invece è la juve, che ieri sera ha vinto facile e così la champion è quasi matematica, ed io non mi ero mai accorta che fosse in discussione, concentrata come sono a trovare una tecnica perchè l’inter non vinca lo scudetto 3) il mio capo è interista, io sto per arrivare al lavoro ma non è lì che voglio lavorare, e poi da grande volevo fare la giornalista ma quando era ora di decidere cosa fare da grande me lo sono totalmente dimenticato, che volevo fare la giornalista) , quando il camionista, alla parola giornalista, ha suonato il clacson, e non tre volte brevi, ma più volte scomposte. Così io ho pensato alle eventualità di cui sopra ed alla gomma scoppiata, alla rotula e la vita che ne è seguita, e deciso di telefonare a Claudio a Katmandù e informarlo che lo ritengo responsabile dell’anno più buio della mia vita. Che poi lui mi ravrebbe risposto che lui me l’aveva detto, di non andare a Roma. Ed anche tutto il resto mi aveva detto. Ma allora io non gliel’ho detto, che questa storia del matrimonio che gli organizzano alle spalle non è per niente sana????…eppure lui si sposa lo stesso, o no????E allora che c’entra….Ecco, mi stavo di nuovo arrampicando nella terza dimensione, quando la radio ha dato la notizia di questo Lorenz e della sua rivoluzioniaria teoria "può una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas". E così tutto tornava, quasi spaventosamente. Lo scenziato e la mia rotula. Milano, Roma e Centro Accessori Calzature. Se acchiappo quella farfalla giuro che la imbalsamo e poi la crocefiggo al muro (Paura Cla???!!!). 
 
Tutto torna, appunto. Ora non resta che decidere se i tasselli sono opera di Dio, nelle sue molteplici sembianze, oppure del caso. Se i tasselli sono organizzati in un sistema anarchico e tendenzialmente neutro rispetto al concetto di giustizia. Oppure se un’etica c’è, e tre tasselli buoni magnanimamente lasciati al tuo prossimo fanno un tassello premio per te. Non resta che stabilire se sei tu il costruttore dei tasselli. Oppure se essi vagano belli e costruiti per il mondo, ti passano sotto il naso e tu hai solo l’onere di annusarli e poi sceglierli e non pensarci più. Che tutte le figure che si sarebbero create con i tasselli che non hai scelto semplicemente non esistono e non sono mai esistite, e mentre tu ci rimugini altri tasselli passano e tu non sei pronta ad annusare e scegliere, e poi ti tocca rimuginarci ancora. Non resta che immaginare un senso, e poco importa se c’era prima, il senso, ed i tasselli non hanno fatto altro che portarti lì dove dovevi andare, o se è a posteriori che lo confezioni il senso, perchè sei umano e senza senso non puoi stare. Ecco.
 
E poi per finire è d’obbligo il ringraziamento ai tasselli che ti hanno portato quì dove sei ora, e questo quì dove sei ora non lo puoi mai rinneggare, che è la tua possibilità di ripartire o "continuare a navigare". Sperando di aver affinato il fiuto, o per lo meno di non aver mai paura di continuare a fiutare.
 

“E non è peccato???” chiese Don Silvestro. “Ma ti pare che inventavo un metodo così spassoso per la procreazione, e poi ne vietavo l’utilizzo proprio ai miei più stretti collaboratori???” rispose Dio sorridendo….
16 aprile 2008

Geniale.

volevo continuare a fischiettare, ma poi la me paranoica prende sempre il sopravvento
16 aprile 2008

Però non scrivo niente, che di considerazioni-analisi-valutazioni-scomposizioni-proiezioni-letture-prospettive-consolazioni-autocritiche-piagnistei e critiche costruttive ne ho piene le palle, per dirla con un francesismo, che quando ce vò ce vò (civitanovesismo).
Mi limito ad incollare una mail mandata stamattina ad un amico che riassume la mia posizione generale nei confronti di questo risultato elettorale.
L’amico in questione ha idee un pò diverse dalle mie.
Ed è la classica persona a cui vuoi bene, e che mette in crisi il tuo intimo (e democratico) proposito di steriminio di tutti coloro che hanno reso possibile questo ritorno in auge del nano nazionale e della sua banda. Perchè è vero che sto giro mi sono scoperta molto meno democratica di quanto credessi, piena di insani propositi ed idee strampalate. E non è stata una bella scoperta, soprattutto per la miss equilibrio che mi vantavo di essere. Ma è anche vero che poi torno in me, smetto di sterminare, e di fischiettare per non sterminare, e rifletto.
Insomma, se non sono pensieri omicidi sono seghe mentali. Passando per tentativi di disinvolta (fischiettante) indifferenza.
E complimenti per l’equilibrio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 

Caro Stefano,

 

avevo già notato la sensibilità e la delicatezza del lasciarmi un pò il tempo per smaltire le tossine e buttar giù l’amaro boccone. Certo, penso che non basteranno nemmeno i prossimi cinque anni per attenuare la delusione, ma apprezzo di cuore lo sforzo!!!!!!!!

 

Sono triste, è vero, molto triste, perchè sono convinta che questa gente democraticamente legittimata a "comandare" per il prossimo futuro sia pericolosa per i valori a cui tengo, quelli non negoziabili, quelli semplici che ti permettono di distinguere il bene dal male.

E’ questo che mi spaventa, è l’dea di società che si viene delineando, l’avallo ufficiale dell’arroganza di questo sistema, che non è più qualcosa contro cui combattere ma quasi un modello a cui ispirarsi.

E’ il fatto che la disperazione tangibile di questo momento storico ha portato alla reazione opposta a quella che avrebbe previsto il caro Hobbes: ha dato cioè frutti antisociali, personalisti, semplicemente a misura di portafoglio, nella rassegnazione generale che questo è l’unico mondo possibile, e che allora tanto vale darsi la possibilità di poter un giorno appartenere a quella minoranza risoluta e disinvolta che in questo legittimo sistema beneficia della situazione.

Ecco, sono le cause che mi spaventano più del risultato, la "cattiveria" di chi sente di non avere più speranze e vota Lega.

E finge di non sentire e di non accorgersi che questa gente dice e fa cose che ognuno di noi, preso singolarmente, si vergognerebbe di dire e fare anche se nessuno lo vedesse o sentisse mentre le dice o le fa!!!! E tutto ciò è diventato normale, e così sia.

Io vedevo in Walter proprio il tentativo di distacco da tutto questo, un tentativo non illiberale e non "comunista" di cambiamento radicale di valori e prospettive, che corrispondeva a mio modo di vedere a quello di cui la gente ha intimamente bisogno, al di là dei gadget promessi in campagna elettorale, meno tasse, niente ICI e niente BOLLI. Alitalia ok, dont worry, ci penso io.

Ma è una visione romantica la mia, scollata dalla realtà mi dicevano prima del risultato, PALESEMENTE scollata dalla realtà alla luce del risultato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E va bene così. Sono le regole della democrazia, ed i piagnistei post elezioni mi disturbano più dell’incapacità strutturale di certi politici di "sinistra". 

 

E poi in tutta onestà la tua mail mi rassicura, perchè tu sei una persona che stimo, e sentirti così fiducioso e speranzoso mi concede il dubbio sulle mie posizioni: forse mi sbaglio, forse va bene così. E sarei la prima ad essere felice di dovermi ricredere.

I numeri danno a questo nuovo governo la possibilità di Governare. E se sconfitta doveva essere, questa è la sconfitta "migliore" per il bene dell’Italia. Quindi ora stiamo (fiduciosamente) a vedere.

 

Finito questo sproloquio comunista (!!!!), aggiungo che condivido e sottoscrivo pienamente la maggior parte delle cose che scrivi, pur giungendo poi a conclusioni diverse, e la maggior parte delle ragioni per cui ringrazi Veltroni sono le stesse per cui lo ringrazio io, e per cui vedo in lui un piccolo "illuminato" lungimirante.

