tristezzaaaaaaaaa, per favore vai viaaaaaaaaaaaa…..

Sarà stato che avevo un progetto in mente, che poi si era trasformato in un altro, che pure non era male.

Sarà che avevo sacrificato il mio week end a quel progetto, dando la mia totale disponibilità al capo per le pubbliche relazioni con quel cliente che bisognava intortare per bene, per il bene dell’azienda (che non si capisce io che ci guadagno, con il bene dell’azienda). Sarà stato che mi sono sorbita pranzi di sabato e riunioni di domenica, e che la consolazione era Aurelio sono quì questo week end, chiedimi tutto quello che vuoi, ma poi Mercoledì sono in ferie.

Sarà che poi mi dispiace tanto ma Mercoledì no, viene quel tipo da Grosseto alle 11.00, dai poi ti prendi il pomeriggio.

Sarà che allora avevo avuto un idea che forse era meglio del progetto originale, che poi però ho lasciato sfumare così. Sarà che mi odio davvero quando lascio le cose sfumare così, quando faccio e disfaccio tutto da sola nella mia testa, e mi entusiasmo e poi perdo l’entusiasmo e non si sa perchè.

Sarà che non mi capisco quando faccio così. Che non capisco se è orgoglio, rispetto, paura o semplicemente vizio di volontà. (Sarà che proprio non voglio capire????)

Si sarà stato questo. Sarà anche stata la colonna sonora a non aiutarmi, quel caxxo di cd jazz venuto fuori da chissà quale vita.

Sarà stato un pò di tutto questo, ma ieri il malumore e l’intolleranza verso la maggior parte degli esseri animati di questa terra ha raggiunto livelli di guardia.

E il fatto che nel malumore non avevo nemmeno voglia di scrivere, spiega la natura del malumore stesso. Che quando sei triste e riflessiva e malinconica sei comunque piena di quei pensieri profondi da sublimare, quel senso di esserci, quel peso da cui liberarti che ti fa sentire comunque il sapore di vivere. Quel desiderio latente di essere scossa, di essere presa di forza e rigettata nel vortice della vita.

Quando invece sei intollerante così, quella totale mancanza di empatia verso il mondo e verso te stessa ti fanno venire in mente le cose più tristi, scremate da tutta la loro poesia, e ti senti vuota, e non hai niente da sublimare.

Ed io lo so cos’è che non va. A parte il contingente.

 

Lo so perchè il tempo passa. E questo in sè è un fatto neutro. Nè un bene nè un male. Questo fatto neutro però comporta che devi prendere coscienza che ormai fai ampiamente parte della categoria "adulti", e che gli adulti come tali hanno dei precisi obblighi, e che questi obblighi sono noiosi e ripetitivi. E ingombranti sono. Perchè arrivi alla fine della giornata, e gli obblighi ti hanno preso tutto il tempo e tutte le energie, e alla tua vita e ad essere quel che sei ci puoi pensare giusto quei cinque minuti prima di addormentarti, o sporadicamente qualche ora in più. Che io lo posso capire che uno nella vita deve lavorare, guadagnarsi la pagnotta. Ma ci sarà pure un modo per guadagnarsi la pagnotta e comunque vivere quelle 10-11 ore in sè, perchè quelle 10-11 ore sono comunque tempo tuo, e sono IL tuo tempo, visto che poi tu non sei una di quelle che basta dormire quattro ore per notte. Allora perchè lasciare che quelle 10-11 ore, che sono il mio tempo e che mi succhiano tutte le energie, mi scivolino addosso tra mediazioni italo-cinesi, traduzione delle pretese dei cinesi e traduzione delle pretese dei calzolai, gestione delle spedizioni e gestione delle scartoffie varie, alle quali sono interessata una percentuale prossima allo zero assoluto?????Ultimamente la motivazione vacilla. Lo so che sono fortunata perchè lo stipendio è medio alto con prospettive di crescita, il lavoro mi lascia totale libertà decisionale, e non ho nessuno a cui rendere conto, se non il capo dei capi che però non capisce niente e l’importante è dargli sempre ragione ed essere sempre disponibile. Lo so che mi gestisco da sola tanto che riesco pure a fare un secondo lavoro, che devo per forza arrotondarlo quello stipendio medio-alto altrimenti farei la fame, dato questo carattere del caxxo che devo fare tutto da sola e non posso chiedere aiuto a nessuno. Lo so che non dovrei lamentarmi, che mi sono scelta tutto da sola. Però, chiedo troppo se oltre a quello che si vede dal di fuori, vorrei essere felice del mio lavoro anche dal di dentro, vorrei vivere quelle ore invece che farmele scivolare addosso in attesa di altro, sempre in attesa????

Diciamo che l’analisi lucida ed accurata della situazione che ieri ha martellato di continuo il mio cervello non si è limitata a questo. Perchè non sarebbe niente, rispondere che no non chiedo troppo, e che si devo lasciare questo lavoro e fare altro. Perchè il problema vero è: altro cosa????Perchè l’attesa si…ma cos’è che vuoi fare da grande???Ecco. Il guaio è che io ignoro questa risposta. Il guaio è che vedo tante portcine di fronte a me, porticine socchiuse che sono tante possibilità, che basterebbe aprirle spalancarle e buttarcisi dentro, ed invece rimarranno sempre progetti vaghi ed indeterminati, perchè sono troppe e sono per "un giorno", come se il tempo non passasse, o come se invece passasse troppo velocemente ed ormai è troppo tardi. Ecco, in bilico tra queste due opposte concezioni del tempo,le porticine rimangono lì, tante e socchiuse, in modo da non poter scegliere e rimanere quì, dove non voglio più stare, schiacciata da questo macigno di abitudini e necessità.

 

Certo ero meglio ieri, che almeno la pesantezza me la tenevo tutta dentro. Oggi che va meglio guai a starmi vicino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Ed è iniziata ad andare meglio ieri sera, dopo la partita. Perchè se va male, vada peggio, no????? Così mi è venuto da ridere. Era troppo!!!!!!!Io e tutte le mie seghe mentali, che ieri erano iniziate proprio così, nell’impossibilità di vedere quella partita come dicevo io, sul campo oppure in buona compagnia. La finale è stata juve battuta, compagnia mediamente antijuventina e pesantemente indisponente, e secondo tempo visto a metà causa emergenza antibiotco per Alessia.  Peggio di così??????Fossi stata in una giornata si, di quelle leggere e sorridenti, la cosa di mancini che mette in campo un diciassettenne e ci snobba e tiene a casa ibrahimovic e poi quel diciassettenne consuma la nostra sconfitta me l’avrebbe intossicata, la giornata. Ma ieri no, e ci risiamo con la relatività…

 

Daltronde mi basterebbe solo un’emozione in più….

Annunci

There are no comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: