Archive for gennaio 2008

tristezzaaaaaaaaa, per favore vai viaaaaaaaaaaaa…..
31 gennaio 2008

Sarà stato che avevo un progetto in mente, che poi si era trasformato in un altro, che pure non era male.

Sarà che avevo sacrificato il mio week end a quel progetto, dando la mia totale disponibilità al capo per le pubbliche relazioni con quel cliente che bisognava intortare per bene, per il bene dell’azienda (che non si capisce io che ci guadagno, con il bene dell’azienda). Sarà stato che mi sono sorbita pranzi di sabato e riunioni di domenica, e che la consolazione era Aurelio sono quì questo week end, chiedimi tutto quello che vuoi, ma poi Mercoledì sono in ferie.

Sarà che poi mi dispiace tanto ma Mercoledì no, viene quel tipo da Grosseto alle 11.00, dai poi ti prendi il pomeriggio.

Sarà che allora avevo avuto un idea che forse era meglio del progetto originale, che poi però ho lasciato sfumare così. Sarà che mi odio davvero quando lascio le cose sfumare così, quando faccio e disfaccio tutto da sola nella mia testa, e mi entusiasmo e poi perdo l’entusiasmo e non si sa perchè.

Sarà che non mi capisco quando faccio così. Che non capisco se è orgoglio, rispetto, paura o semplicemente vizio di volontà. (Sarà che proprio non voglio capire????)

Si sarà stato questo. Sarà anche stata la colonna sonora a non aiutarmi, quel caxxo di cd jazz venuto fuori da chissà quale vita.

Sarà stato un pò di tutto questo, ma ieri il malumore e l’intolleranza verso la maggior parte degli esseri animati di questa terra ha raggiunto livelli di guardia.

E il fatto che nel malumore non avevo nemmeno voglia di scrivere, spiega la natura del malumore stesso. Che quando sei triste e riflessiva e malinconica sei comunque piena di quei pensieri profondi da sublimare, quel senso di esserci, quel peso da cui liberarti che ti fa sentire comunque il sapore di vivere. Quel desiderio latente di essere scossa, di essere presa di forza e rigettata nel vortice della vita.

Quando invece sei intollerante così, quella totale mancanza di empatia verso il mondo e verso te stessa ti fanno venire in mente le cose più tristi, scremate da tutta la loro poesia, e ti senti vuota, e non hai niente da sublimare.

Ed io lo so cos’è che non va. A parte il contingente.

 

Lo so perchè il tempo passa. E questo in sè è un fatto neutro. Nè un bene nè un male. Questo fatto neutro però comporta che devi prendere coscienza che ormai fai ampiamente parte della categoria "adulti", e che gli adulti come tali hanno dei precisi obblighi, e che questi obblighi sono noiosi e ripetitivi. E ingombranti sono. Perchè arrivi alla fine della giornata, e gli obblighi ti hanno preso tutto il tempo e tutte le energie, e alla tua vita e ad essere quel che sei ci puoi pensare giusto quei cinque minuti prima di addormentarti, o sporadicamente qualche ora in più. Che io lo posso capire che uno nella vita deve lavorare, guadagnarsi la pagnotta. Ma ci sarà pure un modo per guadagnarsi la pagnotta e comunque vivere quelle 10-11 ore in sè, perchè quelle 10-11 ore sono comunque tempo tuo, e sono IL tuo tempo, visto che poi tu non sei una di quelle che basta dormire quattro ore per notte. Allora perchè lasciare che quelle 10-11 ore, che sono il mio tempo e che mi succhiano tutte le energie, mi scivolino addosso tra mediazioni italo-cinesi, traduzione delle pretese dei cinesi e traduzione delle pretese dei calzolai, gestione delle spedizioni e gestione delle scartoffie varie, alle quali sono interessata una percentuale prossima allo zero assoluto?????Ultimamente la motivazione vacilla. Lo so che sono fortunata perchè lo stipendio è medio alto con prospettive di crescita, il lavoro mi lascia totale libertà decisionale, e non ho nessuno a cui rendere conto, se non il capo dei capi che però non capisce niente e l’importante è dargli sempre ragione ed essere sempre disponibile. Lo so che mi gestisco da sola tanto che riesco pure a fare un secondo lavoro, che devo per forza arrotondarlo quello stipendio medio-alto altrimenti farei la fame, dato questo carattere del caxxo che devo fare tutto da sola e non posso chiedere aiuto a nessuno. Lo so che non dovrei lamentarmi, che mi sono scelta tutto da sola. Però, chiedo troppo se oltre a quello che si vede dal di fuori, vorrei essere felice del mio lavoro anche dal di dentro, vorrei vivere quelle ore invece che farmele scivolare addosso in attesa di altro, sempre in attesa????

Diciamo che l’analisi lucida ed accurata della situazione che ieri ha martellato di continuo il mio cervello non si è limitata a questo. Perchè non sarebbe niente, rispondere che no non chiedo troppo, e che si devo lasciare questo lavoro e fare altro. Perchè il problema vero è: altro cosa????Perchè l’attesa si…ma cos’è che vuoi fare da grande???Ecco. Il guaio è che io ignoro questa risposta. Il guaio è che vedo tante portcine di fronte a me, porticine socchiuse che sono tante possibilità, che basterebbe aprirle spalancarle e buttarcisi dentro, ed invece rimarranno sempre progetti vaghi ed indeterminati, perchè sono troppe e sono per "un giorno", come se il tempo non passasse, o come se invece passasse troppo velocemente ed ormai è troppo tardi. Ecco, in bilico tra queste due opposte concezioni del tempo,le porticine rimangono lì, tante e socchiuse, in modo da non poter scegliere e rimanere quì, dove non voglio più stare, schiacciata da questo macigno di abitudini e necessità.

 

Certo ero meglio ieri, che almeno la pesantezza me la tenevo tutta dentro. Oggi che va meglio guai a starmi vicino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Ed è iniziata ad andare meglio ieri sera, dopo la partita. Perchè se va male, vada peggio, no????? Così mi è venuto da ridere. Era troppo!!!!!!!Io e tutte le mie seghe mentali, che ieri erano iniziate proprio così, nell’impossibilità di vedere quella partita come dicevo io, sul campo oppure in buona compagnia. La finale è stata juve battuta, compagnia mediamente antijuventina e pesantemente indisponente, e secondo tempo visto a metà causa emergenza antibiotco per Alessia.  Peggio di così??????Fossi stata in una giornata si, di quelle leggere e sorridenti, la cosa di mancini che mette in campo un diciassettenne e ci snobba e tiene a casa ibrahimovic e poi quel diciassettenne consuma la nostra sconfitta me l’avrebbe intossicata, la giornata. Ma ieri no, e ci risiamo con la relatività…

 

Daltronde mi basterebbe solo un’emozione in più….

PROBLEMI DI COMUNICAZIONE (COSA VUOI DIRE CON LE PAROLE????BELLA DOMANDA…COSA VOGLIO DIRE????)
28 gennaio 2008

Di certo, scremando scremando dalle parole inutili e superflue, da quelle a sproposito buttate là senza pensare, da quelle forzate, insignificanti o a libera interpretazione, scremando da quelle subito rimangiate e rinnegate, da quelle che se ne farebbe volentieri a meno, da quelle lievemente ambingue…scremando scremando…cosa rimane??? Cioè, nella realtà, a parte le necessarie banalità i passatempi vitali e le piacevoli abitudini, quante delle cose che dici vuoi veramente dire, e quante delle cose che vorresti dire invece non dici???E poi quando dici ciò che vorresti dire…quante volte riesci a dire ciò che vorresti dire, e quante volte invece comunichi altri significati, ulteriori ed incoerenti rispetto a ciò che tu pensi e che infondo vuoi????(per andare dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare????!!!!!!!!)
VA bè, seriamente, se queste domande invece di fare la vaga e lasciarle lì giusto per il diletto dei posteri le rivolgessi a me, e le contestualizzassi ben bene, le risposte come sarebbero??? poco, poche/troppe, mai/spesso.

Ecco. Queste sono le risposte. E ad una prima occhiata sembrerebbero più complicate delle domande. E volutamente, complicate. Il che forse è vero, ma se così non fosse, che motivo avrei di parlare di problemi di comunicazione?????!!!!

Però a questo proposito questa calza a pennello:

“In uno di questi giorni ho letto una citazione di Flaubert sull’insufficienza del linguaggio, in cui lui dice che la parola umana è come un calderone spaccato dal quale otteniamo i suoni che fanno ballare gli orsi, quando ciò che vogliamo è smuovere le stelle. La citazione era in inglese, non posso garantire per la fedeltà all’originale francese.(….) Flaubert faceva riferimento all’incapacità dell’uomo di esprimere ciò che sente con uno strumento così imperfetto come il linguaggio (…) ma potrebbe aver scritto anche sulla differenza tra intenzione e percezione del linguaggio, o sull’impossibilità di comunicazione umana, che trova la sua sintesi nell’inguaribile asincronia tra lo scrittore e il lettore, l’oratore e l’ascoltatore.(…..)
Non esiste notizia di uno scrittore che abbia mosso le stelle con le sue parole. Nemmeno Flaubert. Qualcuno ha avuto l’illusione di aver cambiato la vita degli orsi, e così in qualche modo, di aver cambiato l’Universo. Ma non è stato altro che una semplice consolazione.” (Luís Fernando Veríssimo)

Non è fantastico Flaubert???…

A COSA SERVE LA POESIA
27 gennaio 2008

A che cosa serve la poesia? Può servire. 

Vi faccio un esempio. 
Prendete una coppia che va abbastanza bene: 
due o tre lustri di convivenza 
casa figli interessi comuni. 
I coniugi però, non essendo né sordi né orbi 
né privi di altri sensi 
naturalmente non immuni 
dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti 
dell’altro sesso 
di cui alcune, per circostanze favorevoli, 
sarebbero passibili di un incontro a letto. 

Sorge allora un problema che propone tre soluzioni. 

La prima è la tradizionale repressione 
non concupire eccetera non appropriarti dell’altrui proprietà 
per cui il coniuge viene equiparato a un comò 
Luigi XVI o a un televisore a colori 
o a un qualsiasi oggetto di un certo valore 
che non sarebbe corretto rubare. 

La seconda soluzione è l’adulterio 
altrettanto tradizionale 
che crea una quantità di complicazioni 
la lealtà (glielo dico o non glielo dico?) 
lo squallore di motel occasionali 
la necessità di costruire marchingegni di copertura 
che non eliminano la paura 
di fastidiose spiegazioni. 

La terza soluzione è senza dubbio la più pratica 
Si prendono i turbamenti e i sentimenti 
le emozioni e le tentazioni 
si mescolano bene si amalgama l’immagine 
con un brodo di fantasia 
e ci si fa su una poesia 
che si mastica e si sublima 
fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere 
e infine si manda giù 
si digerisce con un pò di amaro 
d’erbe naturali 
e poi non ci si pensa più.

Joyce Lussu

chi di spada ferisce di spada perisce
27 gennaio 2008

Solo questo voglio dire agli interisti.

Perché poverelli a dire il vero mi fanno pure un po’ pena. Loro che non sanno perdere e non sanno neanche vincere. Che perdere è dura e si sa, se poi dopo anni ed anni ed anni di sofferenze e rospi inghiottiti e lacrime e iatture e vittimismi e sfighe varie inizi a vincere e ti iniziano tutti a maltrattare, allora lo capisco che ci puoi rimanere male. Perché sei più forte di tutti, è innegabile, nessuno potrebbe sostenere il contrario, ed allora perché non ti osannano, non ti ammirano, non si tolgono il cappello in segno di riverenza invece di fracassarti i xxxni con il rigore la punizione il fuorigioco e quella gran boiata della sudditanza psicologica ?????Ti chiedi perché, e nel frattempo, se non sei pienamente consapevole di te stesso (e non lo sei, con quel passato lì) questo tarlo ti rovina il momento.Te la prendi. Vai in silenzio stampa ed inizi una lotta impari fatta di giustificazioni balbettate e tentativi di sviamento del problema. Noi questo problema non l’abbiamo mai avuto. Con la classe innata che ci contraddistingue, mai una polemica nei confronti delle malelingue vittimiste con le manie di persecuzione. Consapevoli della nostra forza, le vittorie le abbiamo sempre festeggiate, lasciandovi beatamente la consolazione degli scudetti morali, dell’onore, della simpatia, della lealtà.

Certo l’abbiamo pagato questo modo di fare, ed a caro prezzo. E non mi riferisco alla serie B, che quello, per me che non vivo di calcio ma che il calcio lo adoro, è stato l’anno più bello. Perché del calcio io adoro le atmosfere, gli odori, l’adrenalina prima della partita. E la serie B mi ha fatto vivere un anno in un’atmosfera a dimensione d’uomo, un anno di sentimenti, di sacrificio, di abnegazione e passione, che moltiplicano l’affetto per quella maglia, per quella disposizione d’animo. E poi mi ha mostrato il cuore grande dei campioni, quello che di questi tempi non ti aspetti. Ha mostrato al mondo che il calcio non è solo soldi e imbrogli e quotazioni in borsa. Esistono anche Buffon, Del Piero Nedved Camoranesi e Treseget. Ed il pianeta, per un po’, mi è sembrato più bello.

Il prezzo, quello che davvero abbiamo pagato, è di essere stati privati della dirigenza più forte del mondo. Quella fatta di persone capaci, caparbie, intelligenti, dotate di intuito esperienza ed indiscutibile professionalità. Quella era la nostra forza, non gli arbitri. Ma così è andata, e così ci troviamo, adesso. Con quattro pellegrini a dirigerci, con i guai che questo mercatino di riparazione rende evidenti nella loro ridicolaggine.

VA bè. LA vita è una ruota e la ruota gira. Quando sei troppo forte crei delle invidie. E questo succede in tutti i campi, E’ sempre meglio essere così così…sempre meglio che le cose vadano “non c’è male”…

Ed invece, quando sei smisuratamente più forte degli altri, vinci. L’inter lo sa, adesso, che quando sei più forte vinceresti lo stesso, senza quei “favori” arbitrali che monopolizzano l’attenzione. E’ che quando sei più forte il favore dell’arbitro lo capitalizzi mentre l’errore in tuo sfavore, con la vittoria, viene banalizzato. Cioè: se tu vinci una partita tre a zero e non ti danno un rigore grosso come una casa e ti fischiano contro un fuorigioco palesemente inesistente mentre il tuo attaccante è lanciato a rete, solo a tu per tu con la porta, in realtà non è successo niente. Ma è solo perché tu sei smisuratamente più forte ed hai vinto nonostante. Però questi errori non passano alla storia. Mentre se durante una partita stai faticando ed un arbitro non vede un fallo sacrosanto nella tua area di rigore, e così non concede il penalty all’avversario, certo è che poi tu quella partita la vinci, perché sei più forte, e quell’episodio diventa determinante. Capito ora, come è facile trasformarsi da vittime a carnefici????E’ facile.

E’ per questo che mi fate un po’ pena, perché vi meritereste di godervi questo vostro momento. Invece di sentirvi vittime di un sistema che solo voi avete creduto esistesse, e che poi nella psicopatologia generale si è trasformato in sentenze di giustizia sportiva e telefoni spiati e gente che non può parlare al telefono con chi vuole, alla faccia della costituzione e dei diritti inviolabili dell’uomo.

Povera inter, gran bella lezione nel suo anno migliore.

Ps. Se poi tutto questo contribuisse a farvi perdere il lume della ragione ed a farvi rientrare nella vostra psicosi vittimista, e come dire di colpo vi passasse quell’incantesimo di cui parlava mughini (in base al quale quest’anno l’inter si sente la juve)(un genio muggini!)…in quel caso ben vengano i favori arbitrali)…

un pò di outing che di scrivere non me ne va
26 gennaio 2008

Test: 
01 - Che ora è: 12.50
02 - Nome: Enrica 
03 - Compleanno: 9-6-76 04 - Segno zodiacale: Gemelli ascendente Vergine :0)
05 - Tatuaggi: no
06 - Piercing: no
07 - Sei innamorato? innamorata è una parola grossa...diciamo che non sono più nella fase "pace dei sensi...".....:)
08 - Ti piaci interiormente? interiormente direi di si                                                                
09 - Hai già amato al punto di piangere per qualcuno? Ho pianto...ma era amore????
10 - Hai mai fatto un incidente con la macchina? Si, ed il primo incidente in cui guidavo io in realtà è stato solo il frutto di un esperimento mal riuscito: ero diciottenne, neopatentata e leggermente annoiata (di domenica pomeriggio, in giro in macchina senza senso con due mie amiche, come puoi fare solo quando hai appena preso la patente e girare in macchina ha già un senso in sè, è come una rivincita per tutte le intemperie che sei stata costretta ad affrontare sulle due ruote)...l'esperimento che ha ravvivato la giornata è stato il seguente: si riuscirà a guidare con le gambe incrociate?????NO, non si riesce.....:):):)
11 - Hai mai avuto una frattura? anche troppe
12 - Pepsi o coca-cola? COCA COLA                                                                                     
13 - Ti fidi dei tuoi amici? ...che amici sono sennò????
14 - Colore preferito per l'intimo? Nero
15 - Misura di scarpe: 38
16 - Numero preferito: non ne ho
17 - Tipo di musica preferita? Musica leggera e Jazz