 

La non rappresentanza parlamentare della sinistra radicale onestamente mi dispiace, pur non riconoscendomi in loro checchè tu ne dica, e pur pensando che questa caporetto sia il frutto inevitabile della miopia ed incapacità politica di certi suoi rappresentanti.

 

Dulcis in fundo,

tutte le considerazioni politiche del mondo non mi impedirebbero mai di condividere di cuore la tua gioia e la tua fierezza. Che dire??????CONGRATULAZIONIIIIIIIIIIIIIIIIIIII, questa è davvero una bella notizia e ne sono proprio felice felice felice!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

A prestooooooooooo (si dice sempre così, no?????ma in realtà poi non ci si vede mai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

:):):)

 

bacio bacio

 
Enrica
 

FISCHIETTARE E FARE FINTA DI NIENTE…
15 aprile 2008

si puo` fare si puo` fare
si puo` prendere o
lasciare
si puo` fare si puo` fare
puoi correre o
volare
puoi cantare
puoi gridare
puoi vendere e comprare
puoi rubare e regalare
puoi piangere e
ballare
si puo` fare si puo` fare
puoi prendere o
lasciare
puoi volere
puoi lottare
fermarti e rinunciare
si puo` fare si puo` fare
puoi prendere o
lasciare
si puo` crescere o
cambiare
continuare a
navigare
si puo` fare si puo` fare
si puo` prendere o
lasciare
si puo` fare si puo` fare
partire e
ritornare puoi
tradire e
conquistare
puoi dire poi
negare
puoi giocare e
lavorare
odiare e poi
amare si puo` fare
si puo` fare
puoi prendere o
lasciare
puoi volere
puoi lottare
fermarti e rinunciare
si puo` fare si puo` fare
puoi prendere o
lasciare
si puo` crescere o
cambiare
continuare a
navigare
si puo` fare si puo` fare
si puo` prendere o
lasciare
si puo` fare si puo` fare
mangiare e
digiunare
puoi dormire
puoi soffrire
puoi ridere e
sognare puoi
cadere puoi
sbagliare
e poi ricominciare
si puo` fare si puo` fare
puoi prendere o
lasciare
puoi volere
puoi lottare
fermarti e rinunciare
si puo` fare si puo` fare
puoi prendere o
lasciare
si puo` crescere o
cambiare
continuare a
navigare
si puo` fare si puo` fare
puoi vendere e
comprare
puoi partire e
ritornare
e poi ricominciare
si puo` fare si puo` fare
puoi correre e
volare
si puo` piangere e
ballare continuare a
navigare
si puo` fare si puo` fare
si puo` prendere o
lasciare
si puo` fare si puo` fare
puoi chiedere e
trovare
insegnare e
raccontare
puoi fingere e
mentire poi
distruggere
incendiare
e ancora
riprovare
si puo` fare si puo` fare
si puo` fare si puo` fare
si puo` fare si puo` fare
si puo` fare si puo` fare

VERAMENTE TANTA CLASSE……..(ma come posso fare????!!!!!!)
11 aprile 2008

Ero in pausa sigaretta, due minuti fa.
Chiacchieravo con un collega. Argomento della conversazione, le elezioni (Va bè sti giorni sono un pò monotona. E’ che le passioni mi durano poco, ma finchè durano sono la più passionale delle appassionate…).
Esce Debora.
Mi chiede d’accendere.
Le porgo l’accendino proprio come fanno quelli che mi stanno antipatici. Senza nemmeno guardarla in faccia e continuando nella conversazione.
Organizzo i pensieri in modo che ci sia spazio anche per notare questo brutto gesto, e per ammonirmi velocemente, non si fa, non lo fare più. Ma è solo un pensiero accavallato ad altri pensieri, e quasi impercettibile, perchè stavo prospettando il sicuro exploit berlusconiano di stasera, dicendo che immagino annuncerà al Paese la sua cordata salva-alitalia, lui, il nostro redentore che odora di santo. Insomma ero concentrata e il pensiero di me che porgo male l’accendino è stato un micropensiero.
Poi Lei.
"Ah no, io sono di Berlusconi ma stavolta voto la Santanchè, perchè io adoro le donne di successo. E poi Lei ha veramente tanta classe"
 
