PROBLEMI DI COMUNICAZIONE (COSA VUOI DIRE CON LE PAROLE????BELLA DOMANDA…COSA VOGLIO DIRE????)

Di certo, scremando scremando dalle parole inutili e superflue, da quelle a sproposito buttate là senza pensare, da quelle forzate, insignificanti o a libera interpretazione, scremando da quelle subito rimangiate e rinnegate, da quelle che se ne farebbe volentieri a meno, da quelle lievemente ambingue…scremando scremando…cosa rimane??? Cioè, nella realtà, a parte le necessarie banalità i passatempi vitali e le piacevoli abitudini, quante delle cose che dici vuoi veramente dire, e quante delle cose che vorresti dire invece non dici???E poi quando dici ciò che vorresti dire…quante volte riesci a dire ciò che vorresti dire, e quante volte invece comunichi altri significati, ulteriori ed incoerenti rispetto a ciò che tu pensi e che infondo vuoi????(per andare dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare????!!!!!!!!)
VA bè, seriamente, se queste domande invece di fare la vaga e lasciarle lì giusto per il diletto dei posteri le rivolgessi a me, e le contestualizzassi ben bene, le risposte come sarebbero??? poco, poche/troppe, mai/spesso.

Ecco. Queste sono le risposte. E ad una prima occhiata sembrerebbero più complicate delle domande. E volutamente, complicate. Il che forse è vero, ma se così non fosse, che motivo avrei di parlare di problemi di comunicazione?????!!!!

Però a questo proposito questa calza a pennello:

“In uno di questi giorni ho letto una citazione di Flaubert sull’insufficienza del linguaggio, in cui lui dice che la parola umana è come un calderone spaccato dal quale otteniamo i suoni che fanno ballare gli orsi, quando ciò che vogliamo è smuovere le stelle. La citazione era in inglese, non posso garantire per la fedeltà all’originale francese.(….) Flaubert faceva riferimento all’incapacità dell’uomo di esprimere ciò che sente con uno strumento così imperfetto come il linguaggio (…) ma potrebbe aver scritto anche sulla differenza tra intenzione e percezione del linguaggio, o sull’impossibilità di comunicazione umana, che trova la sua sintesi nell’inguaribile asincronia tra lo scrittore e il lettore, l’oratore e l’ascoltatore.(…..)
Non esiste notizia di uno scrittore che abbia mosso le stelle con le sue parole. Nemmeno Flaubert. Qualcuno ha avuto l’illusione di aver cambiato la vita degli orsi, e così in qualche modo, di aver cambiato l’Universo. Ma non è stato altro che una semplice consolazione.” (Luís Fernando Veríssimo)

Non è fantastico Flaubert???…

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