18 - doccia o bagno? bagno...idromassaggio è meglio...
19 - Cosa odi oggi? oggi odio il ragioniere di questa stupida azienda
20 - Come ti vedi nel futuro? bellissima...il problema è il presente....:)
21 - Da chi hai ricevuto questa mail? Francesca
22 - Quale dei tuoi amici vive più lontano? Boh...è più lontana New York o Bangalore???No forse Sidney...non lo so...la geografia mi manca....
23 - Chi sarà il + rapido a rispondere secondo te? veramente non so neanche a chi e se la manderò.....
24 - Il più lento? idem
25 - ci sarà qualcuno che non risponderà? come sopra
26 - Cosa cambieresti nella tua vita? qualche cosetta del passato la cambierei volentieri...
27 - Sei felice? in certi momenti mi sembra di essere felice...
28 - Proverbio preferito? adoro i proverbi (mio nonno ne aveva sempre uno giusto per ogni occasione!)...scelgo..."gente allegra il ciel l'aiuta"
29 - Libro preferito? sempre l'ultimo che ho letto
31 - La prima cosa a cui pensi quando ti svegli? Fosse la volta bona...!!!!!!!!!!!!!!
32 - Film preferito? quanto odio le classifiche...dipende dall'umore...dunque...oggi direi Dogville (Lars Van Trier)

33 - Se potessi essere qualcun altro chi saresti? decisamente Sonia Amoruso
34 - Cosa c'è sulle pareti della tua camera? non c'è niente...sto traslocando ed al momento non ho neanche una camera..
35 - Cosa c'è sotto il tuo letto? chi lo sa...potrebbe esserci di tutto....
37 - Pensi che qualcuno risponderà a questa mail?UFFAAAA                                                             
38 - E chi sei sicuro risponderà? MA CHE DOMANDE SONO????
39 - Di chi vorresti leggere la risposta? TRA UN Pò SMETTO DI RISPONDERE...

40 - Profumo preferito? Musk di Alissa Ashley
41 - Sport preferito? Sci, equitazione, squash...insomma i tre sport che non posso più praticare...quindi ora dovrei dire il nuoto...sto tentando con lo yoga ma....lo yoga è uno sport??????                                             
42 - Timido o estroverso? ESTROVERSA....e TIMIDA...
43 - Soprannomi? kika
44 - Mare o montagna? mare mare mare
45 - Hai paura della morte? più che altro di quella degli altri...                                                    
46 - A che ora vai a letto di solito? dipende...qualsiasi ora è buona per dormire 🙂
47 - Cosa vuoi dire alle persone che leggeranno questa mail?se siete arrivati fin quà oramai è fatta...la mia prossima mail cestinatela direttamente (come si può alimentare così lo spamming??????!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

48 - Cosa pensi della persona che ti ha inviato questa mail?...NO ADESSO SPIEGAMI COS'è DI TUTTO QUESTO CHE NON SAPEVI GIA'.....

 

things I like
26 gennaio 2008

 
 
Le cose che piacciono a me
 
Gocce di pioggia sul verde dei prati,
sciarpe di lana, guantoni felpati,
più che il sapore, il colore del the
ecco le cose che piacciono a me!

Torte di mele, biscotti croccanti,
bianchi vapori dai treni sbuffanti,
quando ti portano a letto il caffè,
ecco le cose che piacciono a me!

Tanti vestiti a vivaci colori,
quando ricevi in regalo dei fiori,
le camicette di bianco picchè,
ecco le cose che piacciono a me!

Se son triste, infelice, e non so il perché
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me!

Il miagolare che fanno i gattini,
ed il sorriso di tutti i bambini,
la cioccolata che è dentro i bignè,
ecco le cose che piacciono a me!

Un bel quaderno appena comprato,
un fazzoletto che sa di bucato,
una gallina che fa coccodè,
ecco le cose che piacciono a me!

Biondi capelli su un viso abbronzato,
pane arrostito con burro spalmato,
quando si ride ma senza un perché,
ecco le cose che piacciono a me!

Se son triste, infelice, e non so il perché
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me!
 

nella prossima vita voglio rinascere platone (non il filosofo, il mio cane)
26 gennaio 2008

Stavo cattolicamente pensando che mi faranno santa. E buddistamente che la prossima vita sarà fantastica. Perchè se questa è così, vuol dire che sto espiando, che in quella passata non è che mi sia comportata proprio bene. E brava. Mi sarò divertita almeno. Ma se espio a questi ritmi, nella prossima faremo faville mia cara. Allora ho pensato: rinascerò, emm, rinascerò…Papa. ma no. Che tristezza. Rinascerò ricchissima (così non devo lavorare). Però. Poi mi drogherei di sicuro, e potendo fare tutto ciò che mi andrebbe non avrei più stimoli. Proprio io che mi appassiono solo alle cose complicate. Allora rinascerò bella ricca e famosa (e anche stupida quanto basta). Sposerò un calciatore (possibilmente Del Piero) e lo stesso non dovrei lavorare, o vivrei di quei lavori entusiasmanti che li chiami lavori ma in realtà sono passioni e passatempi. Così non andrebbe male. Potrei pure avere tempo e finanze a disposizione per occuparmi di qualche progetto di volontariato fatto come dico io. Si non sarebbe male, però, di fatto, quante ragazze belle ricche famose e mediamente stupide esistono sulla terra???E quante di loro sono felici????Mmmmmm. questo discorso inizia ad essere terribilmente banale ed anche un pò complicato se vogliamo. In ogni caso la soluzione è stata che se rinascessi Platone (ovvero Labrador color miele con un muso dolcissimo, un fisico statuario ed un carattere moooolto esuberante) potrei passare tutto il giorno saltabellando e scodinzolando per il giardino, ogni tanto uscirei con una padrona troooooppo amorevole, riceverei coccole da tutti i passanti,  mangerei quello che mi va e quando mi va, avrei sempre acqua fresca a disposizione, sarei sempre protetta dal mondo da una bella e solida recinzione, fuori dal recinto avrei sempre qualcuno di rassicurante dietro cui nascondermi quando le cose si mettono male, e soprattutto mi sveglierei quando voglio e non sarei costretta a questi massacranti ritmi di lavoro, a dover portare a pranzo clienti bavosi di sabato mattina con questo sole perchè al capo non si può dire di no, e stare sempre e comunque spiantata. Ecco la soluzione. Poi si dice vita da cani. E magari!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ecco, avrei bisogno di una bella vacanza, un bel week end lontano da quì, staccare staccare staccare. In realtà un pensierino ce l’avrei, ma….boh..