Devo aggiungere qualcosa???????????????????????????????????????
 
ps. infatti non ho aggiunto niente. Mi sono solo ripromessa di non ammonirmi più…!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
 

solo uno spunto di riflessione
11 aprile 2008

Certo ogni questione andrebbe sviscerata a fondo, odio parlare per sentito dire, perchè è facile attribuire alto grado di credibilità ad una notizia semplicemente per il suo essere di dominio pubblico, come se ci fosse davvero una proporzionalità diretta tra quante persone dicono una cosa e la sua attendibilità. In realtà ho avuto modo di appurare che molto spesso vale la proporzionalità inversa. Ma questo è molto difficile spiegarlo.
Quello che rimane è sempre quello che si sente di più. Così come chi urla più forte finisce per avere ragione. A me non piace urlare, ed alla fine non ci tengo nemmeno tanto ad avere ragione. Ma dentro la mia testa che i conti devono tornare.
Così ho fatto una piccola ricerca su Vittorio Mangano, letto ed ascoltato alcune interviste su di lui di Paolo Borsellino, sfogliato alcune sentenze, letto alcuni articoli, cercato di considerare diversi punti di vista. Rimane sempre un’indagine superficiale, ne sono convinta. Non posso dire ora di essere un’esperta su di lui, però posso dire che si è insinuato in me un RAGIONEVOLE DUBBIO del fatto che questa persona, pace all’anima sua, sia stato seriamente implicato in molteplici attività di tipo mafioso.
Bene.
Le implicazioni di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi non sono state provate, ed io mi sento abbastanza garantista per affermare con piena convinzione che il fatto che questo personaggio (i cui legami con la mafia sono accertati con sentenze definitive e con altre sentenze non definitive in quanto è nel frattempo intervenuta la sua morte) abbia lavorato nella villa di Berlusconi è irrilevante. E che sono irrilevanti anche le intercettazioni di Totò Riina che indica Berlusconi e Dell’Utri come "protettori". Perchè delle parole di un pentito bisogna farne un uso razionale. Dio li perdonerà i pentiti, ma per me rimangono comunque delle persone diciamo non proprio pienamente degne di fiducia.
C’è una magistratura che indaga, e nessuno di noi si può sostituire ad essa attraverso il semplice uso della proprietà transitiva.

Per cui nulla quaestio sull’illibatezza di Berlusconi rispetto a questa questa storia del suo stalliere.
Solo che, come si fa poi, ad accostare la parola EROE al nome di questo quà???????
Non è imperdonabile strafottenza questa?????
Che razza di strani criteri ha in testa, l’uomo che pretenderebbe di governarmi?????
Altro che mancanza di senso delle istituzioni, a me sembra si sia perso il senso del decoro, del pudore, del rispetto della gente. Non riesco nemmeno a renderlo bene questo concetto, trovo sempre così difficile esprimere l’ovvio. 
Poi mi chiedo, ma è solo una riflessione:
è davvero così poco assennato, Silvio, da pronunciare queste parole durante una campagna elettorale….oppure è proprio questo il punto, la campagna elettorale…(considerando che i mafiosi votano e fanno votare????)??????????
Sbaglio a pormi queste domande, intrise forse di un pò di dietrologia dovuta al mio personalissimo punto di vista…..???????
Perchè io vorrei sbagliarmi, ma proprio non riesco a capire……..
E questo è solo una delle cose dette, e passate così, in sordina.
 
Sono davvero spaventata, adesso.
 
