la prima buona azione del 2008

Uno dei primi segni della vecchiaia lo noti nel sonno….addio dolci e avvolgenti dormite ad oltranza fino alle otto di sera….capito com’è la vita????prima avevi il sonno…ed anche una mamma versione ans vai trai che all’una ti svegliava con la pasta al forno obbligatoria a dispetto delle tue nausee e dei tuoi non ancora smaltiti giramenti di testa….a tavola per forza…o la prossima volta sarai costretta a rincasare ad un’ora più decente (e in condizioni più decenti, aggiungerebbe se conoscesse i tuoi travagliamenti interiori di fronte a quegli odorini…)…ora vivi da sola e potresti finalmente dormire finchè ti va….senza pranzi obbligatori nè minaccie di alcun tipo…e che fai tu??????
alle 10 sei sveglia e pimpante nonostante le tre ore di sonno…ti giri e ti rigiri e poi alla fine ti alzi….perchè hai una fame tremenda, e daresti chissà cosa per un piatto di pasta al forno…salvo poi crollare la sera con due occhi gonfi che nemmeno i cetrioli potrebbero alcunchè….
cest la vie direbbero i francesi….la vita è un’inculata dice massimo…strana la vita dico io….
comunque
alzata di buon ora pure il primo dell’anno mi sono fatta la passeggiata inaugurale, godendo di quella specie di patina ovattata del day after…GIULIANO PALMA  la colonna sonora…tutta mia la cittàè proprio il caso di dirlo (che poi civitanova alta è tutta mia pure di sabato a mezzogiorno, per cui c’è poco da stupirsi che non ci fosse un anima per strada!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)Pista ciclabile deserta, che mi sa che gli anziani che normalmente la "animano" avevano tutti preso dei sonniferi per non sentire i botti, ed erano quindi ancora rintrucilliti artificiali anche loro, a modo loro…
godendo di quel paesaggio innaturale mi sono fatta tutto il serpentone fino al mare, senza il pla che di solito colora e riempie le camminate (ed a volte pure le strade!!!!!!!!!!!!), con pensieri innaturali in testa…che vorrei capire perchè uno il primo dell’anno deve avere una visione così maniacalmente lucida su quelli che saranno i suoi prossimi dodici mesi, come se, che ne so, il diciassette ottobre non fosse lo stesso una data adatta per decidere di cambiare le cose che vanno cambiate….la mente umana, come è poco saggia la mente umana, come è sempre tutta uno stereotipo….
Quindi, contagiata dagli stereotipi, dall’aria frizzante mattutina e dal poco sonno, ho a passo lento deciso che, nell’ordine:
avrei ripreso la dieta. i giorni della piscina sarebbero diventati mercoledì e sabato, e a scelta altri due giorni a settimana sarei andata a correre (e le passeggiate con il pla guardando le vetrine non possono considerarsi corse a tali fini). Avrei fatto un serio elettrocardiogramma appena finite le vacanze. Basta con le tachicardie improvvise ed inspiegabili: che qualcuno mi dia una seria spiegazione del perchè quell’idiota di un infermiere non è riuscito nell’intento. Poi. Avrei investito il primo stipendio dell’anno nella prole del pla, e poi regalato il cucciolo che mi spetta a domenico, addestrato come cane guida. Questa è una cosa che ho dentro da un pò, e a gennaio deve diventare un progetto concreto. Avrei cambiato lavoro e cambiato il mio modo di vedere il mondo e le relazioni: non esiste che basto a me stessa. Cioè basto a me stessa ma a volte vorrei non bastarmi per il solo gusto di vedere qualcuno che si prenda cura di me. Per cui basta con le paure. Che chi si prende cura di me non è per forza come chi ci è stato. Ci saranno altri modi di prendersi cura di me, che non troverò invadenti fastidiosi ed indisponenti…e che non mi indurranno alla follia…ci saranno????????boh…ci saranno…per adesso il terrore di ricadere in quell’oblìo mi lascia così…compiacentemente autosufficente, sfuggente, contraddittoria e incomprensibilmente diffidente…l’anno passato è stato autoreferenziale…riflessivo ed introspettivo…e ci voleva…un bel backup alle mie funzioni vitali…un sano comprendi te stessa e lavora su di te, che hai le tue colpe se ripeti sempre gli stessi errori…ma per il nuovo anno…cioè da domani…davvero da domani sarò diversa…e mi sforzerò di credere in questa possibilità…
UUUUUUUUUUUUUU. Che razza di proposito pesante….sai che faccio????arrivo a casa e me lo segno nel calendario…e poi il mantra da ripetere tutti i giorni…si mia cara…non hai bisogno di nessuno, lo so, lo sappiamo tutti…ma quanto sarebbe più piena la vita se tu potessi condividere quel sorriso e vivere davvero tutto l’amore che hai dentro…????????mmmmmmmm…detta così forse me ne convincerò….