governo caduto e casa allagata…insomma bella seratina…
25 gennaio 2008

Lavorato 11 ore…esco dall’ufficio con un solo occhio aperto e  mi ricordo di quello spettacolo al quale avevo deciso di andare….Moni Ovadia "Le storie del Signor keuner" (stratosferico bellissimo e delirante insieme: Brecht, la società odierna, la funzione del teatro, lo sberleffo, il ridicolo, visione cinica e paradossale sul disastro della nostra politica, della nostra società, del nostro essere uomini…)…ci ho pensato un pò, perchè dello spettacolo non sapevo niente, Moni Ovadia mi piace ma Brecht è pesante, ci vuole concentrazione ed io sono a pezzi. Però. Non posso vivere per lavorare, tra l’altro proprio in questo periodo in cui sono in guerra con il mio lavoro. Sicchè chiamo Laura che lo sa, che io sono quella dell’ultimo minuto, e si organizza una veloce caccia al biglietto. Poi io organizzo una veloce doccia, dopo un veloce salto ad immaginare casa di Francy e Teo in mezzo ai lavori in corso, e poi vado. Già dalla doccia, in acrobazia per riuscire nel frattempo a parlare al telefono, la serata si profilava difficile. Perchè tra un pò nemmeno io so dove abito, ed ogni volta che torno a casa sono lì con la cartina in mano per riconoscerer il portone (!!!!!) e mentre mi faccio la doccia chi suona al citofono????Una ragazza che ha la macchina bloccata sulla discessa da una Mercedes classe A 180 nera….per caso è tua????E si, che è mia, ma…….come caspita ha fatto lei a trovare il mio campanello, che nemmeno c’è un straccio di nome appiccicato?????
E questo era ancora niente….
Nel tragitto per il teatro la notizia mi piomba addosso così…lo so che era scontato e che lo sapevano tutti, ma io ho sempre questa teoria del miracolo, come la juve, che continuo a sostenere vincente in campionato. Poi non è che ho un programma in mente, una strategia mia personale in base alla quale ce la si fa.E’ solo un modo di pensare…non so come ma andrà così…sarà che il pensare così mi fa stare meglio….salvo poi rimanerci male, male male, quando il non progetto non si avvera, e la non strategia si rivela troppo ottimista…quindi mi si è gelato il cuore…volevo tornare indietro ad andare a dormire…una sensazione assurda…non solo per la nostra povera nazione maltrattata dalle beghe personali di un branco di incapaci arroganti e disonesti…ma anche personalmente, per Prodi, per la sua visione del mondo…la sua onestà, la sua coerenza, il suo crederci per davvero…boh non lo so gli voglio proprio bene…è come se avessero fatto uno sgarro a mio nonno….
Va bè. In mezzo a queste riflessioni personal-politiche, ed ad un pò di nostalgia per mio nonno che ora si fa sentire più dei primi tempi ed in maniera sempre così pittoresca (cosa c’entra prodi con mio nonno????se mi sentisse prenderei anche un bell’insulto!), sono arrivata a teatro, e lì sono stata rapita dal delirio e dalla rappresentazione che calzava a pennello con le mie mille domande esistenziali, con risposte nel contempo ironiche e sorridenti ed intrise di pessimismo ineluttabile….
Questi pensieri in testa, ed un pò meno "gelata", me ne vado a casetta…un pò di porta a porta tanto per gradire e poi ho troppo sonno e sti cazzi la situazione politica, che me frega a me????(questo mi ha sempre salvata, la capacità di cambiare pelle così repentinamente!!!!!!!!!!!!!!!!).
Però.
 La fai facile tu. La vita. Ed invece. Non è passata mezz’ora che…tic tic tic tic…cos’è????ho lasciato l’acqua aperta…ma no…smetterà…(ancora il non progetto!)….però…tic tic tic…va bè..un rubinetto che gocciola. Alla fine mi alzo e lo vado a chiudere…però..che strano rumore i miei passi…c’è un lago per terra, chi è sta innffiando il parquet??????OK. Sveglia ben bene, la caldaia è andata…è come se fosse un rubinetto aperto, senza manolpola per chiudere. Bene. CAlma e sangue freddo. Dove si chiude l’acqua???BOh. Non l’ho chiesto alla padrona di casa. Dove si spegne la caldaia. Boh. So usare solo il termostato. Va bè, è l’una e mezza di notte ma DEVO chiamare la proprietaria, la quale giustamente ha il telefono spento. Caccia al tesoro riuscita: dopo un’ora e mille secchiate d’acqua trasportate nel water trovo le manopole del caso. PArquet più o meno asciutto. Sono le tre. Vado a dormire.
Bene.
Ma la padrona di casa è una tipa previdente. Alle quattro di notte accende il telefono (perchè????dico io). Trova la mia chiamata, si agita e mi chiama. Stavolta mi agito anch’io però. Soprattutto perchè per evitare le esalazioni avevo aperto la finestra in sala, e quindi costretta dalle sue istruzioni tecniche a stare mezz’ora in piedi davanti alla caldaia, prendo un freddo che nemmeno sull’himalaya. La salute era già precaria, sicchè inizio una serie ininterrotta di colpi i tosse, che mi accompagano fino all’alba. L’ultima volta che guardo l’orologio sono le cinque. Alle sette suona la sveglia…
BUONGIOOOOOOOOOOOOOORNOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 