 
 

avete mai provato a mettere d’accordo 15/16 persone, anche solo per una banalissima cena???
11 aprile 2008

Ecco. Questa è la mia missione quotidiana.
Alzarmi dal letto e mettere d’accordo le 15/16 me che mi popolano.
Figuriamoci se poi mi ostino pure a voler capire il perchè della temporanea prevalenza di una delle tante.
E della velocità del cambio della guardia.
Loro sono sensibili ai minimi cambiamenti o non cambiamenti, in anticipo sugli eventi, ma in ritardo riguardo alla consapevolezza.
O meglio, la coordinatrice generale, che io scambio erroneamente per me -mentre in realtà è solo una di loro- è fatalmente in ritardo sulla realtà, o per lo meno sulla sua proiezione.
Questo complica le cose.
E le complica assai.
Dovrei rinunciare al coordinamento, ed abbandonarmi al flusso naturale.
Cercando però di evitare l’internamento!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E tant’è……………
 
ps. tutto questo perchè stamattina mentre mi svegliavo sulle note di un’intervista di Bruno Vespa (che faceva l’intervistato e non l’intervistatore) mi è venuto da chiedermi da dove fosse uscito il comandante "raika la ponderata/riflessiva/autocritica" e perchè. Non che non mi piaccia, solo che le certezze……
 
 
 

………………………..
10 aprile 2008

Forse il posto magico di stamattina era troppo magico.
Così passata l’urgenza di fare mi è piombato addosso uno dei pomeriggi più malinconici degli ultimi secoli.
Ho dovuto inventare il mio contro blog, perchè proprio non resistevo.
Un blog nel quale con uno pseudonimo scrivere ciò che quì per ovvi motivi non si può.
Ho scritto, e pensato che è stata una bella idea. Che io sono proprio io da qualche parte. Unendo i due blog, forse.
Anche se un pò di me mi rassegno non uscirà mai.
La sensazione non mi è passata del tutto, ma attenuata si. Ora sembro come stordita.
E la cosa bella è che nessuno noterà la differenza con la me di sempre….
 

PER OGGI MI CHIAMO STELLA
10 aprile 2008

C’è un posto fuori dal mondo a pochi chilometri da casa mia. Ed io l’ho scoperto per caso stamattina. Svegliata alle sei da una Lee disperata per un problema (……) ad una importazione, io, ex precaria e neo disoccupata, alle sette e mezza ero in ufficio, senza sapere nemmeno in qualità di chi, nè se poi questo giorno di proroga (che tutte le mattine è l’ultimo) verrà calcolato in busta paga. Temo di essere finita in un tunnel, e che sarà necessario un ultimo vigoroso colpo di reni per uscirne definitivamente. Per ora sono una peccatrice, scoperta dal marito innamorato a letto con l’amante in flagranza di reato, e costretta per vendetta a restare finchè la casa coniugale non sarà perfettamente in ordine. Sporca traditrice non avrai anche il coraggio di andartene e lasciarlo in balìa di se stesso. Io l’avevo avvertito. I sintomi erano chiari ed a mio modo ne avevo pure parlato. Poi un mese di preavviso, durante il quale c’è stato un tentativo di sostituzione. Era tutto orgoglioso mio marito, che aveva trovato la sua Debora. Poi però, Debora è stata spostata all’ufficio moda, per la gioia delle mie colleghe che fino a ieri si erano limitate a dirmi di stare calma e di avere pazienza. Oggi avevano i capelli dritti, povere diavole. Così mio marito è tornato il cane bastonato che era, ed ha messo in atto la sua subdola strategia del senso di colpa. E vota pure Berlusconi. Marito di merda.

Comunque non era questo che volevo dire, circa duemila righe fa.