Poi avrei deciso il giorno della settimana in cui vedere il film in lingua originale, che l’inglese è ormai diventato un vago ricordo di un mondo passato e fantastico. Avrei spiegato ad Alessia, subito e con calma, il mio punto di vista su tutta quella complicata situazione, senza tacere niente, neanche le cose che fanno male e che penso sempre di doverle risparmiare.
Con questo decalogo in mente, e sapendo che di lì a poco mi sarebbero venuti in mente altri duemila buoni propositi, sono arrivata senza sapere come a casa dei miei…non stavo percorrendo la pista ciclabile????che strana deviazione avrò fatto???Meno male che non sono in macchina…perchè altrimenti mi sarei costretta, come sempre, a tornare indietro, per verificare ed essere proprio indiscutibilmente sicura di non aver ammazzato qualcuno per strada senza rendermene conto….
Va bè…
la mia follia….
sicchè sono arrivata dai miei…cerco di passare dal garage perchè non ho le chiavi e non voglio svegliarli, ma già che ci sono farei un paio di feste al cane e una visitina al frigorifero, di certo più attrezzato del mio…giro l’angolo e trovo, un bimbo in lacrime mezzo arrampicato al cancello e la mamma che cerca di riportarlo alla ragione (e con i piedi per terra)…mi avvicino e invece capisco che la mamma è più agitata di lui: il problema è il seguente: un gatto (non il suo gatto, ma un gatto) si è arrampicato alla mia pianta. E’lì. Su un ramo, e non si muove. Il bambino è sensibile e vuole salvarlo. La madre è molto sensibile ed ha chiamato i pompieri. Ma i pompieri non sono sensibili ed hanno messo in mezzo delle cose stupide e burocratiche, come ad esempio la violazione di proprietà privata. Ergo. Per entrare hanno bisogno del permesso dei proprietari. Ora io, notoriamente sensibile fino all’inverosimile, sarà che non nutro particolare amore per il genere felino, ma avrei avuto voglia di dire che io non sapevo niente, passavo di lì per caso e non conoscevo i proprietari (la mamma aveva già suonato, ma quella mamma non sa che il campanello di casa mia non funziona dal giorno del mio diciottesimo compleanno, e per entrare dai miei o telefoni o hai le chiavi o al limite urli sotto la finestra con insistenza). Va bè, fatto sta che in quel mentre si affaccia mia zia dalla finestra dall’altra parte della strada, e risulta lampante che i miei rapporti con quell’isolato non sono puramente casuali. Dico. Abitano i miei genitori quì, ma veramente non capisco che pericoli corre quel gatto. La mamma mi spiega che i gatti, simpatici animali, salgono facilmente sulle piante ma non sanno scendere. Quindi o si chiamano i pompieri o muoiono di fame. A me, sembra una stronzata. Mai sentita una cosa del genere. Dico, non mi sembra lui si lamenti. Ma il bambino si lamentava, e forte. Allora ho svegliato i miei, cercato di prendere una scala per salire fino al gatto, che chiamare i pompieri per prendere il gatto davvero mi vergognavo, mi sembrava un insulto alle emergenze. Solo che sto gatto, a quanto pare, non voleva essere salvato, e appena sono riuscita ad avvicinarmi al suo ramo ha fatto un altro paio di metri in altezza. Non mi sembrava affatto affamato, nè in debito di alcunchè. Mi sembrava solo un gatto che volesse strasene un pò per i fatti suoi. Ma niente da fare, il bambino, che evidentemente soffre di vertigini, si è allarmato in maniera impressionante, e non mi è rimasto che rassicurarlo e chiamare i pompieri. Buon giorno, sono enrica marilungo, scusatemi tanto ma c’è un gatto sulla mia pianta. Io non vi diturberei ma il gatto si agita e miagola fortissimo, sta disturbando tutto il vicinato… e poi sembra stia male…Ho mentito spudoratamente. Ma dopo aver opposto una flebile resistenza, il pompiere, ha accettato la chiamata. Due minuti e camionetta a sirene spiegate, che appena ha girato l’angolo ho per un attimo pensato….mmmmmm…cosa sarà successo??????Va bè…la faccio breve….le operazioni di soccorso sono state lunghe e dispendiose….con l’utilixzo delle tecniche più variegate. Prima dell’ormai sicuro taglio del ramo, il gattom evidentemente stufo di tutto quel casino, ha tentato il suicidio per poi scapoparsene a zampe levate….
Consideriamola un pò la prima buona azione dell’anno…tanto il gatto non legge i blog e non può mandarmi a quel paese…
 
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