voce tornata…ma siamo sicuri che sia la mia????
24 gennaio 2008

Oggi va meglio. Per lo meno mi è tonata la voce, e niente non è!
L’ultima volta che sono stata COSI’ male era il 2004, ed io in India. A pensarci, che ragazza coraggiosa. Non sembro la stessa dell’altra sera, che a stento è riuscita a fare due rampe di scale per raccogliere il film, gentilmente portatole fino al portone, e solo fin lì, causa germi contagiosi (che l’affetto è una cosa, ma la possibilità di prendersi un’influenza è un altro discorso!!!!!!!!!!!). Comunque (e tu se leggi sappi che non mi sto lamentando, anzi, mi sa che mi sono dimenticata di dirti grazie mentre urlavo al citofono per attaccarti i microbi lo stesso…è sempre così scontato che ci sei che a volte mi dimentico di quanto sono fortunata…). Dicevo???Ah si, dicevo che ieri ero a casa mia, nel mio paesello, con la mia mamma che chiamava ogni sei minuti per chiedere se avessi bisogno di qualcosa, le amiche a disposizione (va bè, in tuta antiepidemie ma comunque a disposizione!!!!), la tecnologia per passare il tempo, le medicine nella scatola e fiumi di acqua potabile nelle immediate vicinanze (e non a 6 km a piedi), e mi sentivo senza un briciolo di forze, stremata dalla febbre, dal mal di gola e soprattutto da quel tormento alla testa. Non avrei potuto fare un passo senza svenire. In India, stesso virus immagino, o comunque stessi sintomi, stessa sensazione indefinibile di "morte imminente!", e per di più con il sospetto che lì davvero poteva essere di tutto, date le condizioni ambientali nelle quali vivevo, qulasiasi malattia avrebbero potuto passarmi i bambini dell’orfanotrofio, che diciamo la verità, di ottima salute proprio non godevano, soprattutto quelli ai quali bisognava tenere per ore la mascherina dell’ossigeno per smettere di sentire i rantoli per qualche minuto…. Considerando poi che io ero stata costretta a passare per il centro di medicina per il viaggiatore di Ancona (e proprorrei una moratoria per la sua abolizione, terroristi che non sono altro…), e quindi ero stata messa al corrente di tutte le possibili tragedie che mi sarebbero potute capitare dati i possibili contagi "endemici" in quei posti, verso la metà dei quali mi ero, sotto la mia responsabilità, rifiutata di vaccinarmi. Tenuto conto soprattutto che il giorno prima ero, per puro errore, finita interamente in una fogna, dalla testa ai piedi, e si sa, le fogne indiane a cielo aperto non sono propiamente il posto più indicato per immergersi e squartarsi il polpaccio. Insomma, pensando in questi giorni di trovarmi lì, beh, devo ammettere che non l’avevo mai vista sotto questo aspetto, la questione, ed invece sono davvero stata lucida saggia e coraggiosa ad organizzare ed affrontare tutto il viaggio di ritorno, comprese le due ore di risciò per l’aeroporto. Non l’avevo mai vista sotto questo aspetto perchè quella fuga, una volta a casa ed al sicuro, e visto che alla fine di niente di particolarmente grave si trattava, mi è sempre un pò sembrata come una fuga appunto, come un’incapacità ad adattarsi alle vere condizioni di miseria, come una reazione da viziata occidentale che si gioca con tutto ma al minimo pericolo si torna nella "civiltà". Avrei dovuto accettare quella puntura miracolosa del saggio del villaggio (quello con la barba lunga che per capirlo mi sono serviti due interpreti, uno dalla sua lingua all’indiano e l’altro dall’indiano al simil inglese) senza pormi troppe questioni tipo la sterilità dell’ago o l’affidabilità del liquido, invece che limitarmi a bere con terrore la tisana alle erbe (bevuta solo perchè la signora, sotto il monsone, aveva camminato per 6 ore, 3 ad andare e 3 a tornare, per raggiungere il villaggio dove cresce quell’erba santa che fa passare tutto, e nonostante la diffidenza non ho avuto il cuore di rifiutare). Avrei dovuto essere riconoscente da tante e tali dimostrazioni di affetto da parte di gente fondamentalmente sconosciuta, che non ha niente ma quello che ha è d’istinto a disposizione per te, compreso l’unico "letto" di quella "casa". Avrei dovuto sentirmi indiana tra gli indiani, e sperimentare sulla mia pelle cosa vuol dire vivere in quel modo. Questo mi dicevo, sempre, pensando a quella storia. In questi giorni invece ho un pò cambiato il punto di vista: primo non stavo partecipando alle olimpiadi del coraggio, per cui il problema è universalmente inutile. Secondo non era niente ma avrebbe potuto oggettivamente essere di tutto, ed un mio eventuale sacrificio in nome dell’integrazione dei popoli e del rispetto delle tradizioni mediche sarebbe stato semplicemente superfluo. Terzo, soprattutto, se mi sentivo come mi sentivo l’altro giorno, come diavolo avrò fatto a contattare il tipo del risciò, trovare la biglietteria lufthansa del villaggio vicino, mettermi in lista di attesa, aspettare sei sette ore all’aeroporto con il rischio di dover riprendere il risciò a mezzanotte (x tornare dove?????), poi le ore di aereo, lo scalo a francoforte, di nuovo il cambio del biglietto e dulcis in fundo il lost and found a roma????Come cavolo avrò fatto?????L’istinto di sopravvivenza…e di nuovo la relatività delle cose…
Ok, pensieri deliranti da postumi influenzali a parte, di nuovo c’è che ho anche perso il cellulare nel frattempo, ed in quei tre quattro giorni di black out ho notato la differenza…

sonno ristoratore o nuotata ristoratrice???o è il ferrero rochè (come si scirve???)
17 gennaio 2008

Tre ferrero rochè divorati ad occhi chiusi prima di andare a letto possono considerarsi un peccato di gola????Intendo peccato mortale????Forse si…ma confido nel buon Dio e nella sua capacità di analisi delle situazioni (voglio dire la fattispecie astratta va bene, giusto per dare uno schema generale, ma poi ci sono le attenuanti, le scriminanti, le cause di non punibilità….) insomma il diritto penale è variegato ed un buon avvocato può tutto, e poi, la pena tende alla riabilitazione, e se a me il buon Dio mi riabilitasse non sarebbe male…non sarei più costretta a tutti questi sforzi di volontà per trattenermi dal dolce che più non lo voglio in casa e più continuano a portarmelo (e poi fidati degli amici…) e quindi poi non cadrei in tentazione con abbuffate del genere appena abbassata un attimo la guardia (quando ti sei addormemtata sul divano, ed in penombra cerchi la via del letto, diciamo che le tue capacità intellettive non sono sull’attenti, per cui se inciampi in una ciotola piena di dolci che sembra sia appena passata la befana…non è che ti si possa poi imputare alcunchè…parlerei più di caso fortuito….). E poi il buon Dio io non lo vedo come Papa Ratzinger. Insomma un pò di tolleranza mi sono sempre immaginata che lui ce l’avesse…
Va bè…comunque…Ferrero rochè a parte, ed a parte l’amico senso di colpa che mi accompagna, direi che ieri la nuotata ha placato un pò il mio spirito riflessivo (che rifletteva troppo sul fatto che questo lavoro non gli piace e che bla bla bla bla) e la bella dormita a seguire (a pancia piena) ha ricomposto il fisico…Beh si, Irina l’ho incontrata dieci minuti fa e mi ha detto che "hai una faaaaccia"…però io mi sento meglio…