Volevo dire che alle sette e mezza ero quà, cercando di mantenere la calma nonostante le cifre in gioco e nonostante il mio esserci stata molto con il corpo e poco con la testa non mi aiuti nell’intento. Temo che la questione delle quote sia sfuggita a me, e che sono stata io a non richiedere la documentazione. Comunque, problem solving eccomi quà, con il telefono a fuoco e la terra che un pò trema sotto i piedi. Al telefono è impossibile parlare con la dogana, così decido di andare direttamente da loro. Capiranno che mi devono aiutare. Roby mi spiega dove sono, ed io vado. Non sono pratica di queste zone industriali sperdute in mezzo alla campagna dell’entroterra, ma in meno di mezz’ora sono lì. Poi devo tornare e sbrigare giusto quelle dodicimila incombenze burocratiche che servono per mettere a posto il problema, per cui ho decisamente fretta. Intanto Alfredo deve mandare il 30% della caparra per la conferma della spedizione successiva, e continua a chiamarmi anche lui. Ho decisamente fretta, e con il mio istintivo ed innato senso dell’orientamento, finisco in mezzo al nulla. La realtà è che ho fatto una scorciatoia assurda che sfido chiunque a conoscere. Però non me ne sono accorta subito, e per un pò ho pensato di aver espatriato. Così con quello stress folle da figlia del mio tempo ho inchiodato davanti alla prima anima viva avvistata ed urlato "per San Giusto????". era anziana la Signora e non sentiva bene. Si è avvicinata, ha infilato la testa nel finestrino e mi ha detto "CHEEEEE??????" "Niente dicevo Signora, per San Giusto???" e tra me e me "andiamo bene". Lei mi accarezza il viso e dice "E’ facile stella, segui l’asfalto……." (in realtà era "è facile sc tella, segui l’asc falto"…). Allora mi sono guardata intorno, ed ho scoperto che non avevo la minima idea di dove fossi, ma era di certo fuori dal mondo. Sono scesa ed ho fumato una sigaretta, e mi è venuto in mente il titolo del mio blog, che da quel punto panoramico sulla campagna i problemi dell’importazione erano davvero piccoli piccoli. Così è. Hai un posto magico vicino casa, e vivi per trenta anni senza nemmeno immaginarlo.

Bella mattinata.

Ah, e problema risolto…….

 

 

IO PENSAVO DI ESSERE GUARITA, ED INVECE SONO IN PIENA FEBBRE ELETTORALE…
9 aprile 2008

   

        http://www.kataweb.it/utility/politometro/mio_politometro.swf?avatar=7&nick=CHICA&ics=13&ipsilon=6

 

Tra l’altro stamattina la radio mi ha svegliata con un intervista del nano. E non è stato un buon risveglio. Così poi nel dormiveglia avrei ideato una tecnica infallibile. Potrei essere tacciata di antidemocratismo. Infondo è vero che il suffragio universale non si può mettere in discussione. Ma più ci pensavo e più mi sembrava una soluzione. Daltronde a mali estremi estremi rimedi. No???

Allora.

L’idea era questa.

Votazioni online, tecnica di voto divisa in tre parti cosecutive. Si apre una pagina, ed è un test di cultura generale. Semplice, non una roba da chi vuol esser milionario. Giusto un paio di nozioni basiche. Superata questa fase si apre un’altra pagina, ed è un test psicoattitudinale. Di quelli che fanno ai test d’ingresso alle università, o che si usano per il quoziente intellettivo. Pure quà, una roba semplice, non di quelli che Berlusconi vorrebbe far fare ai magistrati, una cosa che dimostri appena il possesso di un minimo di funzionalità cerebrale, niente di più.

Superata anche questa fase, e solo una volta superata questa fase, si ha il diritto di accesso alla scheda elettorale vera e propria. Barrare il simbolo, scrivere la preferenza ed i giochi sono fatti.

Ceto nel dormiveglia non è che sono stata a pensare alle varie tecniche per garantire segretezza, unicità ed identità del votante. Ed ora pensandoci bene non saprei nemmeno come comportarmi per evitare che i test siano copiati: insomma con i particolari tecnologici ci si può organizzare, ma almeno così evitiamo il rischio di essere governati da un demente scelto da altri dementi come lui.

Perchè io l’ho sentito stamattina, e la follia è quello che rischiamo.

Se fossi stata un pò meno assonnata avrei pensato di certo che era Fiorello a parlare, e quella non era una intervista elettorale, ma una parodia di una intervista elettorale.

Davvero sono preoccupata, e poi, cosa gli sarà successo alla voce????