resoconto resoconto
16 gennaio 2008

1- Perchè tutte le mattine io torno in  ufficio e ci sono le stesse scartoffie, ed il capo continua beatamente ad avere la stessa faccia di…e tutta la sua schiera di lecchini continua nel suo umido lavorìo…ketty sclera come al solito…Irma non la smette di raccontare nei particolari le sue avventure pseudosessuali…e la tristezza fatta carne del mio più vicino collega nonchè collaboratore non si trasforma magicamente in un principe???Stavo meglio quando mi facevo gli affari miei: ma perchè non so mai resistere alla tentazione di socializzare????perchè non ho continuato ad avere quell’aria mistica di "che strana ragazza" dei miei primi mesi quì…quando non parlavo con nessuno e tutti mi guardavano da sotto gli occhiali senza fiatare???Perchè non sono rimasta "quella strana della cina"????Perchè sono diventata, come sempre, la psicologa dei derelitti, l’amica delle zitelle, il sogno erotico dei bavosi, la maria maddalena dei sognatori, la nemica dei "responsabili di settore" e la "cocca" del pubblicitario gay????Perchè???…perchè ognuno guarda il mondo con gli occhi che ha…non importa chi sei…ognuno vedrà in te ciò che vuole, ciò che può….
 

la prima buona azione del 2008
14 gennaio 2008

Uno dei primi segni della vecchiaia lo noti nel sonno….addio dolci e avvolgenti dormite ad oltranza fino alle otto di sera….capito com’è la vita????prima avevi il sonno…ed anche una mamma versione ans vai trai che all’una ti svegliava con la pasta al forno obbligatoria a dispetto delle tue nausee e dei tuoi non ancora smaltiti giramenti di testa….a tavola per forza…o la prossima volta sarai costretta a rincasare ad un’ora più decente (e in condizioni più decenti, aggiungerebbe se conoscesse i tuoi travagliamenti interiori di fronte a quegli odorini…)…ora vivi da sola e potresti finalmente dormire finchè ti va….senza pranzi obbligatori nè minaccie di alcun tipo…e che fai tu??????
alle 10 sei sveglia e pimpante nonostante le tre ore di sonno…ti giri e ti rigiri e poi alla fine ti alzi….perchè hai una fame tremenda, e daresti chissà cosa per un piatto di pasta al forno…salvo poi crollare la sera con due occhi gonfi che nemmeno i cetrioli potrebbero alcunchè….
cest la vie direbbero i francesi….la vita è un’inculata dice massimo…strana la vita dico io….
comunque
alzata di buon ora pure il primo dell’anno mi sono fatta la passeggiata inaugurale, godendo di quella specie di patina ovattata del day after…GIULIANO PALMA  la colonna sonora…tutta mia la cittàè proprio il caso di dirlo (che poi civitanova alta è tutta mia pure di sabato a mezzogiorno, per cui c’è poco da stupirsi che non ci fosse un anima per strada!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)Pista ciclabile deserta, che mi sa che gli anziani che normalmente la "animano" avevano tutti preso dei sonniferi per non sentire i botti, ed erano quindi ancora rintrucilliti artificiali anche loro, a modo loro…
godendo di quel paesaggio innaturale mi sono fatta tutto il serpentone fino al mare, senza il pla che di solito colora e riempie le camminate (ed a volte pure le strade!!!!!!!!!!!!), con pensieri innaturali in testa…che vorrei capire perchè uno il primo dell’anno deve avere una visione così maniacalmente lucida su quelli che saranno i suoi prossimi dodici mesi, come se, che ne so, il diciassette ottobre non fosse lo stesso una data adatta per decidere di cambiare le cose che vanno cambiate….la mente umana, come è poco saggia la mente umana, come è sempre tutta uno stereotipo….
Quindi, contagiata dagli stereotipi, dall’aria frizzante mattutina e dal poco sonno, ho a passo lento deciso che, nell’ordine:
avrei ripreso la dieta. i giorni della piscina sarebbero diventati mercoledì e sabato, e a scelta altri due giorni a settimana sarei andata a correre (e le passeggiate con il pla guardando le vetrine non possono considerarsi corse a tali fini). Avrei fatto un serio elettrocardiogramma appena finite le vacanze. Basta con le tachicardie improvvise ed inspiegabili: che qualcuno mi dia una seria spiegazione del perchè quell’idiota di un infermiere non è riuscito nell’intento. Poi. Avrei investito il primo stipendio dell’anno nella prole del pla, e poi regalato il cucciolo che mi spetta a domenico, addestrato come cane guida. Questa è una cosa che ho dentro da un pò, e a gennaio deve diventare un progetto concreto. Avrei cambiato lavoro e cambiato il mio modo di vedere il mondo e le relazioni: non esiste che basto a me stessa. Cioè basto a me stessa ma a volte vorrei non bastarmi per il solo gusto di vedere qualcuno che si prenda cura di me. Per cui basta con le paure. Che chi si prende cura di me non è per forza come chi ci è stato. Ci saranno altri modi di prendersi cura di me, che non troverò invadenti fastidiosi ed indisponenti…e che non mi indurranno alla follia…ci saranno????????boh…ci saranno…per adesso il terrore di ricadere in quell’oblìo mi lascia così…compiacentemente autosufficente, sfuggente, contraddittoria e incomprensibilmente diffidente…l’anno passato è stato autoreferenziale…riflessivo ed introspettivo…e ci voleva…un bel backup alle mie funzioni vitali…un sano comprendi te stessa e lavora su di te, che hai le tue colpe se ripeti sempre gli stessi errori…ma per il nuovo anno…cioè da domani…davvero da domani sarò diversa…e mi sforzerò di credere in questa possibilità…
UUUUUUUUUUUUUU. Che razza di proposito pesante….sai che faccio????arrivo a casa e me lo segno nel calendario…e poi il mantra da ripetere tutti i giorni…si mia cara…non hai bisogno di nessuno, lo so, lo sappiamo tutti…ma quanto sarebbe più piena la vita se tu potessi condividere quel sorriso e vivere davvero tutto l’amore che hai dentro…????????mmmmmmmm…detta così forse me ne convincerò….
Poi avrei deciso il giorno della settimana in cui vedere il film in lingua originale, che l’inglese è ormai diventato un vago ricordo di un mondo passato e fantastico. Avrei spiegato ad Alessia, subito e con calma, il mio punto di vista su tutta quella complicata situazione, senza tacere niente, neanche le cose che fanno male e che penso sempre di doverle risparmiare.
Con questo decalogo in mente, e sapendo che di lì a poco mi sarebbero venuti in mente altri duemila buoni propositi, sono arrivata senza sapere come a casa dei miei…non stavo percorrendo la pista ciclabile????che strana deviazione avrò fatto???Meno male che non sono in macchina…perchè altrimenti mi sarei costretta, come sempre, a tornare indietro, per verificare ed essere proprio indiscutibilmente sicura di non aver ammazzato qualcuno per strada senza rendermene conto….
Va bè…
la mia follia….
sicchè sono arrivata dai miei…cerco di passare dal garage perchè non ho le chiavi e non voglio svegliarli, ma già che ci sono farei un paio di feste al cane e una visitina al frigorifero, di certo più attrezzato del mio…giro l’angolo e trovo, un bimbo in lacrime mezzo arrampicato al cancello e la mamma che cerca di riportarlo alla ragione (e con i piedi per terra)…mi avvicino e invece capisco che la mamma è più agitata di lui: il problema è il seguente: un gatto (non il suo gatto, ma un gatto) si è arrampicato alla mia pianta. E’lì. Su un ramo, e non si muove. Il bambino è sensibile e vuole salvarlo. La madre è molto sensibile ed ha chiamato i pompieri. Ma i pompieri non sono sensibili ed hanno messo in mezzo delle cose stupide e burocratiche, come ad esempio la violazione di proprietà privata. Ergo. Per entrare hanno bisogno del permesso dei proprietari. Ora io, notoriamente sensibile fino all’inverosimile, sarà che non nutro particolare amore per il genere felino, ma avrei avuto voglia di dire che io non sapevo niente, passavo di lì per caso e non conoscevo i proprietari (la mamma aveva già suonato, ma quella mamma non sa che il campanello di casa mia non funziona dal giorno del mio diciottesimo compleanno, e per entrare dai miei o telefoni o hai le chiavi o al limite urli sotto la finestra con insistenza). Va bè, fatto sta che in quel mentre si affaccia mia zia dalla finestra dall’altra parte della strada, e risulta lampante che i miei rapporti con quell’isolato non sono puramente casuali. Dico. Abitano i miei genitori quì, ma veramente non capisco che pericoli corre quel gatto. La mamma mi spiega che i gatti, simpatici animali, salgono facilmente sulle piante ma non sanno scendere. Quindi o si chiamano i pompieri o muoiono di fame. A me, sembra una stronzata. Mai sentita una cosa del genere. Dico, non mi sembra lui si lamenti. Ma il bambino si lamentava, e forte. Allora ho svegliato i miei, cercato di prendere una scala per salire fino al gatto, che chiamare i pompieri per prendere il gatto davvero mi vergognavo, mi sembrava un insulto alle emergenze. Solo che sto gatto, a quanto pare, non voleva essere salvato, e appena sono riuscita ad avvicinarmi al suo ramo ha fatto un altro paio di metri in altezza. Non mi sembrava affatto affamato, nè in debito di alcunchè. Mi sembrava solo un gatto che volesse strasene un pò per i fatti suoi. Ma niente da fare, il bambino, che evidentemente soffre di vertigini, si è allarmato in maniera impressionante, e non mi è rimasto che rassicurarlo e chiamare i pompieri. Buon giorno, sono enrica marilungo, scusatemi tanto ma c’è un gatto sulla mia pianta. Io non vi diturberei ma il gatto si agita e miagola fortissimo, sta disturbando tutto il vicinato… e poi sembra stia male…Ho mentito spudoratamente. Ma dopo aver opposto una flebile resistenza, il pompiere, ha accettato la chiamata. Due minuti e camionetta a sirene spiegate, che appena ha girato l’angolo ho per un attimo pensato….mmmmmm…cosa sarà successo??????Va bè…la faccio breve….le operazioni di soccorso sono state lunghe e dispendiose….con l’utilixzo delle tecniche più variegate. Prima dell’ormai sicuro taglio del ramo, il gattom evidentemente stufo di tutto quel casino, ha tentato il suicidio per poi scapoparsene a zampe levate….
Consideriamola un pò la prima buona azione dell’anno…tanto il gatto non legge i blog e non può mandarmi a quel paese…
 

le ferie fanno bene????
3 gennaio 2008

se qualcuno vedesse la mia faccia di questi due giorni di rientro soft—tipo ieri mezza giornata al mattino, oggi solo pomeriggio—capirebbe il senso della domanda…se questo è l’effetto del rientro al lavoro…forse le ferie dovrebbero essere abolite. Una lenta assuefazione non fa mai tanto male come questi sospirati traumi……..
forse il problema è più profondo però….ed ecco che l’inizio del 2008 porta già i suoi frutti: come si dice???anno nuovo vita nuova…ed io che il nuovo lo rincorro come ossigeno vitale ed indispensabile, sto già pensando ad un bel cambio di lavoro…sono certa che il mio progetto non arriverà fino alla fine….speriamo di trovare qualcosa di soddisfacente quì nei paraggi, altrimenti tre traslochi in tre mesi davvero sarebbero troppo….